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www.ildialogo.org UNA RIFLESSIONE SULL'ANNO COSTANTINIANO,di <i>Raffaello Saffioti</i>

UNA RIFLESSIONE SULL'ANNO COSTANTINIANO

di Raffaello Saffioti

LETTERA APERTA

AD ALBERTO SIMONI DI “KOINONIA” - PISTOIA

PER L’INCONTRO CON LUIGI SANDRI

 

DA UN ANNIVERSARIO A UN ALTRO

IL POTERE DELLA FEDE EVANGELICA

CONTRO IL DOMINIO ECCLESIASTICO

LA CHIESA COSTANTINIANA IN CUI NON CREDO

***

Caro Alberto,

la lettura dell’ultimo numero di “Koinonia” (1, gennaio 2013) e “Koinonia Forum” (331, 20 gennaio 2013) mi ha avvinto particolarmente per i temi proposti che sono per me di grandissimo interesse.

Mi sento di far parte di quella “rete silenziosa” creata dal lavoro di “Koinonia” che “lega tanti e tanti, senza neppure saperlo” come è detto nella stessa rivista.

Ho molto apprezzato quanto hai scritto per l’incontro con Luigi Sandri, in programma per domenica 27 gennaio. Già averlo invitato è da considerare come fatto significativo dell’apertura che caratterizza il vostro lavoro, dello spirito che lo anima.

Pur non potendo partecipare fisicamente all’incontro, dalla profonda Calabria intendo farvi pervenire un mio messaggio di augurio per la sua riuscita, accompagnandolo con qualche considerazione e proposta.

L’ “ANNO COSTANTINIANO”

Stiamo passando da un anniversario ad un altro.

Il 2012 è stato l’anno del Cinquantenario dell’inizio del Concilio Vaticano II che ha animato un dibattito destinato a svilupparsi nel prossimi anni.

Il 2013 è l’anno della ricorrenza del XVII Centenario dell’ “Editto di Milano”, proclamato “Anno Costantiniano”. Ed è anche l’anno del Cinquantenario dell’Enciclica Pacem in terris, di Giovanni XXIII.

C’è un filo che può legare le tre ricorrenze.

In quanti modi sarà celebrato l’Anno Costantiniano e quali saranno le iniziative che lo caratterizzeranno?

Intanto consideriamo il “Discorso alla Città” col quale il 6 dicembre scorso, alla vigilia di S. Ambrogio, l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha inaugurato solennemente le celebrazioni del Centenario. “L’Editto di Milano: Initium Libertatis”, è stato il titolo del Discorso col quale l’Arcivescovo ha illustrato il significato religioso e civile dell’Editto. E’ evidente l’importanza di quel Discorso che va al di là della città di Milano.

Degno di nota l’ editoriale di David Gabrielli, dal titolo “313-2013, a ‘scola’ di Costantino” (“Confronti”, n. 1, gennaio 2013). E vanno pure registrate le reazioni suscitate dal Discorso del Cardinale, sia in ambito cattolico che evangelico e laico (Cfr. “Adista notizie”, n. 46, 22 dicembre 2012).

L’ Anno Costantiniano va colto come occasione di studio e di iniziativa per la riforma della Chiesa.

Il tema della libertà religiosa, contenuto nell’Editto di Milano, porta ad esaminare la storia della Chiesa, la cui conoscenza non può essere data per scontata, pur se si vive in un paese di tradizione cattolica.

Studiare la storia dell’era costantiniana significa studiare il grande tema del rapporto tra la Chiesa e il potere.

IL VERO SIGNIFICATO DEL TERMINE “POTERE”

Il potere viene comunemente confuso col dominio che è la sua degenerazione e viene, quindi, demonizzato.

“Come sostantivo, potere indica ‘potenzialità’, ‘forza’, ‘virtù’, ‘facoltà di operare’, ‘attitudine a influenzare situazioni’, ‘quanto è consentito dalla volontà e dalla disponibilità del soggetto’. Imparare a esprimere il potere personale è per ognuno un bisogno, pratico e intimo, a diversi livelli, connesso all’esigenza di essere creativo.

… Il potere personale o di gruppo, come la libertà, valorizza la propria forza vitale fin ove inizia la profonda necessità dell’altro, degli altri, e in collaborazione con l’altro. Quando pretende sottomettere l’altro, diviene dominio.

… La malattia del potere, la malattia della forza, l’ uso insano della forza e del potere sono appunto violenza, dominio, dispotismo. Non si può realizzare una società civile senza imparare a distinguere forza-potere da violenza-dominio.

… Il potere (nel senso di essere capace di, capacità di azione) in sé non è affatto negativo: la sua carica positiva – l’intuizione etica avverte – dipende dalla sua capacità di aprirsi a comunicare. Sovente nelle più fonde intuizioni religiose, vero potere risulta l’amore. Il potere si distingue, purificandosi, dal dominio, abuso di potere. Marco scrive che Gesù dice ‘la potenza’ per nominare Dio”. (Danilo Dolci, a cura di, Comunicare, legge della vita, La Nuova Italia, 1997, pp. 3-5)

Ma imparare a distinguere potere da dominio non è facile!

I vari temi prima richiamati ci riportano ai documenti del Concilio Vaticano II, in particolare alla Dichiarazione Dignitatis humanae e alla Costituzione pastorale Gaudium et spes.

Su di essi mi sono già espresso in vari documenti, elaborati lo scorso anno per il Cinquantenario dell’inizio del Concilio, pubblicati on line (www.ildialogo.org), e ad essi faccio riferimento:

  1. La Chiesa e l’allegoria dei Sileni

  2. Gesù il Tempio e il Sinedrio

  3. Gesù Maestro e i Discepoli”.

NO ALLA CHIESA CONCORDATARIA

Riprendo l’ultimo numero di “Koinonia” per sottolineare l’inizio e la conclusione dell’articolo, siglato ABS, “Agenda pro ‘unione sacra’ prossima ventura”:

“Dunque, l’ ‘era costantiniana’ è dichiarata finita, ma il costantinismo continua a vivere! Ne abbiamo riprova in questi giorni, in cui nuove investiture vaticane e gerarchiche si riversano sulla ‘Agenda Monti per l’Italia’ e una chiesa di vertice spalleggia questa operazione, cercando nuove sponde di potere …

… Per cui la sfida non è quella di trasformare una chiesa costantiniana in chiesa evangelica, ma di dare vita ad una chiesa evangelica, che non ha argento e oro, ma solo la potenza della fede nel nome di Gesù: ‘Per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi’ (At 3, 13.16).”

A questo punto è facile notare che l’Anno Costantiniano coincide con l’Anno della Fede, indetto con la Lettera apostolica “Porta fidei” per il Cinquantenario dell’apertura del Concilio. L’Anno della Fede che ha avuto inizio l’11 ottobre 2012 si concluderà il 24 novembre 2013.

Quale Fede e quale Chiesa?

Ricordiamo la “Gaudium et spes” (76):

“Gli Apostoli e i loro successori con i propri collaboratori, essendo inviati ad annunziare agli uomini il Cristo Salvatore del mondo, nell’esercizio del loro apostolato si appoggiano sulla potenza di Dio, che molto spesso manifesta la forza del Vangelo nella debolezza dei testimoni. Tutti quelli che si dedicano al ministero della Parola di Dio, bisogna che utilizzino le vie e i mezzi propri del Vangelo, che, in molti punti, differiscono dai mezzi propri della città terrestre.

Certo le cose terrene e quelle che, nella condizione umana superano questo mondo, sono strettamente unite, e la Chiesa stessa si serve delle cose temporali nella misura che la propria missione richiede. Tuttavia essa non pone la sua speranza nei privilegi offertile dall’autorità civile. Anzi essa rinunzierà all’esercizio di certi diritti legittimamente acquisiti, ove constatasse che il loro uso potesse far dubitare della sincerità della sua testimonianza o nuove circostanze esigessero altre disposizioni”.

Quanto tempo ci vorrà perché la Chiesa cattolica rinunci ai privilegi del Concordato?

La Chiesa del Concordato non è la Chiesa del Vangelo.

La via della Conciliazione non è la via della Croce.

L’Anno Costantiniano servirà a risvegliare il movimento anticoncordatario?

L’incontro di “Koinonia” con Luigi Sandri può rilanciare l’Appello “No al Concordato, no ai cappellani militari” del 18 febbraio 2012 (promosso da Cipax, Cdb San Paolo, Pax Christi Roma, Noi Siamo Chiesa - gruppo romano) ?

Palmi, 25 gennaio 2013

Raffaello Saffioti

Centro Gandhi

raffaello.saffioti@gmail.com




Venerdì 25 Gennaio,2013 Ore: 15:24
 
 
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