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www.ildialogo.org Mobilitarsi per la pace,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
Mobilitarsi per la pace

di Giovanni Sarubbi

Giovedì scorso 7 settembre, il TG1 delle venti ha dato notizia che la sorgente del Po si è seccata, non esce più acqua e la zona dove essa è situata è secca e brulla. Qualche immagine, poche parole per raccontare un tragico effetto dei cambiamenti climatici oramai in atto ma che l'umanità si ostina a negare. “La Lega Nord, con i suoi riti sulla sorgente del Po, è stata capace di farla inaridire”, mi ha detto un amico che la butta sempre sul ridere.
Che dire? Buttarla sul ridere, demoralizzarsi e buttare la spugna o cercare di invertire la tendenza?
Dato che non abbiamo nulla da perdere conviene impegnarsi e cercare di invertire la tendenza.
E questa notte un alluvione si è abbattuto su Livorno. 200 millimetri di acqua (2 metri) si sono scaricate in poche ore sulla città provocando esondazione dei corsi d’acqua per di più incanalati in strutture di cemento che ne hanno aumentato la forza distruttiva. Si contano distruzioni ingenti ed alcune vittime. Si contano i danni in termini economici ed il sindaco, come fanno tutti i sindaci d’Italia in questi casi, ha chiesto la dichiarazione dello “stato di calamità naturale”, come se un po’ di soldi possano risolvere la siccità o riportare il territorio allo stato precedente alle alluvioni. E si tratta di fenomeni provocati dall’intervento dell’uomo sulla natura come ampiamente noto oramai anche ai bambini.
E mentre Papa Francesco sta facendo la sua visita in Colombia, un poco più a nord una serie di uragani di forza 5 stanno devastando il Golfo del Messico, il mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico con relativa devastazione dell’arcipelago dei Caraibi e della Florida.
E oltre agli uragani c’è stato anche un devastante terremoto sempre in Messico dell’8.2 della scala Richter, il più forte e devastante avvenuto in Messico negli ultimi 100 anni. E anche li morti e devastazioni.
Immagino che in queste ore, nelle sette fondamentaliste cristiane, si stia “pregando” ardentemente per accelerare la cosiddetta “venuta del Signore” che questi eventi catastrofici annuncerebbero, secondo una interpretazione letterale dei passi apocalittici della Bibbia.
Ed analoghe preghiere si staranno facendo in relazione allo scontro in atto tra gli USA e la Corea del Nord con la minaccia da parte degli USA dell’uso dell’arma nucleare. Arma nucleare che le sette fondamentaliste hanno visto, fin dal loro primo uso contro Hiroshima e Nagasaki, come strumenti per l’accelerazione della “venuta del signore”[1].
Il “Doomsday Clock”, l’orologio creato nel 1945 da scienziati, ingegneri ed esperti sugli armamenti nucleari che indica il tempo mancante alla catastrofe nucleare, è stato portato da qualche giorno a due minuti. "The probability of global catastrophe is very high" (la probabilità di una catastrofe globale è molto alta) hanno dichiarato gli scienziati del Bullettin of the Atomic Scienitsts [2].
I giornali di tutto il mondo tendono a presentare lo scontro tra USA e Corea del Nord come figlio della pazzia di Trump, presidente USA, da un lato e di Kim Jong-un, presidente della Corea del nord, dall’altro. Quest’ultimo dipinto come peggio non si potrebbe, un maniaco, un pazzo forsennato, un idiota. Tutto per giustificare la pretesa degli USA di porsi come il “gendarme del mondo” da quando nel 1990 si dissolse l’allora Unione Sovietica ed il Patto di Varsavia.
Ma, ovviamente, tutto ciò che viene raccontato sulla vicenda ha poco o nulla a che fare con i motivi veri dello scontro in atto. I mass-media continuano a funzionare come una vera e propria cortina fumogena atta a non far capire nulla. La “pazzia di Trump” non centra nulla né con lo scontro con la Corea del Nord, che risale ai tempi di Bush che la inserì nel cosiddetto “asse del male”, né con i programmi nucleari statunitensi che sono stati decisi nel 2015 dall’amministrazione di Barak Obama, si proprio lui il premio Nobel per la pace. Programmi nucleari al cui confronto quelli Nord Coreani sembrano innocui giocattoli (vedi l’articolo di Manlio Dinucci sull’argomento link). Mentre gli USA hanno oltre 2000 ordigni atomici pronti all’uso, la Corea del nord avrebbe materiale fissile per realizzare 10-20 atomiche ma nessuna delle quali è pronta all’uso.
Si intravedono, nei racconti sullo scontro USA – Corea del Nord, gli interessi delle industrie di armamenti che spingono per la vendita di sistemi antimissile di produzione statunitense da dislocare in Corea del Sud e Giappone. Del tutto evidente l’intento degli USA di usare la questione Coreana come elemento di scontro con la Cina e la Russia.
E noi poveri mortali, che facciamo?
E ritorno alla domanda iniziale: demoralizzarsi e buttare la spugna o cercare di invertire la tendenza?
Occorre indubitabilmente invertire la tendenza, mobilitarsi in tutti i modi possibili per la pace anche approfittando del fatto che Papa Francesco, come titolava proprio ieri un giornale, sta cambiando la tradizionale dottrina cattolica sulla guerra[3]. Per Bergoglio “Nessuna guerra è giusta”. Dichiarazione netta, categorica, senza appello, contenuta in Politique et societé, il libro-intervista con il sociologo Dominique Wolton uscito in Francia il 6 settembre (edizioni L’Observatoire).
La dottrina della “guerra giusta” è antica. Risale ad Agostino d’Ippona e poi a Tommaso d’Aquino. Ne parla ampiamente il Catechismo della Chiesa Cattolica promulgato da Giovanni Paolo II nel 1992 (art. da 2302 in poi). È la dottrina che giustifica la guerra che poi si incarna nella esistenza dei cappellani militari.
Quella di Bergoglio è una dichiarazione che rafforza sia la Pacem In Terris, di Giovanni XXIII, nata proprio in coincidenza con la crisi dei missili a Cuba degli anni ‘60 del secolo scorso che portò anche allora il mondo sull’orlo della guerra nucleare, sia la sua dichiarazione “La guerra è follia”, pronunciata a Redipuglia nel 2014 davanti ai massimi esponenti militari italiani.
La dottrina della “guerra giusta”, per chi ha dimestichezza con i Vangeli, è notoriamente antievangelica. Bene fa dunque Bergoglio ad opporsi ad essa, ma la chiesa che lui presiede non lo segue.
È di qualche giorno fa la notizia, tanto per dirne una, che la Chiesa Cattolica si appresta a nominare Giovanni XXIII, il papa che per primo dichiarò la follia della guerra lasciando l’enciclica Pacem in Terris come suo testamento spirituale, come santo protettore degli eserciti. Si vuole continuare nella mistificazione di dichiarare l’esercito come uno “strumento di pace” che è l’esatta negazione della realtà. Un modo per continuare o sostenere l’antievangelica dottrina della “guerra giusta”.
E sulla questione coreana si moltiplicano gli appelli su internet. Ma questi appelli si scontrano con la cortina fumogena sollevata dai mass-media mainstream che ripetono ciò che vuole l’amministrazione americana. Mass-media che sponsorizzano anche una soluzione della crisi che vada a favore degli interessi degli USA che continuano ad usare l’ONU ed il consiglio di Sicurezza come uno strumento di guerra anziché di pace. E fino a quando l’ONU sarà ridotto allo sgabello degli USA non potrà esserci pace. Ed è ben strano che nessun appello ponga con chiarezza tale questione.
L’ONU deve ritornare ad essere il luogo dove si decide e si salvaguarda la PACE e non più il luogo dove si autorizzi questa o quella guerra contro il cattivo di turno.
Più che promuovere appelli su internet occorrono iniziative di massa. Internet può essere usato come strumento organizzativo ma è solo la mobilitazione delle persone in carne ed ossa che conta. E scusateci se lo ripetiamo per l’ennesima volta.
Giovanni Sarubbi
NOTE
1Per questa che sembra una bestemmia, vedi il libro L’impero svelato, di Wes Howard-Brook e Antony Gwyther, ed. EMI 2001



Domenica 10 Settembre,2017 Ore: 19:49
 
 
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