- Scrivi commento -- Leggi commenti ce ne sono (1)
Visite totali: (1007) - Visite oggi : (1)
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori Sostienici!
ISSN 2420-997X

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito

www.ildialogo.org La repubblica degli zombi!,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
La repubblica degli zombi!

di Giovanni Sarubbi

Per fare il governissimo, dovevano estromettere Bersani da segretario del PD e da candidato premier. Ma questa cosa, non poteva essere indolore, occorreva un qualcosa di traumatico, che da un lato lo mettesse fuori gioco e dall'altro funzionasse da catalizzatore per un ricompattamento di tutto il PD attorno alla linea del governissimo, ampiamente maggioritaria nel partito. L'operazione è stata realizzata con la rielezione di Giorgio Napolitano a presidente della Repubblica, a seguito di due sconfitte nette e brucianti per il PD, la prima di Franco Marini, ex sindacalista della CISL, la seconda, ancora più catastrofica, di Romano Prodi, il fondatore dell'Ulivo. La prima sconfitta di Marini, ha fatto gridare all'inciucio tra PD e PDL. E'  seguito l'apparente colpo a sorpresa della candidatura di Romano Prodi, in apparente rottura con il PDL, con la sua bruciante bocciatura. Le dimissioni di Bersani e della Bindi sono a quel punto diventate obbligate, con accuse di tradimento, con il PD allo sbando e con la necessità quindi di trovare un elemento di ricompattamento su una candidatura forte ed indiscutibile, quale quella del capo dello stato uscente. Quello stesso capo dello stato che, si badi bene, ha rifiutato qualsiasi ipotesi di nuovo mandato, fino a poche ore prima dell'accettazione della sua ricandidatura, richiesta da tutti i partiti interessati al governissimo, come da copione. Nel suo breve discorso di ringraziamento ai presidenti di Camera e Senato che gli hanno portato il corpo del delitto, cioè il verbale della sua rielezione, Giorgio Napolitano ha sottolineato come i parlamentari avessero votato per lui “liberamente” e che lunedì 22 aprile, durante il suo discorso di insediamento dopo il giuramento sulla Costituzione, farà sapere come eserciterà il suo mandato, chiamando tutti ad essere responsabili. Una promessa ed un avvertimento.

In tutta questa vicenda, il ruolo dei cinque stelle e di Vendola, è stato quello delle comparse che sono servite a rendere credibile il copione che gli inciucisti hanno pensato per realizzare il loro scopo, che è quello di dar vita ad un governo facsimile di quello di Monti, che continui la sua opera e che faccia pagare agli italiani il fallimento di un sistema economico basato sulla economia finanziaria, sulla carta straccia dei derivati e dei titoli del debito pubblico degli stati, che ha fatto fallire milioni di imprese e buttato sul lastrico milioni di lavoratori. La candidatura della Gabanelli prima e di Rodotà poi, sono servite a creare l'atmosfera di una possibile soluzione a sinistra che di fatto non esisteva. La Gabanelli, che forse ha capito il gioco, si è sottratta immediatamente. Lo stesso non ha fatto Rodotà, che forse non si è reso conto di essere stato usato per realizzare una operazione finalizzata al governissimo. In questi giochi, e Rodotà dovrebbe saperlo, o si concorre per vincere o è meglio starne fuori perché si può diventare, inconsapevolmente, strumenti per ottenere risultati opposti alle proprie idee. Come in realtà è avvenuto. Ridicoli e patetici i "ruggiti del coniglio" (e ci scusino i conigli) che ho sentito fare a Vendola in questi giorni, quasi lui vivesse su un altro pianeta.  I 5 stelle, invece,  hanno dato l'impressione di essere dei veri e propri dilettanti allo sbaraglio.

Chi, come noi, non sta nelle stanze del potere, può solo rendersi conto a posteriori delle decisioni prese e di come esse vengono attuate, registrando al contempo le reazioni della gente. La sceneggiata a cui in questi tre giorni abbiamo assistita è, dal nostro modestissimo punto di vista, molto chiara, compresi i toni melodrammatici, i volti cupi, il pianto di Bersani in aula, e quant'altro viene di solito usato per distrarre l'attenzione dei più. Mancano i nomi precisi dei pupari, o almeno si intravedono appena. Si fanno i nomi dei soliti Renzi, D'Alema, Letta, Amato, ma, come diceva Pasolini, "io so ma non ho prove". E' da capire se Bersani fosse o meno consapevole di tutto. Certo egli non è uno sprovveduto. Più di cento deputati che all'unisono decidono di comportarsi in un certo modo sul nome di Prodi, e nel modo esattamente opposto su quello di Napolitano, non sono dei traditori, come li ha definiti qualcuno, sono dei militari che obbediscono ad un ordine ricevuto dal loro capo. Stanno eseguendo un piano.

E invece a sinistra, nonostante l'evidenza, si continua a parlare di “errori del PD”, di incapacità dei suoi dirigenti, di protervia o di non so che, e si evita accuratamente di valutare le loro azioni per quello che sono: delle precise scelte politiche dettate dagli interessi della classe sociale a cui essi fanno riferimento, che non è più quella costituita dai lavoratori dipendenti o dagli strati sociali poveri, ma dai padroni delle grandi multinazionali. Letta, vicesegretario del PD, è uno dei pochi italiani che partecipa al club Bilderberg, formato da un centinaio di esponenti dei maggiori gruppi multinazionali mondiali, che certo non lo hanno invitato per la sua bella faccia. Certo ci sono anche le incapacità dei dirigenti o la protervia di chi crede di essere il padrone del vapore, ma questi sono elementi di contorno e non certo il piatto forte su cui accentrare la propria attenzione.

Recuperare la capacità di distinguere gli elementi secondari da quelli principali, quelli emozionali da quelli legati a precisi interessi economici, è dunque fondamentale per impedire il disastro economico-sociale-ambientale verso cui ci stiamo avviando, anzi ci siamo già dentro. Disastro per la stragrande maggioranza della popolazione, non certo per i grandi finanzieri internazionali, che sono in grado di gestire, senza grandi difficoltà, anche l'elezione del presidente della repubblica di uno stato sovrano come il nostro.

Quello che è successo in questi tre giorni, dimostra la grande creatività di chi detiene il potere economico e politico in Italia e nel mondo. Nessuno poteva immaginare, che la soluzione prescelta fosse quella della rielezione di un uomo di 90 anni a capo dello stato. Io non lo pensavo affatto e con me tantissima gente. Ma, per chi detiene il potere economico e politico, conta il risultato non certo gli strumenti o l'età di chi può ottenerlo. Se necessario va bene anche la repubblica degli zombi o, come diceva qualcuno una quarantina di anni fa, "non importa di che colore è il gatto, l'importante è che acchiappi il topo".

Dall'altro lato, dalla parte di chi dovrebbe essere il protagonista di un progetto di società alternativa a quella basata sullo sfruttamento selvaggio dell'uomo sull'uomo e della distruzione delle risorse naturali, non c'è né capacità di analisi della realtà per quello che è, né la creatività necessaria da opporre alla creatività maligna dei padroni del mondo. C'è egoismo, individualismo, superficialità, pressappochismo, tutti difetti che il potere maligno ha diffuso a piene mani in tutta la società.

E' questo il dato da cui dobbiamo ripartire. Invece, proprio in queste ore, si ricomincia a riproporre l'ennesimo “nuovo soggetto politico di sinistra che raccolga coloro che in questi giorni stracceranno la tessera del PD”, come ha proposto qualcuno esperto in progetti politici usa e getta. Tutto finalizzato a recuperare manciate di voti e posti in parlamento, ma senza un progetto reale e credibile, e senza soprattutto la credibilità personale necessaria per realizzarlo, che metta finalmente fine al potere degli zombi della finanza internazionale che stanno distruggendo la nostra umanità.

Giovanni Sarubbi




Sabato 20 Aprile,2013 Ore: 23:15
 
 
Commenti

Gli ultimi messaggi sono posti alla fine

Autore Città Giorno Ora
PAOLO BEVILACQUA SCHIO 27/4/2013 12.10
Titolo:
concordo su tutto e sto facendo girare qs tua analisi.

Ti piace l'articolo? Allora Sostienici!
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori

Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF -- Segnala amico -- Salva sul tuo PC
Scrivi commento -- Leggi commenti (1) -- Condividi sul tuo sito
Segnala su: Digg - Facebook - StumbleUpon - del.icio.us - Reddit - Google
Tweet
Indice completo articoli sezione:
Editoriali

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito


Ove non diversamente specificato, i materiali contenuti in questo sito sono liberamente riproducibili per uso personale, con l’obbligo di citare la fonte (www.ildialogo.org), non stravolgerne il significato e non utilizzarli a scopo di lucro.
Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.
Per tutte le NOTE LEGALI clicca qui
Questo sito fa uso dei cookie soltanto
per facilitare la navigazione.
Vedi
Info