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www.ildialogo.org FORUM NUCLEARE,di Michele Zarrella

Otto domande, otto risposte, l’otto del mese.
FORUM NUCLEARE

Una partita a scacchi con scacco all’umanità.


di Michele Zarrella

L’Italia ha necessità di energia con processi industriali che non emettono gas serra. È giusto allora realizzare delle centrali nucleari?
La realizzazione di una centrale nucleare, se ben ubicata e ben progettata, se sarà realizzata nel rispetto delle norme tecniche per le zone sismiche e anti impatto aereo, se sarà gestita in maniera efficiente con personale altamente qualificato sia per il funzionamento che per la sicurezza, presenta i rischi che sono annessi a tutte le attività industriali umane. Quindi sotto questi aspetti si può realizzare.
Perché tanta gente non le vuole?
L’attuale tecnologia nucleare ha bisogno di luoghi isolati lontani dalle abitazioni, dell’uranio che è esauribile, di molta acqua che scarseggia, di misure di sicurezza sempre più costose per evitare attacchi terroristici, e soprattutto non ha risolto il problema delle scorie. Il ciclo produttivo non si chiude. Rimane aperto il problema dello stoccaggio delle scorie, così complesso, costoso e pericoloso che ne fa perdere del tutto i benefici. Un problema che fino ad oggi non ha trovato soluzioni.
http://www.ildialogo.org/foto/generica20110113.bmp 
L’Europa ha stabilito di conseguire l’obiettivo 20-20-20, entro il 2020. L’Italia come potrà fare per rispettarlo?
Per rispettare gli obiettivi di ridurre l’emissione di gas ad effetto serra del 20%, di ridurre del 20% i consumi energetici e di soddisfare il 20% del fabbisogno energetico mediante l’uso di energie rinnovabili entro il 2020 non lo si potrà fare con le centrali nucleari, perché occorrono circa nove anni per realizzarle. La centrale nucleare di Olkiluoto in Finlandia è iniziata nel 2002 e doveva entrare in funzione nel 2009. Ne abbiamo parlato nel marzo 2010 http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/ambiente/riflessioni_1268047967.htm
A tutt’oggi non è stata ancora ultimata. I tempi previsti sono saltati per vari motivi fra cui le oltre 2300 deviazioni standard: un linguaggio tecnico per indicare eventi lievi e gravi di variazioni di progettazione in fase di realizzazione o variazioni per l’adeguamento a nuove norme tecniche e di sicurezza. Con questi tempi (nove anni) nel 2020 potrebbe entrare in funzione la prima centrale nucleare. Gli obiettivi 20-20-20 entro il 2020 si potranno raggiungere con l’uso di tecnologie che possono essere realizzate in tempi molto più brevi come quelle già esistenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e con un piano serio di ricerca e sviluppo delle fonti energetiche alternative come lo sfruttamento delle onde del mare, delle maree, del vento in alta quota, dei sistemi solari fotovoltaici a concentrazione, ecc..
Sì ma il costo del chilowattora (kWh) col nucleare è minore che con quelli tradizionali.
Chi dice che il kWh prodotto col nucleare è più economico rispetto altre fonti ha messo in conto il costo sempre crescente dell’uranio che è esauribile? Ha quantizzato i costi elevatissimi della sicurezza di una centrale nucleare soggetta più di altre attività ad un attacco terroristico? Ha calcolato il costo dello smaltimento delle scorie? Ha tenuto presente che alcune di esse restano radioattive per millenni lasciando questo problema alle future generazioni? Ha individuato e progettato il o i depositi delle scorie nucleari o pensa di farli mettere nel giardino dei vicini? Perché quando si tratterà di mettere a deposito le scorie nucleari ognuno si comporterà in conformità del diffusissimo acronimo NIMBY «Not In My Back Yard» (Non nel mio giardino).
Trascurando, per assurdo, gli altissimi costi suddetti, non è vero che la produzione del kWh con tecnologia nucleare è inferiore a quello di altre tecnologie. Un recente articolo del Corriere della sera (http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/energia_e_ambiente/10_luglio_27/solare-costi-nucleare_6c3ac74a-998b-11df-882f-00144f02aabe.shtml ) riportava la notizia che in America, a parità di kWh prodotti, il costo del kWh prodotto dal nucleare è pari a quello prodotto dal fotovoltaico. Inoltre nel tempo il costo del fotovoltaico andrà sempre più diminuendo e quello del nucleare sempre più aumentando. Figuriamoci tra nove anni con quale tecnologia sarà più conveniente produrre energia elettrica.
Una recente pubblicità sui settimanali dice che il nucleare darà lavoro e progresso al Paese.
Il lavoro occorre anche per realizzare gli impianti con altre tecnologie, quindi non c’è differenza. Per quanto riguarda il progresso bisogna capire in quale direzione si vuole che avvenga. A chi porterà maggiori vantaggi. Agli imprenditori o ai cittadini? E se fra nove anni la ricerca arriverà finalmente alla fusione dell’atomo, cioè a un nucleare pulito, come è quello delle stelle? Ecco, investiamo maggiormente sulla ricerca e su un piano serio di sviluppo delle fonti energetiche alternative rinnovabili puntando ad un progresso compatibile col la biosfera.
Una buona politica energetica dovrebbe puntare sulla diversificazione delle fonti, sulle reti brevi e con maggiori interconnessioni e sull’uso razionale dell’energia.
Gira su internet e sulle televisioni un video sul nucleare. Fa vedere due gemelli che giocano a scacchi. Uno è favorevole e uno è contrario. Cosa ne pensa?
Se i media trasmettono maggiormente le idee utili agli obiettivi commerciali del finanziatore o dell’editore, tali trasmissioni costituiscono un pericolo, perché in questo modo crescono e vivono le idee di chi ha più mezzi e più soldi e non le idee più sagge e più vantaggiose per la società. (Vedi l’articolo LA TV E LA LOGICA http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/ambiente/riflessioni_1281263422.htm ).
Però il video ha centrato la questione impostando il problema come una partita a scacchi, che si sa, finirà con lo scacco matto al re. Bianco o nero che sia non importa. Qui per scacco al re si deve intendere scacco all’umanità, all’ambiente, alle future generazioni. In questa partita non ci sarà un vincitore e un vinto, ma due perditori: l’ambiente così come lo conosciamo e la società così come si è evoluta.
Assurdo, in una partita non ci possono essere due perditori: c’è sempre un vincitore e un vinto.
Sì, se ragioniamo a breve termine con la logica della durata della partita. Ma se valutiamo il risultato di quella partita dopo un lungo tempo le cose poi si leggono diversamente. Quando oltre venti anni fa l’industriale del Nord affidava i rifiuti tossici al camorrista del Sud, ha smaltito tonnellate di rifiuti con grande risparmio economico rispetto al trattamento legale dei rifiuti e avrà pensato: «Che grande mossa… per la mia tasca!». Il camorrista portava i rifiuti nelle campagne e li ha versati facendoli “passare” addirittura per fertilizzanti. Avrà pensato: «Che grande mossa… per la mia tasca!». Ma quei rifiuti, versati nelle campagne, hanno distrutto un ambiente che produceva prodotti agricoli, frutta e verdura di ottima qualità, dove pascolavano greggi e mandrie che producevano latte, mozzarelle e formaggi, bistecche e salumi. In quelle campagne sono state inquinate le falde acquifere e sono aumentate le malattie degli uomini, degli animali e delle piante. A distanza di un ventennio questi sono i parziali risultati di quella partita. Adesso quelle aree si devono bonificare e quei rifiuti si devono smaltire correttamente. Chi lo farà? L’imprenditore, il camorrista o la società? Dopo venti anni si può ancora pensare: «Che grande mossa…!». La realtà è che hanno perso entrambi. Anzi, peggio, abbiamo perso tutti, perché ha perso la biosfera.
Ed oggi la pubblicità sui giornali propone, su una intera pagina nera, quella a sinistra di chi legge: “Sono contrario all’energia nucleare perché è una mossa azzardata per il Paese” e sulla pagina a destra, su fondo bianco: “Sono favorevole all’energia nucleare perché è una grande mossa per il Paese”. Notate il messaggio occulto del fondo nero a sinistra per chi è contrario e del fondo bianco a destra per chi è favorevole. Quanto costano due pagine intere su un settimanale nazionale e il video sulle televisioni per mesi? A chi conviene fare questa pubblicità? Chi ha interesse a farla? Cosa ne guadagnerà? Tutto questo fiume di denaro per spingere il lettore a fare una grande mossa…?
Quali altri rischi?
L’attuale tecnologia nucleare è un rischio da valutare attentamente. Tutte le considerazioni finora fatte hanno escluso l’incidente. Purtroppo nessun processo industriale è immune da incidenti. Un incidente ad una centrale nucleare in un momento potrebbe mettere in pericolo la sicurezza delle persone e dell’ambiente vicini ad essa. Gli incidenti possono essere di diversa categoria, ben catalogati, in otto livelli, nella scala INES (International Nuclear and radiological Event Scale) che per brevità raggruppiamo in: lievi, gravi, dannosi e catastrofici.
Lieve quando l’incidente è controllabile e si riesce a ripristinare il processo industriale senza conseguenze a persone e all’ambiente esterni (per esempio l’incidente all'impianto di Sellafield, Regno Unito, 2005; incidente all'impianto di Paks, Ungheria, 2009).
Grave quando l’incidente comporta danni al nocciolo e alla barriera radiologica con rilascio di materiale radioattivo, si riesce a ripristinare il processo industriale, ma con conseguenze sulla salute di persone e dell’ambiente (per esempio l’incidente di Three Mile Island Stati Uniti, 1979 o quello di Windscale, oggi Sellafield, Regno Unito, 1957. Come se cambiando il nome si fosse risanato l’ambiente?).
Dannoso quando vi è rilascio di nube radioattiva all’esterno, si riesce a ripristinare il processo industriale ma con conseguenze irrimediabili (morti e malattie incurabili) sulla salute di molte persone e dell’ambiente per una zona vasta e per tempi lunghi (per esempio l’incidente di Mayak, USSR, Russia 1957).
Catastrofico quando il reattore esplode e rilascia una grande nube tossica di materiale radioattivo, non si riesce più a ripristinare il processo industriale e si abbandona il sito, che dovrà essere bonificato, con conseguenze irrimediabili (morti, malattie e mutazioni genetiche) sulla salute di molte persone e dell’ambiente per una zona vasta e per tempi lunghissimi che coinvolgeranno anche le future generazioni (per esempio il disastro di Chernobyl USSR, Ucraina 1986).
Questa partita mette in gioco il progresso e il benessere raggiunto dalla società.
Questa partita, con le attuali tecnologie, semplicemente, non è da giocare.
Gesualdo, 8 gennaio 2011
Per contatti


Sabato 08 Gennaio,2011 Ore: 09:59
 
 
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