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www.ildialogo.org L’antivirus è in noi,Michele Zarrella *

Otto domande, otto risposte l’otto ogni mese
L’antivirus è in noi

Cultura e conoscenza


Michele Zarrella *

https://www.ildialogo.org/foto2/MicheleZarrella250.jpg Il virus che cosa è?

Il virus è costituito da poche molecole chimiche e non è capace di riprodursi. Tutti i virus non hanno le funzioni del vivente. Intendendo per vivente l’essere capace di riprodursi, di trasformare una forma di energia in un’altra, di cambiare e di evolversi. La situazione però cambia nel momento in cui un virus entra in una cellula.    

Perché?

Perché se riesce a entrare in una cellula il virus prende il comando delle funzioni della cellula e si replica. Questo sostanzialmente è il compito dei virus: replicarsi. E il virus Sars-CoV-2 lo fa in maniera molto veloce riproducendosi in migliaia e migliaia in poche ore e si trasmette da uomo a uomo per via aerea.

Possiamo dire che il virus ha una duplice entità?

Si, è l’unica entità al mondo che può essere al contempo non-vivente, se si trova all’esterno di una cellula, e vivente quando è dentro.

Il virus Sars-CoV-2 continua a circolare e chi pensava che con il caldo dell’estate la pandemia si sarebbe arrestata è rimasto deluso. Perché?

Il virus fa il virus, la pandemia la fanno le  persone. Quando circola la persona che lo tiene può trasmettere il contagio – spesso inavvertitamente nel caso di persona asintomatica – con una stretta di mano, un abbraccio e – purtroppo – anche col semplice respiro, ancor più con il colpo di tosse e soprattutto con lo starnuto. Anche se la realtà è sempre più complicata di quanto appare con alcuni accorgimenti certamente potremo ridurre la trasmissione del contagio. In Italia, grazie alle precuazioni il virus ha circolato meno rispetto ad altri Paesi.

Quindi il virus circola se circoliamo noi, e soprattutto se abbiamo relazioni?

Esattamente. Se andiamo a fare una passeggiata in montagna da soli non infettiamo nessuno. Ma è nelle relazioni che ci possiamo scambiare il virus. E che il virus continua a circolare in maniera stabile ce lo raccontano i numeri dei ricoverati ricavabili dai bollettini emessi dalla Protezione Civile a livello nazionale e dall’Organizzazione mondiale della sanità a livello mondiale. Da questi numeri è chiaro e forte il messaggio: la pandemia continua a circolare in tutto il pianeta e non è affatto sotto controllo. Il dato nazionale che prima della ostentata spensieratezza estiva era sceso a 45 ricoverati nelle terapie intensive, oggi è risalito a numeri con tre cifre. Riflettiamo.

Il problema è aggravato dal fatto che non sappiamo chi è portatore positivo?

Potenzialmente siamo tutti portatori. E molti sono asintomatici. Questo è il grosso problema che va risolto, come abbiamo fatto con tutti gli altri virus, con il vaccino. Ma fin quando non lo troveremo – le stime più rosee ce ne danno la possibilità verso la fine dell’anno – l’unica arma che abbiamo sono i nostri comportamenti. Con comportamenti responsabili possiamo contenere il contagio e per avere comportamenti responsabili dobbiamo capire.  

Cosa c’è da capire?

Il virus lo facciamo circolare noi e non dobbiamo assolutamente pensare che il virus abbia perso la carica virale o il suo potere patogeno con l’estate, col caldo, col freddo, con le quattro stagioni, con le costellazioni, con qualche congiuntura astrale o con altre scempiaggini. C’è da capire che stiamo vivendo una crisi. Il virus ci ha messi in crisi. Tutti. Il numero spaventoso dei morti e dei ricoverati ce lo ricorda inequivocabilmente anche a chi già lo ha dimenticato e a chi addirittura lo nega. Cercare di inquadrare la realtà in modo reale e concreto è quello che fa la differenza, ma non dobbiamo farci sopraffare. Il papa poche settimane fa ha detto: “Da una crisi non si può uscire uguali. Usciamo migliori o usciamo peggiori. Questa è la nostra opzione. Dopo la crisi continueremo con questo sistema economico di ingiustizia sociale? E di disprezzo per la cura dell’ambiente? Pensiamoci.” C’è da capire che l’ambiente non è qualcosa da sfruttare ma qualcosa in cui vivere meglio e ritrovare la propria interiorità. Quindi va rispettato. C’è da capire che tutti i viventi hanno diritto ad una vita dignitosa. C’è da capire che i bambini hanno diritto al futuro, alla salute, all’istruzione e a un mondo sano.

Quali sono allora i nostri antivirus?

Gli unici antivirus che abbiamo sono la cultura e la conoscenza. Con la cultura sappiamo come comportarci: mascherina su naso e bocca, distanziamento fisico, igiene continua, soprattutto le mani (per il lavaggio delle mani vedi: https://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/ambiente/riflessioni_1583654155.htm), non toccarsi occhi, bocca e naso con le mani. Ma va posta attenzione anche al rientro in casa per non contagiare i propri familiari: togliersi le scarpe e mettere le pantofole, se utilizzati buttare con cura i guanti nel secco, lavarsi accuratamente – almeno per 30 secondi – le mani col sapone, togliersi i vestiti e, se possibile, stenderli al sole, igienizzare cellulare, occhiali, chiavi, collanine e tutto ciò che ha potuto essere contagiato. Ricorda che non è possibile effettuare una disinfezione totale, l'obiettivo è ridurre il rischio e proteggere le persone più fragili. Con la conoscenza possiamo isolare i portatori e curarli. Se non abbiamo conoscenza di ciò di cui stiamo trattando rischiamo di prendere decisioni che e potrebbero essere profondamente sbagliate. Ognuno di noi deve agire per ridurre il più possibile il contagio con la speranza di generare qualcosa di diverso e di meglio. Come un grande applauso che riesce meglio se fatto all’unisono. Tutti insieme.

Gesualdo, 8 settembre 2020

*Ingegnere e astrofilo

Per contatti

zarmic@gmail.com

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