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www.ildialogo.org Errare è umano, perseverare è diabolico!,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
Errare è umano, perseverare è diabolico!

di Giovanni Sarubbi

Parlano di populismo. Evitano accuratamente di parlare di razzismo e exenofobia. E quando qualcuno ne parla lo attaccano come nemico della democrazia, soprattutto se vengono anche usate le parole fascismo e nazismo.
È quello che accade sistematicamente quando si parla di Matteo Salvini e della Lega Nord e dei partiti con essa alleati. Affermazioni del tipo: “quando avremo finito di sgombrare i campi rom sgombreremo anche i centro sociali”, oppure “fatemi fare il ministro degli interni per 6 mesi e vedremo come fermo i barconi”, come ha detto sabato 11 marzo Matteo Salvini a Napoli, sono considerate, dai mass-media, pensieri legittimi e non una istigazione all’odio razziale, punita dalla legge, nei confronti dei rom, delle persone che frequentano i centri sociali o dei migranti che scappano dalle guerre.
Si afferma che Matteo Salvini ha “diritto di parola” e si derubricano i suoi discorsi a  “espressioni o critiche colorite” o, ancora, a “slogan da stadio”, come se gli stadi di calcio fossero zone franche dove si può essere razzisti in tutta libertà ed il razzismo espresso in quei luoghi fosse meno pericoloso o addirittura legittimo. Dire «Senti che puzza, scappano anche i cani. Sono arrivati i napoletani...» sarebbe dunque una “espressione colorita”, un innocente scherzo goliardico[1].
Vogliamo riportare, per gli smemorati, qualcuna di queste “espressioni colorite”:
Quando vedo il Tricolore m'incazzo. Il Tricolore lo uso per pulirmi il culo. (Umberto Bossi)
La Fininvest è nata da Cosa nostra. Berlusconi è l'uomo di Cosa nostra. (Umberto Bossi)
Un paese civile non può fare votare dei bingo bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi. (Roberto Calderoli)
L'immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Peccato che il forno crematorio del cimitero di S. Bona per loro non sia ancora pronto… (Piergiorgio Stiffoni)
Non voglio casbe nel mio territorio. Non permetterò a nessuno di annacquare la razza Piave. Giancarlo Gentilini)
Pensate se ai nostri nonni avessero raccontato che noi ci facciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio)
Berlusconi ha salvato il paese. (Umberto Bossi)
Queste citazioni sono tratte dal libro “Svastica Verde”, Il lato oscuro del và pensiero leghista di Walter Peruzzi, Gianluca Paciucci, Annamaria Rivera, editori Riuniti 2011. Un libro che dovrebbe essere studiato in ogni scuola d’Italia. Qualcuno dei personaggi citati è stato anche condannato per apologia di razzismo ma essi sono per lo più liberi di continuare con la loro politica di odio.
Che qualche persona di ridotte attitudini mentali possa affermare che sia un diritto fare apologia di razzismo a reti unificate su tutti i mass-media passi; che tale affermazione possa essere fatta propria da un partito come il PD o dal suo governo per bocca del suo ministro degli interni, di colui cioè che dovrebbe assolutamente impedire che manifestazioni simili avvengano, è il segno che siamo oramai molto al di la del livello di guardia, siamo già nel pantano della violenza, del razzismo e del fascismo aperto.
E in questi giorni abbiamo potuto ascoltare tutto il gruppo dirigente del PD, e di altri prtiti, esprimere “solidarietà a Salvini”, con il ministro degli Interni che si è impegnato personalmente a garantire a Salvini la possibilità che egli tenesse il suo comizio a Napoli. E c’è chi ha citato anche la solita frase, «Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire», che gli ignoranti citano in questi casi. Frase attribuita falsamente a Voltaire, che non l’ha mai né pensata né scritta, e che serve solo a cancellare con un sol colpo non solo la nostra Costituzione e le leggi contro il razzismo ed il fascismo, ma anche la storia, la filosofia, la semplice logica che dovrebbe sottendere a qualsiasi attività di pensiero. Tutti proni davanti all’ignoranza e alla violenza di questi loschi figuri che agitano la paura verso i profughi e sostengono i ricchi che promuovono le guerre da cui essi scappano. E sempre per gli smemorati ricordiamo come la parola “libertà” campeggiava all'ingresso del campo di sterminio  di Auschwitz (Arbeit macht frei, dal tedesco: 'Il lavoro rende liberi'). Libertà per i ricchi di sfruttare i poveri e di assoggettare le razze considerate inferiori.
E con Salvini abbiamo dunque potuto toccare come il ministro degli interni usi due pesi e due misure. Se i razzisti, come è successo più volte, organizzano una manifestazione per bloccare l’arrivo di migranti in una struttura requisita da una prefettura, non vengono usati i reparti celeri né viene ordinata alcuna carica nei confronti dei manifestanti ma anzi i prefetti ritirano i provvedimenti cedendo alla piazza in nome del cosiddetto “ordine pubblico”. Se il blocco di una manifestazione razzista per problemi di ordine pubblico viene chiesto dagli antirazzisti e dal sindaco di una città come Napoli, questa richiesta non viene neppure presa in considerazione e si impone, ad una città Medaglia D’Oro della Resistenza, la presenza di un personaggio politico che in ogni comizio fa apologia di razzismo, xenofobia, fascismo. E come se si fosse dato ad un un esponente di Cosa Nostra il permesso di tenere un comizio in cui si celebrasse il sistema di potere della Mafia.
E ciò che è successo a Napoli l’11 marzo 2017 era già previsto che accadesse. È un copione che si ripete stantio da anni. Una volta si chiamava Metodo Cossiga. Ora si chiama metodo “black block”, bande organizzate che irrompono alla fine di una manifestazione pacifica spaccando vetrine, incendiando cassonetti della spazzatura, lanciando pietre e bombe carte contro la polizia schierata in forze e in assetto antisommossa. Ne nascono scontri, cariche, ci sono feriti e arrestati. E degli arrestati di solito poi non si sa più nulla, scompaiono dalla scena rapidamente così come rapidamente sono comparsi alla fine del corteo. E gli scontri danno la possibilità a tutte le forze politiche idiote che si sono bevute il cervello di gridare contro la violenza attribuita a chi ha organizzato pacificamente la manifestazione e non alla banda organizzata che l’ha eseguita. E in queste bande organizzate ci sono quelli che sono parte integrante dei cosiddetti “servizi di sicurezza del paese” ma anche sbandati ed emarginati funzionali al gioco di chi ha inventato quello che, lo ripeto è il Metodo Cossiga rivisto e corretto che chi ha la mia età ricorda bene (cliccate sul link per leggere di cosa si tratta).
E al campione della “libertà” di turno viene garantita una visibilità ed una eco alla propria ideologia fascista a reti unificate e persino la diretta televisiva sulle reti pubbliche. Ricordiamo, agli smemorati, che i rom sono stati sterminati dai nazisti e dai fascisti nei campi di sterminio durante la seconda guerra mondiale. E chi oggi distrugge i campi rom in Italia o in Europa è un erede di quelle politiche e non certo un democratico a cui garantire libertà di parola.
E ciò che sta capitando oggi non è un novità per chi ha avuto la possibilità di leggere un po’ di storia. Anche nei periodi che precedettero la presa del potere di fascisti e nazisti in Italia e Germania non si fece nulla contro il dilagare di quelle ideologie profondamente razziste. E in nome di una presunta libertà di parola si consentì l’avvelenamento della pubblica opinione con dottrine infarcite di odio e violenza. Ed in Italia abbiamo avuto il fior fiore degli ideologhi del razzismo e delle dottrine antisemite a cui si sono abbeverati nazisti e fascisti di ogni continente. Dottrine e discorsi con contenuti identici a quelli che oggi ripetono i partiti fascio-leghisti che sono gli eredi di fascismo e nazismo. Anche nazisti e fascisti ripetevano slogan simili a quello di “prima gli italiani”, che oggi ripetono in coro i fascio-leghisti. Anche nazisti e fascisti dicevano di non essere razzisti e accusavano di razzismo i loro oppositori come fa oggi la Lega che agita lo spauracchio del “razzismo nei confronti degli italiani” che gli immigrati eserciterebbero. E via sproloquiando.
Il governo del PD oggi sta facendo gli stessi tragici errori di quelli commessi dai governi che spianarono la strada a fascismo e nazismo nel secolo scorso, con l’aggravante che quella storia dovrebbe essere a loro nota.
Signori del PD non sconfiggerete quelli che voi vi ostinate a chiamare populisti invece che razzisti e fascisti senza contrastarli decisamente e senza togliere ad essi la possibilità di accedere al servizio pubblico radiotelevisivo trasformato in un bollettino delle peggiori nefandezze che l’animo umano possa concepire.
Ma no, loro sono caparbiamente impegnati a realizzare lo stravolgimento della nostra Costituzione nonostante la sconfitta referendaria del 4 dicembre 2017 da essi subita. Errare è umano, perseverare è diabolico.
Giovanni Sarubbi

 NOTE

1 vedi video del 13 giugno 2009 in cui Matteo Salvini, eurodeputato, intona questo coro https://www.youtube.com/watch?time_continue=59&v=5fOaT5PsE4Q .



Domenica 12 Marzo,2017 Ore: 19:47
 
 
Commenti

Gli ultimi messaggi sono posti alla fine

Autore Città Giorno Ora
Enrico Sciarini Segrate 14/3/2017 09.56
Titolo:Male e rimedio
E se il rimedio fosse peggiore del male? Atteggiamenti e parole di Salvini mi suscitano indignazione, rabbia e una reazione difficile da controllare. Temo che anche Lei nello scrivere il suo editoriale abbia provato i miei stessi sentimenti e la mia reazione. Che sia di Voltaire o no, io faccio parte di coloro che credono nel valore della frase da Lei citata. Non so i motivi che hanno indotto a concedere a Salvini uno spazio pubblico, so però che diverso è concederlo ad un esponente di Cosa Nostra. Sono daccordo con Lei  che certi partiti assomigliano a quelli del primo dopoguerra, però Le chiedo: è proprio sicuro che odio e violenza si sconfiggono con le proibizioni? Non sarebbe meglio il convincimento? 
Autore Città Giorno Ora
Bruno Antonio Bellerate Rocca di Papa (RM) 14/3/2017 18.24
Titolo:Osservazioni
Mentre condivido appieno quanto scritto da G.Sarubbi, mi sollevano molti e fondati dubbi gli appunti del suo critico, forse, troppo giovane e con palesi carenze culturali, ma non esente da presunzione, certo non apprezzabile da parte di uno... storico. Cordiali saluti.

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