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www.ildialogo.org Nuovo anno nuovi comportamenti: dona anziché sprecare,di Michele Zarrella

Otto domande, otto risposte l'otto ogni mese
 

Nuovo anno nuovi comportamenti: dona anziché sprecare

Legge 166/2016 donazioni e distribuzione dei prodotti alimentari


di Michele Zarrella

Lo spreco in generale è inaccettabile: inquina.

Chi lascia inutilmente una lampadina accesa, un motore in moto, ecc. spreca energia. Chi spreca l’energia sta inquinando la biosfera: la nostra casa comune. Chi spreca dilapida le risorse del pianeta che appartiene anzitutto alle future generazioni. Non è possibile costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale.

L’anno appena terminato è stato dichiarato l’anno più caldo da quando si monitora la temperatura del pianeta. Cosa pensare?

È più di un decennio che ci ritroviamo a dovere constatare questa triste verità. Lo abbiamo detto nel 2016, nel 2015, nel 2014, ecc. Lo ripetiamo oggi. l’effetto serra diventa sempre più evidente. Restano, purtroppo, inascoltati i rapporti sui cambiamenti climatici previsti dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change,), gli appelli di altri scienziati (James Hansen, Luca Mercalli, Naomi Klein, Tim Flannery, ...) e di altissime personalità ecclesiastiche. Dobbiamo riflettere su tutto questo e considerare che l'uomo è l'ultimo arrivato sul grande palcoscenico del pianeta e della vita, ma è quello che inquina di più.

Ma se non si matura contro l’uso delle fonti fossili, sul problema dello spreco alimentare qualcosa si muove.

Lo scorso anno il parlamento italiano ha approvato la legge 166/2016: Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari, farmaceutici e abbigliamento a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi, che è entrata in vigore il 14/09/2016.

Cosa prevede?

La legge prevede la semplificazione delle procedure per le donazioni di prodotti alimentari, farmaceutici e altro nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e della tracciabilità. Inoltre consente, a titolo gratuito, la raccolta dei prodotti agricoli lasciati nei campi, che il pane possa essere donato entro le 24 ore dalla produzione e che al ristorante si potranno portare via i propri avanzi.

Sono comportamenti considerati vergognosi in Italia.

È una questione culturale. All’estero è la norma portare via il cibo non consumato. Dovremmo vergognarci di sprecare il cibo quando nel mondo ci sono milioni di bambini malnutriti e/o affamati. Dovremmo vergognarci che ci impegniamo poco a mettere fine a questa catastrofe umana.

E quale sarebbe un comportamento virtuoso?

Non sprecare. Donare il più possibile. Alcuni supermercati riducono sensibilmente i prezzi degli alimenti prossimi alla scadenza. Le risorse del pianeta sono limitate e chi spreca commette un peccato contro l’umanità di cui è parte. Trasformiamo lo spreco in opportunità. Ci sono tante organizzazioni senza fini di lucro che si impegnano ogni giorno per aiutare chi ha bisogno. E ogni anno somministrano migliaia di tonnellate di alimenti, farmaci ed altro che altrimenti sarebbe andati al macero.

Eppure la povertà aumenta anno dopo anno.

Purtroppo sempre più famiglie “scivolano” nella povertà. La forbice tra ricchi e poveri si allarga. Un paradosso la scarsità di cibo e la malnutrizione nell’era dell’abbondanza.  Le persone povere non dobbiamo più andarle a cercare solo in Paesi lontani. Oltre ai bambini malnutriti e/o affamati nei propri Paesi, oggi si aggiungono quelli delle famiglie numerose, di separati, di persone che hanno perso il lavoro e non riescono a trovarne un altro, di singoli con prole, ecc. Eppure se salviamo un quarto del cibo buttato si potrebbe sfamare chi soffre la fame.

Una sfida epocale.

Due sono le sfide epocali del nostro secolo: la povertà e i cambiamenti climatici. Entrambe vanno combattute aborrendo lo spreco. Sono sfide che coinvolgono sì la politica e le istituzioni, ma il primo buon esempio deve partire da noi, dai nostri comportamenti e da ciò che insegniamo ai nostri figli. Non dobbiamo aspettare che lo facciano altri per noi anche se esiste un esercito di associazioni che hanno trovato nuovi percorsi di sobrietà e solidarietà e che basano la loro forza soprattutto sul volontariato. Ma ci sono anche milioni di persone che hanno preso coscienza del problema e si impegnano in prima linea. Proponiamoci di farlo anche noi in questo anno nuovo.

Auguri.

Gesualdo, 8 gennaio 2017

 

Michele Zarrella

Per contatti

zarmic@gmail.com

sito web: digilander.libero.it

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Domenica 08 Gennaio,2017 Ore: 09:54
 
 
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