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www.ildialogo.org GRILLO: DONNE, AUSCHWITZ E VAFFADAY,di Renata Rusca Zargar

Editoriale
GRILLO: DONNE, AUSCHWITZ E VAFFADAY

di Renata Rusca Zargar

Premetto che non mi intendo di politica: sono una persona che ama dire quello che pensa, che predilige mantenere la parola data e non afferra le dietrologie.
La politica, arte del compromesso, incrocio tra il tanto malinteso “il fine giustifica i mezzi” e “la politica è una cosa sporca”, che può dire tutto e il contrario di tutto senza neppure arrossire, non fa per me. Tutte le volte, quando ascolto qualche discorso e lo intendo alla lettera, mio marito mi spiega sempre che, in realtà, il senso era un altro.
Però, nonostante non capisca nulla, fin dall’inizio, non ho avuto simpatia per Grillo, benché sia innegabile che la stragrande maggioranza delle sue critiche siano giuste e che, destra e sinistra, insieme, tra malafede e incapacità, abbiano portato questo paese alla disperazione.
Ho sempre pensato, però, che la sua cura fosse ancora peggiore del male.
Prima di tutto, non ho mai accettato il cosiddetto “vaffaday”. Io penso che le persone in vista debbano essere esempio di onestà, di pulizia morale, non debbano incitare alla volgarità, alla maleducazione, alla violenza anche verbale.
Ma si sa, io sono bacchettona.
Lasciamo, dunque, pure perdere la volgarità e l’insulto (che sono la base principale delle sue argomentazioni- sempre e solo insulti gratuiti), anche se io non credo che il duro contrasto politico si debba basare su questo. (Devo dire, tra l’altro, che sono rimasta molto spiacevolmente colpita, un po’ di tempo fa, quando Dario Fo, un premio Nobel, ha insultato Brunetta per sue caratteristiche fisiche. Io non sono quasi mai d’accordo con Brunetta ma non ne faccio un discorso estetico.)
Ci sono alcuni punti, però, che qualificano chiaramente chi sia Grillo.
Ad esempio, quando ha detto che “Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, […] il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico”.
Gli si potrebbe facilmente obiettare che il suo scopo –lui così puro! - è solo di trovare voti.
Forse, è discutibile anche come tratta le donne, quando definisce le donne del PD brave in un certo tipo di sesso, oppure “veline” di Renzi. Quindi, solo le donne del M5S sono arrivate ai vertici della politica con le loro capacità (il voto di pochi parenti e amici?).
Gli esempi potrebbero essere molti.
Ora, evidentemente, il grande comico-imbonitore si sente affogare. Come ha sempre sostenuto Renzi, se la politica fa qualcosa, invece di perdere solo tempo, come negli ultimi 30 anni, gli chiude la bocca.
Allora, Grillo –il puro e disinteressato- per strappare qualche parlamentare europeo (certamente di grande competenza e capacità, curriculum: votato da un congruo numero di amici e conoscenti), non esita ad attirare l’attenzione usando simboli e immagini che, per chi ha un ricordo -anche vago- della nostra storia, sono immagini sacre.
Usare come pubblicità per suscitare l’interesse mediatico i cancelli di Auschwitz, non aver rispetto per milioni di persone prima denigrate, poi torturate e uccise, il cui valore deve rimanere sacro, se vogliamo salvare la nostra dignità umana, è quanto mai triste.
Quelle persone con il loro sacrificio, hanno permesso la nostra libertà, la nostra democrazia.
Usare, violentandole, infine, le parole di chi, deportato, ha sofferto così tanto che, probabilmente, come è successo ad altri, colpevoli di “essere sopravvissuti” a tanto orrore, si è suicidato,
usare tutto questo, per strappare una manciata di voti, è davvero percorrere il fondo di un cammino di grande carenza morale.
Non capisco nulla di politica, ma me lo sono sentito da subito che quello non era un personaggio da prendere in considerazione.
Renata Rusca Zargar



Martedì 15 Aprile,2014 Ore: 19:21
 
 
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