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www.ildialogo.org L'antisemitimo, Lutero noi e la guerra,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
L'antisemitimo, Lutero noi e la guerra

Risposta ad una lettera


di Giovanni Sarubbi

Abbiamo ricevuto questa lettera che di seguito pubblichiamo

Caro direttore,

Sono esterrefatto dalla vostra unilateralità. Sono un protestante e deploro da sempre l’antisemitismo di Lutero, come tutte le chiese protestanti contemporanee che lo hanno a più riprese denunciato. Ciò faceva parte di mentalità errate che purtroppo si sono protratte nei secoli. Ma non c’è solo Lutero!!

Tanto per banale informazione riporto qui di seguito, ma è un esempio tra tantissimi, quanto Wikipedia riporta di Giovanni Crisostomo, che anche lui fu utilizzato dai nazisti. (vedi link Le Omelie contro i Giudei di Giovanni Crisostomo )

Leggevo volentieri il Dialogo. Mi chiedo se, dopo messaggi come quello che ho letto, sia ancora affidabile. Così non fate un servizio alla pace e all’antirazzismo, ma create solo nuovi malintesi.

Stefano Sicardi


RISPONDE IL DIRETTORE

Gentile Stefano,

la ringrazio per la sua lettera e mi scuso per il ritardo con il quale le rispondo. Purtroppo la quantità di lettere che ricevo mi impedisce di rispondere con celerità. Inoltre a volte le email che mi arrivano finiscono nello spam, come nel suo caso, e mi sono accorto di essa solo nella periodica verifica dello spam che facciamo come redazione.

Lei mi ha scritto in relazione al testo che è comparso nella nostra HomePage qualche tempo fa e che riporto di seguito a beneficio dei nostri lettori:

«Io voglio dare il mio sincero consiglio. In primo luogo bisogna dare fuoco alle loro sinagoghe o scuole; e ciò che non vuole bruciare deve essere ricoperto di terra e sepolto, in modo che nessuno possa mai vederne un sasso o un resto. E questo lo si deve fare in onore di nostro Signore e della Cristianità, in modo che Dio veda che noi siamo cristiani e che non abbiamo tollerato né permesso – consapevolmente – queste palesi menzogne, maledizioni e ingiurie verso Suo figlio e i Suoi cristiani». Così scriveva Martin Lutero nel sedicesimo secolo nel suo libro “Degli ebrei e delle loro menzogne” (Enaudi Editore, 2000), che definire feroce è dir poco. A quel libro i nazisti fecero esplicito riferimento per difendersi durante il processo di Norimberga. A quale libro farà riferimento oggi Donald Trump, presidente USA, per giustificare il suo attuale razzismo islamofobico mascherato da difesa dei valori cristiani? La scelta è veramente ampia ed è ora di cacciare via la guerra dalla storia.

Gentile Stefano,

Le possiamo assicurare che conosciamo bene la storia dell'antisemitismo che più volte su queste colonne abbiamo definito come «una malattia tipicamente "cristiana"». Più volte abbiamo citato le parole di Hans Kung che definisce Hitler come "cattolico".

La terra nella quale vivo, l'Irpinia, ha dato i natali ad alcuni personaggi che si sono distinti per il loro feroce antisemitismo. Uno è Papa Paolo IV Carafa, quasi coetaneo di Lutero, che inventò l'inquisizione e il ghetto di Roma e impose agli ebrei di portare un copricapo giallo per essere riconoscibili. Un altro è Giovanni Preziosi, anch'egli cattolico, ex prete, traduttore italiano dei famigerati "Protocolli dei savi di Sion", amico personale di Hitler e scrittore antisemita di prima grandezza.

Ma potremmo citare fra gli antisemiti Sant'Ambrogio di Milano, il santo che ancora oggi venerano i milanesi. Queste notizie le abbiamo più e più volte ripetute sul nostro sito.

Ma sappiamo anche che l'antisemitismo cristiano non è, come lei scrive, "parte di mentalità errate" del passato visto che esso ha operato su larga scala fino al 1945 in Germania e Italia e continua ancora in tante organizzazioni "religiose" di varie confessioni. La shoah non sarebbe stata possibile  senza un sostegno di massa in Germania. Come non ricordare che la grande maggioranza dei pastori protestanti tedeschi giurò fedeltà ad Hitler nel giorno del suo genetliaco, come ricorda nei suoi scritti Dietrich Bonhoeffer teologo luterano tedesco, protagonista della resistenza al Nazismo, che per dissociarsi dalle scelte della sua chiesa diede vita alla "chiesa confessante" pagando con la vita la sua scelta.

Dunque antisemitismo malattia diffusa nelle chiese "cristiane", nessuna esclusa.

E infatti abbiamo scritto, alla fine del testo riportato nella nostra HomePage, "La scelta è veramente ampia" prima di affermare che è ora di cacciare via la guerra dalla storia. Ci riferivamo proprio al fatto che l’antisemitismo è una malattia comune a tutte le chiese cristiane.

Non siamo unilaterali, non lo siamo mai stati. Il nostro sito parla per noi. Commettiamo errori, capita, ma siamo sempre pronti a riconoscerli. Nel caso specifico avremmo potuto essere più precisi e oltre a scrivere "La scelta è veramente ampia" avremmo potuto aggiungere "vista la quantità di testi antisemiti scritti da vari autori di diverse confessioni cristiane".

Spesso, chi scrive un articolo o deve sintetizzare una idea in poche parole commette l'errore di dare per scontato qualcosa e in questo caso abbiamo dato per scontato il fatto che i nostri lettori sapessero che la nostra critica all'antisemitismo non riguarda affatto solo i protestanti ma tutte le confessioni cristiane.

Nel caso di Trump, a cui tutto il nostro testo era riferito, ha pesato nel nostro errore anche il fatto che lui si dichiari protestante e che la grande maggioranza dei protestanti americani hanno votato per lui.

Abbiamo bisogno tutti di fare un repulisti delle scorie velenose che sono state  scaricate sul messaggio cristiano da varie organizzazioni e per interessi quasi tutti molto ma molto materiali. Interessi materiali che hanno portato poi a guerre su guerre che dobbiamo ora mettere al bando dalla storia. Per questo siamo impegnati e su questo invitiamo alla mobilitazione personale. Per questo dobbiamo combattere la famigerata dottrina dello "scontro di civiltà" che il neo presidente Trump sta promuovendo in ogni modo.

Infine mi permetta una nota personale. Ho studiato teologia alla Facoltà Valdese di Teologia di Rma presso la quale ho conseguito il "diploma in teologia" circa 15 anni fa. È stata per me una esperienza positiva che ricordo ancora oggi con grande piacere. E li che ho letto Lutero ed in particolare il suo testo sugli ebrei ed è proprio quella lettura che è stata per me un punto di svolta. Niente unilateralità, quindi.

La ringrazio perciò di avermi dato la possibilità di chiarire questa nostra posizione.

Cordiali saluti

Giovanni Sarubbi

 



Domenica 23 Aprile,2017 Ore: 17:43
 
 
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