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www.ildialogo.org Dov'è la buona notizia? Il senso di una proposta,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
Dov'è la buona notizia? Il senso di una proposta

di Giovanni Sarubbi


Un'agenda per far rivivere l'evangelo, “buona notizia”, di Gesù di Nazaret


Cosa sono oggi le chiese cristiane? Quella cattolica, la protestante, l'ortodossa, le pentecostali, i mormoni, i Testimoni di Geova,...i mille ordini religiosi esistenti? Cosa rappresentano per l'umanità e quale messaggio esse inviano al resto del mondo? Da che parte sono schierate, con gli ultimi, con i potenti della terra, per l'ambiente, per la pace, per la guerra, per la giustizia sociale? In che cosa si caratterizza la loro attività e quale ruolo concreto esse svolgono all'interno della società?
Secondo le ultime statistiche i cristiani sarebbero nel mondo all'incirca 2,1 miliardi, di cui 1,1 miliardi cattolici, 500milioni protestanti, 225milioni ortodossi, e la restante parte divisa in moltissimi sottogruppi. Rappresentano all'incirca il 33% della popolazione mondiale, con una percentuale leggermente calante rispetto ai dati di soli 10 anni fa (Vedi http://www.adherents.com/Religions_By_Adherents.html) ma sostanzialmente stabile rispetto ai dati del 1910. Molto alto il numero delle organizzazioni ecclesiastiche esistenti che hanno un loro statuto ed una loro professione di fede e che non si riconoscono reciprocamente come cristiane. L'Enciclopedia delle Religioni in Italia, edito dal CESNUR, ne conta all'incirca 270, senza considerare la molteplicità di ordini religiosi esistenti nell'ambito della chiesa cattolica romana.
Molte congregazioni cristiane si fanno chiamare “evangeliche”, termine che deriva da “evangelo”, dal greco euangelion, lett. "buona notizia" o "lieta novella". Il termine nell'uso comune viene reso semplicemente con “vangelo” e viene coniugato in molti modi come “evangelizzare”, “evangelico” ecc.
Ma qual è oggi la “buona notizia” che trasmettono le chiese cristiane? In che cosa consiste il vangelo che esse predicano al mondo e che è il loro tratto distintivo fin dalle loro origini? Che significa oggi “evangelizzare” o “annunciare la buona notizia”? Sono le chiese cristiane una “buona notizia” per il mondo d'oggi? Cosa significa, in definitiva, essere cristiani oggi?
La “buona notizia”, come sostengono la quasi totalità delle chiese, è Gesù stesso, “morto e risorto per i nostri peccati”? O è la Bibbia - “parola di Dio”, scritta direttamente da Dio e offerta oramai ad ogni angolo di strada da frotte di missionari di tantissime congregazioni religiose ognuna delle quali propone la propria particolare interpretazione di Dio e della sua volontà?
La crisi del cristianesimo ontologico
Gli studiosi e i leader di tutte le chiese sanno che la religione cristiana vive una profonda crisi per lo meno da un paio di secoli a questa parte. E' una crisi che nasce con la rivoluzione industriale[1], con l'affermarsi del metodo scientifico (che si è imposto anche nello studio della Bibbia), con l'aumento delle conoscenze umane e l'avanzare della tecnologia ma che affonda le sue radici nel terzo e quarto secolo, quando l'originario movimento di Gesù si trasformò nella religione ufficiale dell'impero romano, ereditandone e prolungandone nel tempo i metodi ed il potere. Nel secolo scorso la nascita del primo paese socialista in Russia e la formazione poi, dopo la Seconda Guerra Mondiale, di un campo socialista ufficialmente ateo, ha acuito ancora di più la crisi delle chiese ed il loro rapporto con il mondo.
A questa crisi le varie anime del cristianesimo, in particolare quello occidentale cattolico e protestante, hanno risposto in modo diverso. Il mondo protestante ha risposto con i cosiddetti “risvegli” nati in Inghilterra, poi esportati negli USA e da li diffusisi in tutto il mondo. Ai risvegli hanno fatto seguito movimenti originali che in parte o in tutto si distaccano dalle radici protestanti, come gli avventisti i Testimoni di Geova o i Mormoni. Agli inizi del 1900 è nato il pentecostalesimo che dal protestantesimo si è poi diffuso, dopo il Concilio Vaticano II, anche in ambito cattolico. La chiesa cattolica ha risposto alla crisi, nata con la nascita del protestantesimo, con il concilio di Trento, poi con il Vaticano I ed infine con il Vaticano II con quest'ultimo che si è posto in discontinuità con i primi due. Il mondo ortodosso, invece, è rimasto fedele alla sua tradizione originale risalente ai primi sette concili ecumenici (dal quarto all'ottavo secolo d.c.) e sembra essere sostanzialmente indenne dalla crisi.
Oggi la più grande delle chiese cristiane esistenti, quella cattolica, sta vivendo una fase molto critica e turbolenta. Dopo i quasi 27 anni di pontificato di Giovanni Paolo II e gli otto di Benedetto XVI, che hanno azzerato e affossato i tentativi di apertura al mondo moderno promossi dal Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica sta vivendo quella che per molti appartenenti a tale chiesa è una sorta di nuova primavera con l'elezione di Papa Francesco. Dalla morte di Paolo VI nel 1978 fino alla abdicazione di Benedetto XVI, la chiesa cattolica è stata attraversata da profondi scandali che ne hanno minato la credibilità, dai rapporti con la mafia, a quella con le peggiori dittature sudamericane, agli scandali finanziari in cui è stato implicato lo IOR, allo scandalo dei preti pedofili, allo scandalo recentissimo del cosiddetto “Corvo Vaticano”[2] che ha poi travolto il pontificato di Ratzinger. Sotto il pontificato di Giovanni Paolo II da un lato si è dato un impulso enorme alla cosiddetta “fabbrica dei santi”, lanciando un cattolicesimo spettacolare teso a suscitare emozioni e a sostenere la cosiddetta “pietà popolare”[3], dall'altro si è schierata la chiesa Cattolica su temi etici e a fianco della peggiore destra politica ed economica sia sul piano interno che su quello internazionale. In quegli anni si è dato ampio sostegno ai movimenti cosiddetti carismatici schierati su posizioni retrograde e reazionarie. Allo stesso tempo l'enorme produzione di encicliche da parte di Giovanni Paolo II ha di fatto cancellato i documenti e lo spirito del concilio Vaticano II.
Quando oggi si pensa ai cattolici si pensa a persone impegnate ad opporsi all'aborto, alla omosessualità, al divorzio, o impegnati in processioni o in culti di santi e madonne o facenti parte di particolari movimenti carismatici, tutti caratterizzati da un rigido spirito di setta, o a sostenere governi di destra i cui dirigenti, fra l'altro, si sono macchiati di tutte quelle immoralità sessuali che a parole la dottrina cattolica condanna.
Le comunità o singoli preti impegnati su temi diversi, quali la difesa dell'ambiente o la lotta alla mafia o per la giustizia sociale o l'impegno contro il razzismo e per l'accoglienza allo straniero sono emarginati o perseguitati. Ne fa fede la lunga guerra condotta da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI contro la teologia della liberazione in Sud America, con la lunga scia di sangue che ha caratterizzato tale guerra il cui culmine è stato l'assassinio di Oscar Romero, vescovo di San Salvador. La cosiddetta “spiritualità” è sempre contrapposta all'impegno sociale e tutto ciò che puzza anche solo lontanamente di sinistra o di comunismo viene severamente condannato dalle gerarchie cattoliche.
Sul piano più generale le chiese cristiane nel loro complesso non hanno ancora fatto i conti con il loro appoggio al nazismo, al fascismo, al razzismo. Si tende a negare le proprie responsabilità, i concordati firmati con il nazismo ed il fascismo e l'appoggio dato a tali organizzazioni dalle gerarchie ecclesiastiche, a minimizzare e a nascondersi dietro quei preti o pastori protestanti che hanno subito il martirio nei campi di sterminio per la loro opposizione al nazismo solitaria e minoritaria all'interno delle rispettive chiese.
Situazioni analoghe si trovano in ambito protestante, soprattutto negli USA. Anche li ci sono chiese molto forti e potenti che conducono incessantemente campagne sui temi cosiddetti etici. Sempre negli USA la grande maggioranza delle chiese cristiane sostengono la politica militare dei vari governi che ha portato quel paese ad essere una vera e propria polveriera di armi di tutti i tipi.
Come uscirne, la nostra proposta
Si può ben affermare che il cristianesimo di oggi, in tutte le sue ramificazioni, è una religione che nel suo complesso è del tutto simile a quella contro cui si impegnò Gesù di Nazareth 2000 anni fa. E' una religione oppressiva, con una casta sacerdotale oppressiva che fa da mediazione fra il semplice fedele e il Dio posto nel settimo cielo. Una religione legata fortemente al potere politico ed economico, un potere politico ed economico essa stessa, e ciò vale per tutte le chiese cristiane. I fedeli sono chiusi su se stessi schiacciati dai dogmi e dai peccati che il sangue di Cristo avrebbe cancellato.
Questo cristianesimo è corresponsabile della situazione di crisi profonda nella quale si trova l'umanità che è oggettivamente, e senza voler essere catastrofisti, sull'orlo del baratro. Questo “cristianesimo ontologico” ha fallito e non rappresenta più alcuna buona notizia per l'umanità.
E che si tratti di strutture di potere lo dimostrano il tipo di scandali di cui periodicamente le chiese cristiane sono investite e cioè gli scandali finanziari e gli scandali sessuali, quelli tipici di tutti i poteri mondani che si sono succeduti nel corso dei millenni.
Questo il dato di cui prendere atto, di cui discutere e porre all'attenzione di chiunque viva l'esperienza religiosa del cristianesimo.
Noi facciamo nostra la tesi, abbastanza diffusa in ambito teologico e biblico, secondo la quale Gesù di Nazareth non abbia mai inteso fondare una sua propria specifica religione. Tutti i racconti del Nuovo Testamento, anzi, raccontano di un Gesù impegnato a violare i precetti basilari della religione ebraica, a cominciare dal precetto del sabato. Altro episodio significativo è certamente quello della cacciata dei mercanti e dei fedeli dal tempio diventato una spelonca di ladri.
Il tema per noi non è quindi quello della riforma si/riforma no di una chiesa come quella cattolica o delle altre chiese esistenti, ortodosse o protestanti che siano. E neppure quello di attardarsi sulla difesa, sul rilancio o su non si sa che cosa riguardo al Concilio Vaticano II o ad un ecumenismo sempre più decrepito e formale. Il tema è quello di uscire dal cristianesimo ontologico per ritornare al “cristianesimo umanità” proposto da Gesù di Nazareth. Ma non si tratta di costruire un'altra chiesa che si contrapponga a quelle esistenti.
Il tema è quello di mettere in campo un'agenda che partendo dal basso ridia senso al termine “evangelo”, “buona notizia”, ridefinendone i contenuti ed il senso per l'uomo d'oggi. Un'agenda oggettiva, che non riguardi una sola chiesa, che non abbia come punto di partenza o riferimento Papa Francesco o qualsiasi altro leader religioso ma che con essi sappia interloquire, fin dove è possibile, ponendo sul tappeto le questioni reali per quello che sono, senza preconcetti o subordinazioni, superando quel complesso di minorità che i laici di tutte le chiese hanno nei confronti delle rispettive gerarchie.
Un'agenda che rimetta in moto l'idea non di “un messia”, un condottiero o supereroe che dir si voglia, ma l'idea della necessità che i cristiani siano “un messia collettivo”, una comunità dove tutti spingano e tirino, dove non ci siano leader o profeti o apostoli a cui delegare alcunché e dove lo spirito di servizio, il sentirsi fratelli e sorelle, senza alcuna concorrenza fratricida e senza alcuna idolatria per chicchessia o, come titolavo in un mio editoriale, “Nessun capo, ma tutti capi, nessun padrone ma tutti servitori”, sia lo stile di vita quotidiano di tutti/e. Non abbiamo bisogno di “profeti” ma di chiunque voglia dire “mi impegno, io personalmente, senza pretendere nulla, senza volere prebende o posti di direzione, semplicemente perché dobbiamo tutti riconoscerci fratelli, senza dottori della legge, supereroi o capi supremi perché tutti dobbiamo morire e ciò che abbiamo avuto, a partire dalla vita, dobbiamo restituire”.
Giovanni Sarubbi
NOTE
1Hans Kung, nel suo Cristianesimo – Essenza e storia lo chiama “Paradigma illuministico moderno”
2Vedi i libri di Gianluigi Nuzzi dal titolo “Vaticano SPA” e “Sua Santità” pubblicati da ChiareLettere che contengono documenti sugli scandali finanziari in cui è stato implicato il Vaticano.
3Papa Woytila ha proclamato 461 santi e 975 beati, più altri 2000 servi di Dio e venerabili, che sono il primo stadio del cammino verso gli altari. Un esercito celeste in travolgente espansione. Negli ultimi quattro secoli, da quando la Chiesa di Roma ha fissato le procedure per i processi di santità, i 33 papi che l´hanno preceduto hanno canonizzato tutti insieme 296 santi. Per l'elenco completo dei santi proclamati da Woytila vedi il sito http://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/index_saints_it.html


Martedì 01 Luglio,2014 Ore: 11:14
 
 
Commenti

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Autore Città Giorno Ora
giulia guzzo San Giovanni in Fiore (CS) 10/7/2014 15.49
Titolo:bisogno di buone notizie
Ho letto con interesse l'articolo e faccio i miei complimenti a chi l'ha scritto.Condivido l'analisi fatta completamente.

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