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www.ildialogo.org Ingordigia o solidarietà? Tu da che parte stai?,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
Ingordigia o solidarietà? Tu da che parte stai?

di Giovanni Sarubbi

Il sistema sociale imperniato sul capitalismo è ingiusto, provoca ingiustizie sociali vistose, violenza e guerre sempre più vaste e generalizzate, perché si basa sulla competizione e non sulla collaborazione. “mors tua vita mea” (la tua morte è la mia vita) è lo slogan che rappresenta bene la sostanza del sistema capitalistico. Quando una impresa fallisce ce n'è sicuramente un'altra che gioisce, perché essa ne acquisirà il controllo o le quote di mercato. Ogni impresa tende anzi a lottare con tutti i mezzi contro le altre imprese dello stesso settore per provocarne il fallimento.
I capitalisti sono solidali fra loro solo se qualcuno vuole mettere in discussione questo loro sistema dello sbranarsi a vicenda, del farsi la guerra con tutte le armi possibili per la conquista di mercati, per il guadagno ad ogni costo, cosa che loro considerano un diritto inalienabile. La legge della giungla, ammesso che esista, elevata a sistema sociale. L'ingordigia personale elevata a paradigma di vita, la prostituzione elevata a sistema sociale, mito fondativo di una società giunta sull'orlo della autodistruzione. E' una cosa antica come ci ricordano le parole del libro dell'Apocalisse:
Apocalisse 17, 2-6
... Con lei si sono prostituiti i re della terra, e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione". L'angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, che era coperta di nomi blasfemi, aveva sette teste e dieci corna. La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle; teneva in mano una coppa d'oro, colma degli orrori e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla sua fronte stava scritto un nome misterioso: "Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli orrori della terra". E vidi quella donna, ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù.
In ogni capitalista c'è l'animo del mafioso, di quello che per raggiungere il proprio scopo non esita ad uccidere chiunque si frapponga fra lui ed il suo obiettivo. Ed è per questo che non c'è praticamente grande impresa, di quelle che competono sul mercato globale, che sia esente da comportamenti illeciti e da violazioni delle leggi che essi stessi si sono dati attraverso i governi ed i parlamenti asserviti alla loro filosofia perversa. Leggi che quasi sempre, quando sono dominati dalla filosofia capitalistica, sono accordi tra banditi, piene di trucchi ed inganni, facilissime da aggirare o da stravolgere. L'etica, come giustamente scrive Leonardo Boff, è stata completamente distrutta, e se una legge impedisce di ottenere un guadagno la si viola o si organizza una grande campagna mediatica per dire che quella legge è ingiusta, sorpassata, negatrice della libertà e del progresso. Una cosa aberrante, che dovrebbe produrre ripudio immediato di chiunque voglia attenersi alla realtà dei fatti. Perchè con questa filosofia non c'è alcuna speranza per l'umanità. Eppure è l'ideologia dominante.
Mi scrive una lettrice:
Ho letto l'articolo di Sarubbi "Il senso di una ricerca e di una presenza" che condivido. Ma mi chiedo come si possa informare la gente su simili tematiche, a iniziare dalle persone più sprovvedute e soprattutto dai giovani studenti che la scuola odierna generalmente non si impegna a far riflettere sulle problematiche attuali. Il vostro giornale online credo sia letto soprattutto da una élite ma non riesce a raggiungere il grande pubblico. E, tra l'altro, il pensiero di persone come Giovanni Sarubbi e padre Alberto Maggi credo sia snobbato come estremista, oltranzista, non realista. Carla Casiroli
Ha ragione la nostra lettrice che mette in evidenza un problema reale. Il nostro pensiero è «snobbato come estremista, oltranzista, non realista». Il potere di coercizione che oggi hanno i mass media è talmente forte che riescono a farci percepire la realtà come una irrealtà, o come una cosa impossibile da cambiare, come la pioggia, i terremoti, le maree, o il Sole che sorge e tramonta. La guerra diventa inevitabile; la crisi economica una calamità naturale; l'arricchimento di pochi e la miseria per il 99 per cento della società una volontà di Dio. La società, con le sue regole, la sua cultura, la sua filosofia, la sua organizzazione sociale, che sono tutte scelte assolutamente umane, che hanno una loro genesi ed avranno una loro fine, trasformate in totem assoluti, in leggi della natura, quindi voluti dal dio creatore di tutte le cose. La realtà viene letta con il filtro ideologico dei banditi che vogliono continuare a realizzare il loro progetto di stupro e assassinio di qualsiasi umanità. Loro sarebbero quelli che conoscono la realtà, noi gli utopisti.
Ma per quanto difficile potrà essere, cercheremo di proseguire il nostro modestissimo impegno per la verità, per far prendere coscienza a quante più persone possibili che un altro mondo è possibile, che non si tratta di utopia o di estremismo ma dell'unica possibilità che l'umanità ha per dare un futuro a se stessa.
Anche Gesù di Nazareth fu considerato un estremista, uno che voleva sovvertire l'ordine costituito, il potere dei sacerdoti che si ingrassavano, nel senso più letterale del termine, sfruttando il terrore del castigo divino di cui essi stessi avevano riempito le coscienze dei poveri. E lo crocifissero, ed il popolo imbevuto delle ideologie religiose oppressive approvò. Ma ciò non impedì la nascita di un movimento dei primi seguaci di Gesù che diede vita a comunità liberate dall'oppressione dell'impero e dei sacerdoti che lo sostenevano, che però continuarono a combatterli e dopo qualche secolo riuscirono a trasformare quel movimento in una nuova religione oppressiva, distorcendo profondamente il messaggio del profeta di Nazareth. Ma ci fu chi si oppose, venne ucciso e crocifisso a sua volta. Ed è una storia che continua, che non si arresta, che chiede a sempre nuove persone l'impegno a realizzare un mondo senza sfruttati e sfruttatori, che è alla portata dell'umanità se solo riusciamo ad impedire a pochi ingordi di divorarci completamente.
Riprendiamo allora nelle nostre mani il sogno di tutti i profeti dell'umanità, che non hanno mai accettato l'ingiustizia e non si sono mai piegati ad essa. Noi, nel nostro piccolo, vogliamo esserci e chiediamo a quanti la pensano come noi di rimboccarsi le maniche. Dobbiamo togliere ai ricchi per dare ai poveri facendo rinascere la solidarietà. Sono gli ingordi ad essere estremisti del proprio egoismo, sono gli ingordi ad essere assassini e stupratori dell'umanità.
Giovanni Sarubbi



Domenica 09 Febbraio,2014 Ore: 10:20
 
 
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