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www.ildialogo.org La mia Santiago (6),di Giovanni Sarubbi

Editoriale
La mia Santiago (6)

di Giovanni Sarubbi

«Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.» (Esodo 20,4-6)

Sesta Tappa

Ho continuato oggi a riflettere, durante la mia camminata, sulla donna partendo dal culto mariano che è uno dei cardini fondamentali della spiritualità cattolica. L'invocazione a Maria, nel culto cattolico, è continua. Non c'è celebrazione, ne omelia, del semplice parroco o del Papa, che non contenga una invocazione a Maria madre di Gesù che, nel 431 d.c. ad Efeso, venne definita, da un concilio ecumenico, come Madre di Dio, o, in greco, Theotókos, che letteralmente significa «colei che genera Dio». Ma basti anche dire che la recita del Rosario, dove viene recitata 50 volte l'Ave Maria (ma si può andare all'infinito), è una delle devozioni cattoliche più diffuse[1] fra i cattolici praticanti.

Nei testi dei quattro Vangeli e degli altri scritti del Nuovo Testamento, non vi è traccia del culto che poi si è costruito attorno alla Madre di Gesù. Questo culto è sicuramente figlio del progressivo cambiamento delle prime comunità e della loro contaminazione progressiva con il mondo greco romano. Vi è anche uno stretto rapporto con la dottrina trinitaria, definita nel quarto secolo, proprio subito dopo la trasformazione del cristianesimo in religione dell'Impero Romano. Con la dottrina Trinitaria, la nascente religione imperiale definisce se stessa rispetto a tutte le altre religioni circostanti.

L'immagine costruita attorno a Maria madre di Gesù, è fortemente legata all'idea dello Spirito Santo trinitario. Maria viene anche definita la Panaghia (tuttasanta), cioè il “capolavoro dello Spirito Santo”. Ma molte sono le definizioni mariane legate alla iconografia mariana. Ci sono stati, nei primi secoli della chiesa imperiale, movimenti definiti poi come eretici, per i quali il culto di Maria era in realtà il culto reso allo Spirito Santo. Erano i Colliridiani[2].

Sarebbe molto interessante approfondire il processo storico che ha portato la Chiesa, divenuta religione ufficiale dell'Impero Romano, a costruire tale culto di Maria.

Nella costruzione di questo culto, c'è anche il progressivo abbandono, da parte della Chiesa Imperiale, della lotta all'idolatria contenuta nel secondo comandamento biblico (quello che ha ispirato la mia riflessione di oggi e che ho riportato come apertura di questo testo)[3]. Il culto mariano, è infatti una vera e propria forma di idolatria, che si sostanzia nel proliferare di immagini miracolose, di statue piangenti, di apparizioni a veggenti che comunicano il pensiero della “immacolata concezione” o una delle tante altre definizioni con cui è stata caratterizzata la figura della Madonna: “madre di dio”, “madre della chiesa”, “Vergine Maria”, “Assunta”, “Addolorata”, “Incoronata “, “Regina Caeli”; ... o una delle tantisssime “madonne” venerate in giro per il mondo: “Madonna di Montevergine”, “Madonna del Carmelo”, “Nostra Signora del Pilar”, “Nostra Signora di Akita”, ”Vergine dei Poveri”,... ce ne sono una infinità. Se non è idolatria questo, che cosa è l'idolatria?[4]

Penso alla lotta contro le icone (iconoclastia) scoppiata nell'ottavo secolo e che fu concluso con l'ennesimo concilio ecumenico di Nicea (il settimo nel 787) che condannò l'iconoclastia. Chi si opponeva alla venerazione delle immagini venne scomunicato, e chi invece le venerava continuò a fare parte della chiesa. E ancora oggi è così, nonostante il Concilio Vaticano II. Nulla di buono è mai venuto da Nicea!

Eppure Gesù, nei vangeli, si oppone decisamente all'idolatria e all'uso che i sacerdoti fanno della idolatria, attraverso il commercio che essi avevano messo su attorno al tempio di Gerusalemme. La lotta contro l'idolatria, che caratterizzò l'azione liberante di Mosè e che si sostanziò nel secondo comandamento biblico, era stata usata dai sacerdoti per costruire immense ricchezze. Il culto del “dio unico” era diventato una forma di idolatria. E dove c'è l'idolatria ci sono sacerdoti pronti a strumentalizzarla e ad usarla per ingrassare se stessi (dove c'è idolatria c'è anche ricchezza, basta guardarsi un po' in giro), per costruire una casta che, per imporre il proprio potere, deve necessariamente essere separata dal resto del popolo, deve dotarsi di particolari poteri sacri e deve dichiararsi pura ed incontaminata. Gesù invece cacciò tutti dal tempio, cacciò tutti dal luogo della idolatria. Stessa cosa, fece Muhammad alcuni secoli dopo con gli idoli che erano contenuti nella Kaaba, situata nella città di Mecca in Arabia Saudita, e che i popoli arabi veneravano. Non c'è dubbio, la lotta alla idolatria e ai sacerdoti che la esercitano e la sfruttano, è la base di qualsiasi progresso sociale, politico, religioso, umano. Ai tempi di Mosè, di Gesù di Muhammad, come oggi.

Maria diventa dunque una donna ideale, anch'essa posta nei cieli, purissima, senza peccato e che intercede per noi.

E tutte le altre donne? Nessun altra donna è pura. Nessun altra donna è senza peccato. Nessun altra donna è sempre vergine o immacolata che dir si voglia. Nessun altra donna è ascesa al cielo. Ed è la donna su cui viene ancora oggi scaricata la responsabilità del cosiddetto peccato originale. E allora giù botte da orbi! E' ancora così, nonostante il femminismo ed i processi di liberazione delle donne in atto da oltre un secolo.

E mentre penso questo, inciampo in una buca di cui non mi ero accorto e quasi vado giù. Mi salva il bastone che mi porto sempre dietro. Non è il mio vecchio bastone da scout che non ho più. E' un moderno oggetto in alluminio leggero e regolabile, molto utile per tenere il passo soprattutto in salita.

Da un lato abbiamo quindi una immagine di donna che più bella non si può, una icona sacra, una vera e propria donna ideale che ti mette direttamente in contatto con Dio e che è anzi proprio “la Madre di Dio”, è dall'altro le donne ordinarie che non hanno speranze e alle quali viene proposto l'antico vecchio mestiere della prostituta, camuffato da partecipazione al “grande fratello”, o a una delle tantissime trasmissioni dove non si è rispettati come persone ma si è valutati solo per il tipo di culo e di tette che si possiede.

Si, credo che la base della violenza contro le donne, sia ancora oggi il considerarle come oggetti del demonio, come la rovina dell'umanità, come le responsabili di tutto ciò che di male c'è sulla faccia della terra. Una sola se ne è salvata, Maria. L'unica ragazza madre che non è stata cacciata di casa dal marito che non sapeva nulla di quel figlio nato non si sa come.

Penso alle ragazze madri della provincia di Avellino che, ancora oggi, vengono abbandonate dai loro genitori o costrette ad abortire, e sono tante e tutte cattoliche. Un figlio nato senza padre, ancora oggi fa scandalo.

Durante il percorso di questa mattina, incrocio una delle poche persone che cammina continuamente da mattina a sera. E' una donna ed ha una malattia incurabile, l'anoressia, che colpisce prevalentemente proprio le donne. Sembra uno scheletro che cammina. Cammina sotto la pioggia o con il sole a picco, come stesse cercando qualcosa che non riesce a trovare. Ti guarda, ma è come se non ti vedesse. Ti passa accanto, e nemmeno si accorge di te. E' come se avesse il mondo sulle spalle con tutte le sue sofferenze. E' una visione che ti gela il cuore ed è una malattia che sta aumentando molto.

Perché sono le donne le vittime maggiori di tale malattia? Per quello che ne so, non c'è una risposta scientifica a tale domanda.

Perché, ancora, sono più le donne che cadono vittime del fascino del successo e del potere? Qui forse centra molto la cultura e la visione della donna che è diffusa nella nostra società. La donna oggetto sessuale, ridotta ad essere preda delle voglie sessuali del maschio.

Rispetto a quando io ero ragazzo, oramai una cinquantina e più di anni fa, la pornografia, invece che essere debellata, ha fatto passi da giganti. Te la ritrovi dappertutto. E' un business notevole, che ha anche le sue icone mediatiche, pubblicizzate come si può pubblicizzare un pannolino per bambini. La pornografia te la ritrovi su Internet, sulla TV, ma anche via telefono.

E ancora una volta torna l'idolatria, questa volta per il dio denaro.

Mi viene da pensare al culto per la Madonna o per i santi che è diffusissimo fra i boss mafiosi. Al sud, la stragrande maggioranza delle cosiddette “feste patronali” sono in mano ai clan. In un documento di una quindicina di anni fa, i vescovi della provincia di Avellino affermarono “che bisogna rievangelizzare le feste patronali”. Anche per loro tali feste, e i culti annessi, non hanno nulla a che vedere con il messaggio dell'evangelo di Gesù di Nazareth.

(Continua)

Giovanni Sarubbi

NOTE

[1] Sul culto mariano, Papa Paolo VI emise una Esortazione Apostolica denominata MARIALIS CULTUS dove egli afferma di essersi costantemente adoperato «per dar incremento al culto mariano, non soltanto nell'intento di interpretare il sentire della Chiesa e il Nostro personale impulso, ma anche perché esso, come è noto, rientra quale parte nobilissima nel contesto di quel culto sacro, nel quale vengono a confluire il culmine della sapienza e il vertice della religione e che pertanto è compito primario del Popolo di Dio».

[2] Ne ho parlato nel mio libretto “Spirito”, edizioni EMI collana Parole delle Fedi 2008 pag. 24

[3] Non è un caso che il secondo comandamento biblico (Esodo 20,4-6), è stato cancellato nella versione cattolica che, nella formula catechistica, riporta solo il primo, «Non avrai altro Dio fuori di me». Una cancellazione carica di senso e di trasformazione dell'originario messaggio di Gesù di Nazareth.

[4] Il vocabolario italiano definisce idolatria come una “forma di religione basata sulla adorazione degli idoli”




Sabato 22 Giugno,2013 Ore: 20:54
 
 
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