- Scrivi commento -- Leggi commenti ce ne sono (0)
Visite totali: (317) - Visite oggi : (1)
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori Sostienici!
ISSN 2420-997X

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito

www.ildialogo.org P. BOURGEOIS RILANCIA: «SIANO I TEOLOGI A DISCUTERE LE MIE TESI SULLE DONNE PRETE»,di Agenzia Adista n. 69 - 01 Ottobre 2011

P. BOURGEOIS RILANCIA: «SIANO I TEOLOGI A DISCUTERE LE MIE TESI SULLE DONNE PRETE»

di Agenzia Adista n. 69 - 01 Ottobre 2011

36313. NEW YORK-ADISTA. Bisogna riflettere a fondo sull’esclusione delle donne dal sacerdozio femminile, perché è tutt’altro che chiaro se si tratti o meno di un insegnamento infallibile della Chiesa. Questa, in sostanza, la richiesta del missionario pacifista statunitense della congregazione di Maryknoll p. Roy Bourgeois, al quale i superiori chiedono da mesi di ritrattare il proprio appoggio all’ordinazione femminile (v. Adista n. 28/11), pena l’espulsione dalla congregazione e la laicizzazione. Bourgeois, fondatore dell’Osservatorio sulla Escuela de las Americas (Soa Watch), la scuola statunitense che ha formato nel tempo l’intellighenzia anticomunista e militare di svariati regimi dittatoriali sudamericani, ha infatti concelebrato, nell’agosto 2008, l’ordinazione presbiterale di una donna, Janice Sevre-Duszynska, del movimento Roman Catholic Womanpriests. Vista la sua indisponibilità a ritrattare il sostegno all’accesso delle donne al sacerdozio, come richiesto dal Vaticano, il gesto gli ha dapprima procurato la scomunica automatica (latae sententiae) da parte di Roma – anche se non è mai pervenuto un documento formale in proposito – e poi l’ultimatum della propria congregazione religiosa, giunto a marzo con una lettera del superiore generale p. Edward Dougherty. A fine luglio, un secondo e ultimo avvertimento: se continuerà la sua «campagna in favore delle donne prete e non ritratterà pubblicamente la sua posizione in materia», sarà espulso dalla congregazione religiosa.

I quindici giorni concessi per compiere questo passo sono ampiamente trascorsi e Bourgeois ha deciso di difendersi: ha chiesto, infatti, ai suoi superiori di incaricare teologi di fama affinché chiariscano se c’è materia per l’espulsione o meno. «Nonostante gli ordini apparentemente chiari della Congregazione per la Dottrina della Fede e le relative norme del diritto canonico – ha detto p. Thomas Doyle, canonista che difende Bourgeois e molte vittime di abusi sessuali, in una lettera del 16 agosto a p. Dougherty – la situazione nel suo complesso non è chiara e semplice». La materia, assai delicata, richiede «che si cerchi l’assistenza di teologi di fama allo scopo di andare più in profondità» su due temi: la pretesa della Chiesa dell’infallibilità dell’insegnamento che esclude le donne dal sacerdozio e il diritto di un cattolico di «agire e pensare secondo il dettame della propria coscienza», anche se questo comporta un conflitto con le massime autorità della Chiesa. Senza dire che, afferma Doyle, la scomunica e l’espulsione dalla congregazione sono misure sproporzionate rispetto al “reato”: per fare un paragone, preti e vescovi colpevoli di abusi sessuali – e dunque colpevoli del reato previsto al canone 1395 comma 2 del Codice di diritto canonico, che prevede anche la dismissione dallo stato clericale – non sono mai andati incontro a pene del genere. «Il contrasto è stridente – spiega Doyle – trentotto vescovi che hanno commesso gravi abusi sessuali che hanno causato gravi danni emotivi e spirituali a cattolici innocenti non hanno ricevuto sanzioni disciplinari, mentre vescovi (come mons. William Morris, vescovo di Toowomba in Australia, v. Adista n. 37/11, ndr) che hanno seguìto la loro coscienza e hanno messo in discussione pubblicamente pratiche o dottrine del Vaticano per il benessere spirituale dei fedeli, sono stati non solo umiliati, ma anche rimossi dal loro incarico». La posizione di Bourgeois, continua Doyle, è «condivisa da innumerevoli altre persone, tra cui biblisti, teologi e storici della Chiesa sia laici, che preti che vescovi», e il religioso l’ha assunta «in modo onesto, consapevole delle conseguenze che l’espressione di un’opinione contraria a quella del papa e di gran parte (come minimo) della Curia vaticana avrebbe portato». E tuttavia «non c’è prova di un consenso o di un’unanimità tra i teologi, i biblisti e i vescovi» sul fatto che l’interdizione al sacerdozio femminile sia «fondata solidamente».

Insomma, è la conclusione del difensore di Bourgeois, c’è materia per sostenere che tutto il processo che ha portato all’ultimatum «deve essere rivalutato seriamente e senza timore». Nel frattempo, i sostenitori di Bourgeois si danno da fare: in una trentina, intenzionati a raccogliere firme di sostegno per il religioso all’ingresso della cappella della sede di Maryknoll, a New York, sono stati allontanati. La cappella, è stato dichiarato dal portavoce Mike Virgintino in un’intervista al settimanale National Catholic Reporter, è «privata», il campus è «proprietà privata» e l’intera struttura era «chiusa per eventi privati».

Ora non resta che attendere la risposta della congregazione. La lettera di Doyle è stata ricevuta dai superiori di Maryknoll, che però non hanno ancora dato seguito alle richieste avanzate. (ludovica eugenio)

Articolo tratto da
ADISTA
La redazione di ADISTA si trova in via Acciaioli n.7 - 00186 Roma Telefono +39 06 686.86.92 +39 06 688.019.24 Fax +39 06 686.58.98 E-mail info@adista.it Sito www.adista.it



Luned́ 26 Settembre,2011 Ore: 18:32
 
 
Ti piace l'articolo? Allora Sostienici!
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori

Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF -- Segnala amico -- Salva sul tuo PC
Scrivi commento -- Leggi commenti (0) -- Condividi sul tuo sito
Segnala su: Digg - Facebook - StumbleUpon - del.icio.us - Reddit - Google
Tweet
Indice completo articoli sezione:
Crisi chiese

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito


Ove non diversamente specificato, i materiali contenuti in questo sito sono liberamente riproducibili per uso personale, con l’obbligo di citare la fonte (www.ildialogo.org), non stravolgerne il significato e non utilizzarli a scopo di lucro.
Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.
Per tutte le NOTE LEGALI clicca qui
Questo sito fa uso dei cookie soltanto
per facilitare la navigazione.
Vedi
Info