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www.ildialogo.org Cara "sinistra", cosa vuoi fare da grande?,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
Cara "sinistra", cosa vuoi fare da grande?

di Giovanni Sarubbi

La cosiddetta “sinistra italiana” è giunta al capolinea. La vicenda che la vede esclusa dalle elezioni comunali di Roma, per “errori formali non sanabili” nella presentazione delle liste collegate al candidato a Sindaco Fassina, che di SI è il leader in pectore, più che surreale è indicativa del livello di pressappochismo e di incapacità politica a cui sono giunti gli eredi di una grande tradizione politica. A sinistra si ripete spesso che in Italia abbiamo avuto il più grande partito comunista ed il più forte movimento operaio dell’occidente, insieme ad una cultura di sinistra egemone per almeno trent’anni, testimoniata dalla adesione al PCI e ad altri partiti di sinistra di tantissimi cineasti, scrittori, poeti, storici, filosofi, scienziati.
Oggi ciò che resta di quella esperienza non è in grado neppure di presentare correttamente una semplice lista per le elezioni comunali. Perché e quali prospettive ci sono per chi voglia continuare a rappresentare in Italia gli ideali della sinistra?
Il primo errore è quello, per chi è di sinistra, di considerarsi superiore e di avere sempre la verità in tasca. Anzi il solo fatto di avere ragione su una qualsivoglia questione ci porta spesso a considerare quella questione chiusa, finita, impossibile a ripetersi. Non siamo riusciti a capire “la banalità del male”, le sue radici profonde che sono stati capaci di trasformare un tranquillo allevatore di bestiame in un mostro delle SS. Eravamo forti, eravamo bravi e belli e non ci siamo accorti che la realtà cambiava sotto i nostri occhi perché, come ricordava Brecth riferendosi al fascismo, «Il grembo che ha generato questo mostro è ancora fecondo». E oggi stiamo rivivendo in tutta Europa e nel Mondo l’incubo della guerra e dell’odio razziale su base religiosa, antisemitismo ieri, islamofobia oggi. In Brasile, in Argentina, ed in altri paesi dell'America del sud, stanno ritornando al potere i regimi sanguinari che erano stati sconfitti da vasti movimenti popolari di sinistra.
Lo scontro tra oppressi e oppressori non si ferma mai. Gli oppressori, finché avranno vita, non cesseranno mai di combattere contro gli oppressi e contro chi tenta di organizzarli e portarli alla liberazione dallo sfruttamento. Gli oppressori hanno al proprio servizio persone che pensano a come stravolgere la cultura, lo stesso significato delle parole per continuare a rimanere a galla. Qualche giorno fa ho avuto la ventura di assistere ad un incontro nel quale un ex segretario provinciale dell’allora PCI, è arrivato a sostenere che Gramsci fosse un seguace del filosofo fascista Giovanni Gentile, anzi che egli fosse più gentiliano dei gentiliani. Stanno cercando in tutti i modi di utilizzare la figura di Gramsci ed il suo pensiero a sostegno dello stravolgimento della Costituzione nata dalla Resistenza al nazifascismo, e non si fanno scrupolo di alcunché.
Il revisionismo storico è una delle altre ragioni che ci ha condotto alla situazione attuale. Uno dei revisionismi storici più usuali che viene ripetuto sempre è quello sulla identità fra fascismo e nazismo da una parte e “comunismo” dall'altra, con riferimento al periodo vissuto nella ex Unione Sovietica tra la prima e la seconda guerra mondiale. Si tratta di un falso storico plateale per chiunque abbia approfondito la storia di quegli anni. Ma è una idiozia così diffusa che persino il personaggio prima citato ha avuto la spudoratezza di affermare che in quanto a dittatura “non c’è differenza tra dittatura fascista e comunista”, giungendo persino a fare riferimento al fatto che Mussolini, prima di inventare il fascismo, fosse stato un socialista, direttore fra l’altro del quotidiano l’Avanti, organo del Partito Socialista Italiano. Il fascismo in fondo aveva le stesse radici del socialismo. Il che equivarrebbe a dire che Forza Italia ha le sue radici nella storia del PCI sol perché fra i suoi fondatori e ideologhi c’è stato Giuliano Ferrara, ex segretario provinciale del PCI di Torino, o Sandro Bondi, ex sindaco del PCI del suo paese natale. Chiunque abbia un minimo di raziocinio assocerà immediatamente le figure di Mussolini, Ferrara e Bondi alla categoria dei trasformisti o dei traditori della causa che avevano precedentemente abbracciata. Invece siamo a questo minestrone indigeribile che tutto stravolge e mistifica, creando disorientamento fra gli stessi intellettuali che, in genere, hanno la tendenza a piegare il proprio pensiero verso chi li paga meglio.
Lo scrivevo la scorsa settimana, siamo a questo anche perché il partito che nacque dallo scioglimento del PCI nel 1991, il PDS, tradì immediatamente la Costituzione facendosi promotore dei referendum elettorali per il maggioritario.
Nei prossimi mesi in Italia ci saranno alcuni appuntamenti che tenteranno, per l'ennesima volta, di ricostruire la sinistra. Sinistra Italiana ha previsto il suo momento costitutivo per la fine del 2016. Nella diaspora comunista è in piedi un percorso che porterà, il prossimo giugno, alla costituzione nuovamente del Partito Comunista Italiano, con lo stesso nome e lo stesso simbolo di quello sciolto da Occhetto, ultimo segretario del PCI, nel 1991. Finora questo simbolo e questo nome non erano disponibili a quanti, dopo lo scioglimento del PCI, avevano cercato comunque di tenerlo in vita. Pare che ora questo divieto sia caduto e allora si riavrà lo stesso simbolo e lo stesso nome. Ma questo, ovviamente,non rimetterà insieme i molti e divisi partiti comunisti oggi esistenti.
Tutto dipenderà dalla capacità di avere degli obiettivi da realizzare che riguardino innanzitutto i poveri e gli sfruttati di questo paese. Un altro degli errori commessi dalla sinistra è quello di parlare di se stessi, di autoproclamarsi “classe dirigente” e di ritenersi “necessari” al paese a prescindere dalle cose che si dicono e si propongono ai cittadini. Errore questo esiziale, che hanno portato alla figuraccia fatta alle elezioni romane in questi giorni.
C’è bisogno di sapere la sinistra italiana cosa voglia fare da grande. Al momento si sentono balbettii sinceramente ridicoli e assolutamente poco credibili. Ecco, la credibilità è un altro elemento su cui riflettere. Chi ha portato la sinistra italiana allo stato attuale non ha alcuna credibilità per proporre alcunché.
Occorre chiedersi, infine, perché la chiesa cattolica, con Papa Francesco, sia diventata addirittura più credibile, sui temi sociali, della stessa sinistra italiana. E i valori di giustizia sociale, rifiuto dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo, liberazione delle donne e quant’altro la sinistra ha rappresentato negli ultimi due secoli, non sono mai appartenuti alla Chiesa Cattolica, tanto che lo stesso Papa Francesco ha dovuto dichiarare di non essere comunista ma di fare riferimento solo al Vangelo, cioè a qualcosa che cancella interamente tutti i suoi 1700 anni di storia.
Giovanni Sarubbi



Domenica 15 Maggio,2016 Ore: 17:07
 
 
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