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www.ildialogo.org Non ci sono alternative,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
Non ci sono alternative

di Giovanni Sarubbi

«Cattolici ed evangelici hanno votato Trump». La notizia, che era già nota il giorno dopo le elezioni, non è stata ripresa dai grandi mass-media e non è diventata patrimonio delle grandi masse ma solo degli specialisti, giornalisti, politologi o dei responsabili religiosi. La notizia quindi non esiste, anche se essa è stata diffusa dal Pew Research Center, uno dei più autorevoli istituti di ricerca statunitensi specializzato in questo tipo di studi. Secondo il Pew Research Center, il 60% dei cattolici ha votato per Trump rispetto al 37% che ha votato per Clinton. Gli “evangelici” (ma sarebbe meglio chiamarli “evangelicali”) invece hanno votato in massa per Trump (81%) contro il 16% della Clinton. Per la Clinton hanno votato (al 67%) i cattolici di origine ispanica, contro il 26% che ha votato per Trump, nonostante le sue dichiarazioni contro i messicani[1]. Il voto congiunto di cattolici ed “evangelici” per un sostenitore del razzismo, del sessismo, della superiorità bianca e di tutto il peggio possibile, è l’ulteriore dimostrazione della esistenza, nella religione cristiana, di quell’ecumenismo del male, di una vera e propria parodia del cristianesimo, di cui occorre finalmente prendere coscienza.
La polarizzazione del voto che esisterebbe negli USA viene di solito richiamata per giustificare questi comportamenti che non sono nuovi. Ma la polarizzazione in realtà non esiste perché ci sono, ed è successo anche nelle ultime elezioni, molti candidati alla presidenza indipendenti al di fuori del Partito Democratico o del Partito Repubblicano. C’è sempre la possibilità di non votare per chi nega fondamentali principi di umanità come quelli che nelle ultime elezioni Trump incarnava. Chi da cristiano o da cattolico ha scelto Trump ne ha scelto i valori di riferimento, quelli che lui ha propagandato.
Dato che la notizia non esiste, nessuno rifletterà su un fenomeno che va avanti negli USA oramai da oltre un secolo e che condiziona negativamente la vita politica mondiale. Gruppi sociali che si definiscono “cristiani” ed “evangelici” sostengono posizioni politiche non solo di destra ma anche di una destra estrema, violenta e xenofoba. Ne vogliamo discutere, o dobbiamo rassegnarci?
Se continuerà così, dovremmo riscrivere i vocabolari o le enciclopedie che si ostinano a definire il termine evangelico come “Del Vangelo”, o “desunto dal Vangelo” o “Prescritto dal Vangelo, conforme allo spirito di esso o ritenuto tale” [2]. Bisognerà aggiungere un paragrafo a quelli esistenti che pressappoco suonerà così:
«evangèlico: comportamento politico-sociale di gruppi o chiese, che si autodefiniscono cristiane, che comprende razzismo, culto della supremazia degli uomini di pelle bianca, culto della ricchezza come “benedizione di Dio” e quindi della povertà come “punizione di Dio”, sostegno alla guerra, sostegno ad organizzazioni che praticano la violenza contro le razze inferiori (Ku Klux Klan), schiavismo, rifiuto di prestare qualsiasi aiuto a profughi e migranti, abolizione di concetti quali misericordia, amore per il prossimo, con erezione di alti muri ai confini e rifiuto di aiutare i poveri o peggio ancora eliminare la povertà praticando la giustizia sociale. Fra i comportamenti di questi gruppi è compresa, a volte, la violenza nei confronti delle donne, che devono essere subordinate al maschio, e anche il loro omicidio, o l’omicidio di quei medici che praticano l’aborto.»
Bisognerà aggiornare nei vocabolari anche la definizione del termine cattòlico. Anche qui bisognerà aggiungere un paragrafo che contempli il sostegno a politiche quali quelle prima descritte che in Italia descriverebbero le posizioni di partiti quali la Lega Nord o quelle neofasciste o neonaziste. Così sarà cattolico chi accoglie i profughi e presta loro soccorso, secondo gli insegnamenti di Papa Francesco, ma anche chi fa l’esatto contrario.
Oggi Papa Francesco ha chiuso il giubileo della misericordia durante il quale ho detto molte parole importanti su temi quali la guerra o l’accoglienza dei migranti o contro lo sfruttamento selvaggio del lavoro. Dopo il voto americano dovrà fare anche lui i conti con una realtà della sua stessa chiesa che esprime orientamenti che sono molto lontani da quello che egli ha sostenuto.
Le stesse chiese che si definiscono “evangeliche” dovrebbero anch’esse interrogarsi sulla natura del loro mondo e sulle degenerazioni a cui esso è giunto.
Non può essere la stessa cosa il razzismo e l’antirazzismo. Un evangelico non può essere contemporaneamente uno che accoglie o uno che respinge il povero. E così un cattolico.
Si tratta di un dualismo intollerabile che alla fine porterà al prevalere di uno dei due. È in discussione l’essenza stessa del cristianesimo.
Ma ciò che è avvenuto con l’elezione di Trump, come dimostrano le prime nomine della sua amministrazione, costituisce anche il rilancio su grande scala della famigerata dottrina dello “Scontro di civiltà” che da oltre 20 anni avvelena la politica mondiale.
Occorre allora moltiplicare gli sforzi per il dialogo e per la pace. Non ci sono alternative.
Giovanni Sarubbi
( Riproduciamo la tabella prodotta dal Pew Research Center)

Clicca sull'immagine per ingrandirla

NOTE
2Vedi voce evangèlico in Dizionario Treccani on-line http://www.treccani.it/vocabolario/evangelico/



Domenica 20 Novembre,2016 Ore: 18:39
 
 
Commenti

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Autore Città Giorno Ora
Mauro Matteucci Pistoia 21/11/2016 16.24
Titolo:
Caro Giovanni,
                     certamente la riflessione che fai nel tuo editoriale a proposito del comportamento dei cristiani nelle ultime elezioni per la presidenza USA, è del tutto coerente con il momento attraversato dal cristianesimo nella società attuale. Senz'altro conoscerai l'episodio del parroco del centro del Polesine, che aveva messo fuori della chiesa un cartello per respingere i musulmani: se un cosiddetto "ministro di Dio" si comporta così, cosa c'è da meravigliarsi? Oggi assistiamo a un mix malefico di devozionismo e integralismo, che anche se portano nomi che si rifanno a Cristo, niente hanno a che fare con il suo messaggio incentrato sull'amore e sull'attenzione per l'altro. Il bellissimo episodio evangelico dell'emorroissa ci interroga tutti: "Chi mi ha toccato?", ma l'indifferenza domina sovrana nel cuore di tanti che pure frequentano le chiese. Così è più facile - anzi normale - obbedire, anche per i cristiani  ai richiami all'odio del miliardario Trump (personalmente non mi piaceva neppure la Clinton del tutto subalterna all'establishement) che esorta a vedere nell'altro - magari poverissimo anche lui - la causa dell'impoverimento! Cristo ha detto che i cristiani devono essere "il sale della terra", oggi sono purtroppo pasta rancida o avvelenata! La guerra torna a essere uno strumento "normale" nei rapporti tra persone e Stati, quando non abbiamo - e tu lo dici con forza altra alternativa che la pace. Credo che dobbiamo riscoprire il valore e la forza dell'obiezione a tutto ciò che è malefico per l'umanità. Forse ci possono fare da guida ancora una volta le parole di don Lorenzo Milani: Preghiamo per quegli infelici che, avvelenati dall'odio, si son sacrificati per il loro malinteso ideale di Patria calpestando senza avvedersene ogni altro nobile ideale umano. Un abbraccio
Mauro Matteucci

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