- Scrivi commento -- Leggi commenti ce ne sono (0)
Visite totali: (512) - Visite oggi : (1)
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori Sostienici!
ISSN 2420-997X

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito

www.ildialogo.org Earth Overshoot Day 2014,di Michele Zarrella

Otto domande, otto risposte l'otto del mese
Earth Overshoot Day 2014

I consumi dell'umanità superano le risorse del pianeta


di Michele Zarrella

Cos’è l’Earth Overshoot Day (EOD) ?

È il giorno del superamento delle risorse del pianeta. È un parametro che permette di capire con immediatezza se abbiamo consumato quello che la Terra riesce a produrre. Esso rappresenta una stima, non un dato esatto. Comunque ogni modello scientifico usato per confrontare la richiesta di energia dell’umanità rispetto all'offerta da parte del pianeta mostra una tendenza costante: la richiesta diviene ogni anno maggiore e la Terra non è più in grado di sopperire ad essa.
Come si calcola l’EOD?
Si calcola con una unità di misura detta Impronta Ecologica. Essa è pari alla superficie di terra necessaria a generare le risorse che ogni persona consuma. Se la richiesta di risorse supera tale limite vuol dire che il pianeta non è più in grado di sopperire alle richieste energetiche dell’umanità.
Chi calcola l’Impronta Ecologica?
Il Global Footprint Network di Londra che ogni anno elabora un bilancio fra il consumo dell’umanità e la generazione di risorse naturali da parte del pianeta. L’impronta ecologica fu concepita nel 1990 da Mathis Wackernagel e William Rees dell’Università della British Columbia, con criteri solidi. È oggi ampiamente utilizzata in campo scientifico, politico ed economico per monitorare l’uso delle risorse ecologiche e favorire lo sviluppo sostenibile.
Immagine tratta da internet: google.com
Quest’anno l’abbiamo superato?
Sì, il 19 agosto 2014. In meno di otto mesi, l'umanità ha esaurito le risorse annuali della Terra. Per gli altri quattro mesi soddisfaremo alle nostre esigenze prelevando da riserve del pianeta ed accumulando anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera modificandone la composizione con una accelerazione sempre maggiore che porterà conseguenze disastrose per la specie vivente più invadente e smodata che la Terra abbia mai ospitato: l’Homo sapiens. Il futuro delle specie viventi affonda le sue radici nel rispetto della biosfera e non nelle estrazioni delle fonti fossili che il pianeta ha “sapientemente” nascosto nelle sue viscere.
Ma esaurire le risorse che genera il pianeta cosa significa?
È come se in una famiglia si spendesse più di quanto i genitori portano a casa: occorrerà chiedere dei prestiti. A livello planetario chiedere dei prestiti significa ridurre le foreste, la produzione agricola e il pescato; impoverire la biodiversità; aumentare l’effetto serra, i prezzi dei beni di prima necessità e la pressione demografica; subire un clima più radicale, ostile e violento ecc. Praticamente è un debito ecologico.
È come se l’uomo vivesse al di sopra delle possibilità offerte dal pianeta.
Purtroppo sì. E questo succede da oltre un quarto di secolo. Nel 1987 il budget ecologico del pianeta fu superato il 19 dicembre. Nel 2000 fu superato il 1° novembre, nel 2012 il 12 ottobre e nel 2011 il 27 settembre. Ogni anno la data dell’EOD risulta in anticipo rispetto all’anno precedente. Questa spirale ci potrebbe costringere ad una riduzione “drammatica” dell’uso delle risorse terrestri: scarsità di cibo, erosione del suolo, acidità degli oceani, cambiamenti climatici, accumulo di gas serra nella nostra atmosfera, migrazioni bibliche… Crisi che già stanno segnando il nostro presente e che segneranno più pesantemente la vita dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Le conseguenze potrebbero essere gravissime?
Se l’Homo sapiens consuma oltre le possibilità offerte da pianeta che lo ospita, l’equilibrio della biosfera, che pur cambia senza sosta, cambierà sempre più velocemente e la nostra specie rischia di correre dei pericoli che non ha alcun senso correre. L’umanità non reagisce immediatamente ai continui e progressivi cambiamenti della biosfera, anzi li sottostima pensando – illudendosi e a volte addirittura ingannandosi – di poter sempre far fronte ai cambiamenti. Invece con l’uso imperterrito dei combustibili fossili e la deforestazione immettiamo tanti gas serra nell’atmosfera che potremmo raggiungere un punto di non ritorno oltre il quale le normali dinamiche del clima globale sarebbero sconvolte con un aumento incontrollato di eventi meteorologici estremi.
Cosa possiamo fare?
Tutte le specie viventi hanno bisogno di ciò che ci fornisce la natura: aria, acqua, cibo, energia ecc. Tali risorse le traiamo dal pianeta su cui viviamo. Il nostro pianeta non è illimitato. Se lo guardiamo dalla Luna ci appare come una bellissima sfera azzurra con delle macchie bianche. Man mano che ci allontaniamo diventa sempre più piccolo fino a diventare un granello invisibile. Ora l’uomo questo lo sa e se spende più di quanto il pianeta può rigenerare, fra qualche decina di anni, occorrerà … un altro pianeta. Ma questo mi sembra umanamente impossibile.
Immagine tratta da internet: google.com
Il futuro della maggior parte delle specie viventi è nelle nostre mani. Ognuno di noi deve prendere coscienza dell’overshoot, cioè del superamento delle risorse planetarie (EOD) e comportarsi di conseguenza. La nostra specie si è autodefinita “Sapiens”, allora utilizzi sapientemente le risorse del pianeta per quanto necessario, senza sprechi, vivendo nei limiti delle risorse che esso ci può dare. Cosa possiamo fare? cambiare, sicuramente. Cambiare lo stile di vita, il modello di sviluppo e la prospettiva con cui guardiamo la Terra. Rifiutare di inquinare, di sprecare e di sporcare quella che è la nostra bellissima “casa azzurra” che gira su se stessa, gira intorno al Sole, e corre – insieme al Sistema Solare, alla inimmaginabile velocità di 792.000 km/h, - nell’immensità dell’Universo da oltre 4,56 miliardi di anni e continuerà a farlo per altri 2,5 miliardi di anni. Con o senza di noi.
Gesualdo, 8 novembre 2014
Michele Zarrella
Per contatti
sito web personale: digilander.libero.it



Sabato 08 Novembre,2014 Ore: 09:41
 
 
Ti piace l'articolo? Allora Sostienici!
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori

Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF -- Segnala amico -- Salva sul tuo PC
Scrivi commento -- Leggi commenti (0) -- Condividi sul tuo sito
Segnala su: Digg - Facebook - StumbleUpon - del.icio.us - Reddit - Google
Tweet
Indice completo articoli sezione:
Ambiente

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito


Ove non diversamente specificato, i materiali contenuti in questo sito sono liberamente riproducibili per uso personale, con l’obbligo di citare la fonte (www.ildialogo.org), non stravolgerne il significato e non utilizzarli a scopo di lucro.
Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.
Per tutte le NOTE LEGALI clicca qui
Questo sito fa uso dei cookie soltanto
per facilitare la navigazione.
Vedi
Info