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www.ildialogo.org La mia Santiago (2),di Giovanni Sarubbi

Editoriale
La mia Santiago (2)

di Giovanni Sarubbi

«perché tutti siano una sola cosa»(Gv 17,21)

Seconda Tappa

Oggi è stata dura. Ho fatto 15 km. Sono partito alle otto del mattino. Ma il sole è stato impietoso, nonostante il bosco e nonostante la quota. Quando mi sono fermato avevo i piedi a pezzi. Ho bevuto molto. Mi accorgo che la sofferenza fisica aiuta a pensare, ed è anche questo il senso del mio camminare. Le strade che faccio io sono quasi deserte. Quando percorro strade asfaltate ogni tanto passa qualche auto, a volte incontro qualche pastore. I miei percorsi mi ricordano la mia prima Route di quando da ragazzo ero scout. Ma allora eravamo in gruppo. Partimmo da Scontrone ed andammo fino a Pescasseroli in Abruzzo a piedi.

Oggi ho riflettuto per tutto il percorso sul tema dell'unità del genere umano, racchiuso in quel versetto del Vangelo di Giovanni nel quale Gesù prega affinché i suoi discepoli possano essere “una cosa sola”. E' un tema quanto mai attuale e niente affatto religioso in senso stretto. Si può dire anzi che è il tema più importante e decisivo del momento che stiamo vivendo nel nostro paese e a livello mondiale.

Sul piano religioso, non c'è religione che non viva contraddizioni e guerre intestine anche feroci. Penso per esempio alla guerra in Siria, dove musulmani sciiti combattono contro musulmani sunniti. Ma penso anche, alle profonde divisioni che oggi esistono all'interno della chiesa Cattolica, messe in luce dalle dimissioni di Benedetto XVI e dalla elezione di Papa Francesco. Penso alla paralisi del percorso ecumenico fra le varie chiese cristiane; penso al fondamentalismo cristiano o a quello ebraico o musulmano, con il pullulare di organizzazioni religiose estremiste. Non c'è religione che sia indenne da fenomeni degenerativi, che si manifestano sia con l'esplosione di lotte intestine alle singole religioni, sia con contrapposizioni o anche guerre fra le religioni.

Sul piano politico, e per rimanere al solo nostro paese, non vi è partito che non abbia al proprio interno processi di disgregazione o di rottura anche gravi. C'è un agitarsi di gruppi e gruppuscoli che sembra ai più incomprensibili, ma che sono il sintomo più evidente della perdita di qualsiasi senso di unità del genere umano e del prevalere, sempre più estremizzato e dirompente, di interessi economici individuali o di piccole e sempre più potenti famiglie, con livelli di ricchezza e di potere mai raggiunti prima nella storia dell'umanità.

La stessa guerra mondiale in corso, con i suoi vari campi di battaglia e le sue varie guerre combattute finora, e quelle nuove che si annunciano, è frutto della perdita di qualsiasi senso di unità del genere umano a livello planetario.

Mentre penso queste cose mi accorgo che non riesco più a distinguere tutti i rumori del bosco che sto attraversando. C'è un uccello che vola sulla mia testa e che lancia dei richiami ma non so che uccello sia e non saprei descrivere il suo richiamo. So che in questa zona sono state avvistate delle aquile ed anche io ne ho vista una qualche anno fa, quando ci fu la grande nevicata che ci seppellì sotto due metri e più di neve. Ma non è un aquila quella che vola via e che scompare verso la cima della montagna che mi sovrasta.

Penso che il tema dell'unità è un tema comune a tutti i movimenti sociali e religiosi che si battono per la giustizia. C'è nel primo movimento dei seguaci di Gesù un senso di fratellanza e di unità molto forte. Ricordo che nel libro degli Atti si racconta che tutti i membri della comunità di Gerusalemme, ponevano i loro averi ai piedi degli apostoli e che poi questi dividevano equamente il tutto fra i membri della comunità. In una delle sue lettere Paolo si scaglia contro le divisioni esistenti nella comunità. Ma il tema dell'unità c'è anche nel movimento operaio internazionale nato dopo il 1848, anno della pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista che si conclude con l'appello “Proletari di tutto il mondo unitevi”. Quel manifesto fu redatto da Marx ed Engels per conto di una organizzazione che si chiamava “Lega dei comunisti”, associazione internazionale degli operai da cui poi nacque la Prima Internazionale. Paradossalmente il senso dell'unità del genere umano e della necessità di una azione comune per la giustizia, era molto più forte nel 1848 di quanto non lo sia oggi. In ambito comunista, l'internazionalismo era così forte che i vari partiti nazionali dichiaravano di essere “sezioni della internazionale comunista”. Il giornale dei Comunisti Italiani, quello fondato da Antonio Gramsci, si chiamava non a caso L'Unità.

Analogo atteggiamento unitario non c'è stato in ambito religioso. Le religioni, lungi dall'essere distaccate dalla realtà come il loro parlare di Dio farebbe supporre, sono intrise di rapporti strettissimi con poteri economici e politici che ne hanno fatto per millenni il carburante delle guerre. In ambito cristiano, le divisioni tuttora esistenti sono tutte figlie di interessi economici e politici. In ambito cristiano, si è cominciato a parlare di ecumenismo 19secoli dopo le parole sull'unità del Vangelo di Giovanni. Un ecumenismo che oggi è praticamente fermo.

Indubbiamente il tema dell'unità è quello su cui, molto più di altri, si sono spesi i comunisti ed in particolare quelli di ispirazione leninista. Fu infatti Lenin che inventò il cosiddetto centralismo-democratico, quello che gli consentì di costruire un partito che nei fatti operava come un vero e proprio corpo militare, con quadri dirigenti di grandi capacità teoriche ed organizzative e che, grazie a tali doti, fu in grado di abbattere il potere zarista. Centralismo-democratico che oggi vediamo praticato da movimenti come quello di Grillo. Centralismo-democratico che a distanza di un secolo dalla sua invenzione funziona ancora.

Penso che l'unità non la si può solo proclamare, bisogna praticarla, quotidianamente. E non bisogna dimenticare che i nemici dell'unità del genere umano, sono capaci di sfruttare proprio il tema dell'unità per impedirla. E fu proprio Lenin che mise in luce, in un suo scritto, che il tema dell'unità può essere agitato proprio da chi è contrario all'unità. Come si viola l'unità gridando che si cerca l'unità, un testo scritto un secolo fa, nel maggio 1914, ma che forse è ancora attuale.

E mentre penso all'unità, al centralismo-democratico e alle cose positive e negative che da quella impostazione sono venute fuori nel corso del 1900 ed in questo inizio di secolo, mi accorgo di essere arrivato ad una radura dove finisce lo stretto sentiero asfaltato che fino a quel momento avevo percorso. Quattro percorsi diversi si aprono davanti a me. Sono costretto a scegliere. Avrei bisogno di una indicazione per capire dove andare. Decido di non decidere e di tornare indietro per trovare informazioni. Prima però mi fermo e cerco di fare “il pieno di silenzio”. Li dove mi trovo non ci sono auto. Non si sente alcun rumore che non siano i rumori del bosco. Sento le lucertole che si muovono veloci. Quello che mi sembra un topo di campagna attraversa il sentiero davanti a me. Per quasi dieci minuti rimango li ad ascoltare quei suoni tanto diversi da quelli che sento tutti i giorni.

Anche questo è “la mia Santiago”. Domani torno e vado avanti.

(Continua)

Giovanni Sarubbi




Lunedì 17 Giugno,2013 Ore: 23:44
 
 
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