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www.ildialogo.org Il veleno e la cura,di Giovanni Sarubbi

Editoriale
Il veleno e la cura

di Giovanni Sarubbi

C'è un lettore che mi scrive titolando la sua lettera con un “DOPO MONTI ... un MONTI-BIS”, argomentando il tutto col fatto che “un secondo GOVERNO DEI TECNICI, un MONTI-BIS” sarebbe sempre meglio «che far ritornare al Governo i “guastatori” attuali!».

La riflessione di questo lettore parte da una frase del presidente Monti il quale ha dichiarato che il suo governo si accinge a varare riforme strutturali che sarebbero “volte ad invertire quello che si è fatto per decenni”. In sostanza, argomenta questo lettore, Monti avrebbe confermato quello che lui e tanti italiani come lui pensano della situazione del nostro paese che è malmessa perché negli ultimi decenni la politica è “stata condotta malamente da apprendisti stregoni che ci ha portato alla soglia del default”, anche per la mancanza di una opposizione degna di questo nome. Da qui la conclusione che è meglio l'amaro calice di Monti&C piuttosto che ritornare nelle mani di chi ci ha governato negli ultimi 20 anni. Se si può essere d'accordo con l'idea che bisogna impedire a chi ci ha governato negli ultimi 20 anni di tornare a farlo, la soluzione del “Monti Bis” ci sembra una vera follia, tanto vale suicidarsi perché, come i fatti dimostrano, la soluzione è peggiore del male.

Io non so quante persone pensano allo stesso modo di questo nostro lettore. Stando ai sondaggi è probabile che siano molti visto che la percentuale di gradimento del presidente Monti è comunque abbastanza alta, anche se è scesa rispetto all'inizio del suo governo.

Può sembrare paradossale, ma non lo è, che un governo che sta scuoiando i poveri e i derelitti riceva il consenso, o quanto meno “il non dissenso” di coloro che sono scuoiati, i quali riversano la propria rabbia o nell'antipolitica, con annesso astensionismo elettorale e forti pulsioni dittatoriali, o appoggiando movimenti guidati dal populista di turno che, per il reddito che ha, non appartiene certo alla classe degli scuoiati.

Non è paradossale semplicemente perché si tratta della manifestazione più evidente di quella egemonia culturale, e quindi politica, che appartiene ed è ancora saldamente in mano a chi fino all'altro ieri ha sostenuto il berlusconismo, per poi scaricarlo quando la situazione si è fatta difficile e c'era bisogno di facce più presentabili ma anche di persone rappresentanti diretti dei grandi sistemi economico-finanziari che dominano il mondo, quali sono appunto Monti ed il suo governo. Berlusconi rappresentava certamente questo mondo ma aveva anche affari in proprio che sono andati in contraddizione con il potere imperiale degli USA che lo ha utilizzato fino a quando gli ha fatto comodo per poi scaricarlo senza pensarci due volte, a partire dalla guerra contro la Libia.

La gente, stando alla lettera del nostro lettore, ha percepito solo un aspetto, quello delle facce presentabili e della competenza tecnica spacciata come caratteristica neutrale al di sopra delle parti. La crisi economica, nella testa della gente, nel migliore dei casi è colpa dei politici corrotti ma non di coloro che li hanno corrotti per poter fare i propri affari o per realizzare l'evasione fiscale, tant'è che contro i corruttori c'è un generale senso di assoluzione. Nessuno chiede, ad esempio, l'esproprio dei loro beni o l'impalatura sulla pubblica piazza come invece si fa con i politici. Nel caso peggiore la crisi è una sorta di calamità naturale che ogni tanto cade addosso all'umanità come un terremoto o la pioggia abbondante contro cui non è possibile fare nulla e per la quale ci sono i tecnici, come i medici per il morbillo.

Quando Berlusconi si è dimesso la gente ha tirato un sospiro di sollievo, c'è chi ha festeggiato e questo è comprensibile perché le nefandezze erano enormi. Ma la sua caduta è stata gestita dagli stessi personaggi e dalla stessa politica che hanno tenuto Berlusconi al governo, che con lui hanno fatto lucrosi affari e che hanno utilizzato il suo istrionismo per deviare l'attenzione dai propri affari. Oggi non solo non c'è chi ne ha nostalgia, come dimostrano gli ultimi risultati elettorali, ma c'è chi addirittura vorrebbe un governo bis dei professori che della politica di Berlusconi sono i continuatori, tant'è che sono riusciti a distruggere l'art. 18 che Berlusconi non era riuscito a modificare.

Potenza dell'egemonia culturale prodotta dagli strumenti di comunicazione di massa. Quegli strumenti di comunicazione di massa che portano pensionati, operai della catena di montaggio o povere casalinghe, ad identificarsi con il ricco, con colui che ha soldi e potere, che fa la bella vita, possiede Yacht e belle donne e considera la propria condizione di schiavo salariato (nel caso degli operai) non come una condizione da superare insieme a quelli che vivono la sua stessa situazione, ma anzi a loro danno, con il colpo di fortuna, con il prostituirsi alle richieste più strampalate del proprio padrone, come e più degli anni bui del capitalismo nascente di inizio 1800. Tant'è che in Italia abbiamo il più alto livello mondiale di economia sommersa esistente valutato in 500miliardi di dollari. In queste aziende, che esistono ma al tempo stesso non esistono, vivono e lavorano operai che non sanno di essere operai e che credono di essere anche essi candidati alla ricchezza.

Non sono un esegeta del “Monti pensiero”. Giornalisti che ne hanno studiato le idee come Paolo Barnard lo descrivono come un “fanatico discepolo del libero mercato”, un seguace del teorico più feroce e perverso del capitalismo liberista mondiale quale è stato Friedrich August Von Hayek, economista austriaco premio Nobel per l'economia nel 1974 vissuto dal 1899 al 1992. Un economista nemico acerrimo dello Stato sociale, del welfare, dei sistemi pensionistici pubblici, di qualsiasi idea di collettivizzazione dell'economia, di qualsiasi idea di intervento pubblico nell'economia o di tutto ciò che è pubblico in senso lato e quindi un fautore di una filosofia politica interamente costruita sull’idea di libertà individuale e sulla stretta connessione – come ha rilevato Norberto Bobbio – tra libertà economica e libertà senza altri aggettivi. Libertà cioè come condizione personale di ogni individuo che diventa essenzialmente assenza di interferenza o di coercizione esterne da parte di chicchessia compreso lo Stato. Stato quindi sostanzialmente da abolire, insieme alla democrazia e all'idea che possa esserci un “bene comune” per l'insieme di una qualsiasi collettività. Questo Hayek è l'ideologo che ha ispirato la politica neoliberista di Reagan, della Tatcher, della deregulation spinta oltre ogni ragionevole limite. Quella politica iniziata negli anni '70 del secolo scorso che ha originato la situazione economica che oggi è esplosa, che sta distruggendo la vita di alcuni miliardi di persone e che si appresta a dare una svolta ancora peggiore alla Terza Guerra Mondiale già in corso dall'11 settembre del 2001 con l'attacco alla Siria prima e all'Iran poi. Le idee di Hayek sono quelle che ispirano Monti&C e i banchieri che lo sostengono e che lo hanno voluto a capo dell'Italia e i partiti che lo sostengono in parlamento. Chi ha queste idee non dovrebbe guidare neppure un condominio.

Ecco in Italia ci sono persone, semplici lavoratori, casalinghe o pensionati che pensano o sono indotti a pensare che la soluzione del male che stiamo vivendo possa essere chi questo male ha causato. Come dire che il veleno della vipera è al tempo stesso la sostanza che ti uccide ma anche la medicina che ti cura.

Non credo proprio possa essere questa la soluzione e fino a quando queste idee folli degli economisti e dei politici alla Hayek non saranno sconfitte nella testa della maggioranza della popolazione mondiale nulla di buono ci potrà essere sotto il sole. Ma non disperiamo, perché le contraddizioni che le politiche economiche realizzate a partire dalle idee di Hayek sono irrisolvibili e la gente sarà costretta, e lo sta già facendo, a fare i conti con l'amara realtà, a proprie spese certo ma “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

L'alternativa è per noi il rispetto intregrale della nostra Costituzione nata dalla lotta al nazi-fascismo, che da un   fine sociale all'economia e che prevede l'intervento pubblico nella economia e la tutela dei beni comuni contro la loro privatizzazione. La socialità è l'alternativa, l'egoismo individualistico del capitalismo neoliberista ha fallito. Prendiamone atto. 

Giovanni Sarubbi

Vedi anche una nota dell'autore della lettera a cui risponde il nostro direttore: clicca qui



Domenica 03 Giugno,2012 Ore: 08:50
 
 
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Autore Città Giorno Ora
Franco Canavero Monticello d'Alba 05/6/2012 04.36
Titolo:
Buona riflessione. Proviamo a combattere ogni giorno con le nostre scelte di vita.

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