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www.ildialogo.org Basta estrazioni fossili,di Michele Zarrella

Editoriale
Basta estrazioni fossili

Il problema non è semplicemente l’albero, ma la foresta.


di Michele Zarrella

L’Irpinia ha bisogno di una presa di posizione chiara e netta nei confronti del disastro paventato delle trivellazioni. Chiunque si riconosca appartenente alla specie Homo sapiens, si impegni a promuovere la difesa della nostra Verde Irpinia e della salute della gente. E quale occasione migliore di questa: opporsi alle inquinanti estrazioni di petrolio per mettere in atto ogni azione volta a difendere l’ambiente.
Il problema non è semplicemente l’albero, ma la foresta. A seguito delle trivellazioni si potranno avere (cosa già successa in Basilicata e in Abruzzo) inquinamento atmosferico, devastazione del territorio, esalazioni nocive, inquinamento delle falde acquifere, terreni tolti all’agricoltura e alla pastorizia, miasmi nell’aria, realizzazione di strade e di infrastrutture in una zona sismica di prima categoria. Insomma tanti “alberi” della foresta che, come le tessere di un domino, potrebbero crollare uno dietro l’altro. Tutto ciò potrà compromettere la salute dell’uomo e delle specie animali e vegetali, la bontà delle pregiate produzioni agricole, le tradizionali attività del territorio … L’ambiente è un bene di difficile disciplina ma nello stesso tempo è troppo importante per correre dei pericoli che non ha alcun senso correre. Difendere l’ambiente significa difendere la salute umana e delle specie che in esso vivono. Ma noi siamo la specie che si è autodefinita Homo sapiens e siamo così sapiens che sappiamo ingannare anche noi stessi quando siamo accecati dal profitto e dal godimento momentaneo. Continuando a utilizzare le fonti fossili l’Homo sapiens scarica i problemi del riscaldamento globale sulle future generazioni col rischio di rubare loro il futuro.
Pertanto il problema non è il singolo albero ma l’abbattimento della foresta: il problema delle estrazioni fossili ha un carattere globale. L’inquinamento prodotto dal continuo aumento di immissione nell’atmosfera di anidride carbonica sta surriscaldando la biosfera con conseguenze a catena: scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello del mare, cambiamenti climatici, ecc. L’equilibrio dinamico della biosfera è un bene aggredito e non rispettato da una logica diffusa nella società attuale del consumo e dello spreco in nome del Prodotto interno lordo (PIL) che, secondo autorevoli economisti, deve sempre crescere e che lo fa anche quando lasciamo l’auto in moto mentre siamo al bar a prendere il caffè. Cosa ha di sapiens questa logica? Non è meglio pensare alla salute della gente, alla sua felicità, ai rapporti umani, alla cultura, al futuro suo e delle prossime generazioni? Già lo diceva Robert Kennedy, nel 1968 in un suo famoso discorso pronunciato presso l’università del Kansas. “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. …
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”
Dimostriamo la nostra saggezza e il nostro coraggio: diciamo basta all’aumento delle estrazioni di qualsiasi fonte fossile, basta all’aumento dell’inquinamento atmosferico e dei cambiamenti climatici.
Facciamo un piccolo passo verso la difesa della foresta firmando l’appello che è in rete sul nostro sito: ildialogo.org .
Gesualdo, 01-03-2014
Michele Zarrella



Domenica 02 Marzo,2014 Ore: 08:41
 
 
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