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www.ildialogo.org Trivellazioni anche in Irpinia…,di Michele Zarrella

Otto domande, otto risposte l’otto del mese
Trivellazioni anche in Irpinia…

Sconforto e trepidazione si alzano con forza nell’animo, ma l’Homo sapiens continua a estrarre giacimenti fossili  


di Michele Zarrella

Sono normali gli eventi climatici di quest’ultimo periodo?

Valutare il clima in termini di ultimo periodo, o di una vita umana, o di alcuni secoli è di scarsa rilevanza. Se invece lo valutiamo nell’arco di millenni allora potremo avere un quadro più vicino alla situazione. Ma gli eventi climatici catastrofici che si verificano sempre più di frequente, secondo molti studiosi, non sarebbero frutto di una normale alternanza climatica che dura da centinaia di millenni ma di qualcosa di più importante e pericoloso per il benessere della nostra e mote altre specie.

Il Corriere della sera del 21 maggio 2013 titola: STATI UNITI - DEVASTATA LA CITTADINA DI MOORE. Tornado travolge Oklahoma City: 24 morti - Crollata una scuola: sepolti 9 bambini. La prima dichiarazione del presidente USA: «L'intero paese è con voi, non sarete soli. Faremo ogni cosa per fronteggiare l'emergenza». Identica a quella che ha fatto la Cancelliera Merkel subito dopo per le alluvioni in Germania. Ma cos’altro possono fare i politici?

È umanamente apprezzabile e condivisibile la dichiarazione del presidente Obama, ma perché i governanti e i politici debbono fare queste dichiarazioni dopo i disastri? Perché non intervengono prima accettando i risultati e i consigli degli scienziati indipendenti come quelli dell’ Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico dell’ONU? Secondo le proiezioni attuali, nel 2042 saremo circa 9 miliardi e tutti vorranno vivere agiatamente. Questo significa molta richiesta di energia in più. Ma se sopperiremo a tale richiesta continuando a produrla con le tecnologie attuali, le emissioni di CO2 si raddoppieranno entro il 2050 e la temperatura del pianeta aumenterà di circa 3 °C.

Ma cosa dicono le ricerche degli scienziati?

Rifacendomi alle conclusioni esposte nel libro TEMPESTE, dello scienziato James Hansen professore di Scienze della Terra e dell’Ambiente presso la Columbia University di New York e direttore del Goddard Institute for Space Studies della NASA, a pag.60 sono rappresentati tre grafici di dati, raccolti dagli scienziati fino a 425.000 anni fa.

Sull’asse orizzontale il tempo in migliaia di anni a partire dal 1750 (tempo 0) fino a 425.000 anni fa. Sull’asse verticale sono rappresentati tre parametri: la variazione della temperatura del pianeta in °C, la concentrazione di CO2 in parti per milione (ppm) e il livello del mare. Il livello zero del mare e della temperatura è stato considerato quello del 1750.

Studiando e confrontando attentamente questi grafici, gli scienziati hanno ricavato che c’è una stretta correlazione fra la temperatura del pianeta e la concentrazione di CO2: se aumenta la concentrazione della CO2 aumenta la temperatura del pianeta e se diminuisce la CO2 diminuisce anche la temperatura. C’è da notare che per tutto questo lunghissimo periodo (425.000 anni), la concentrazione della CO2 ha sempre oscillato senza mai superare le 300 ppm.

Quindi le variazioni della CO2 e del clima ci sono sempre state e sono normali?

Sì, le variazioni ci sono sempre state e sempre ci saranno. Il ciclo della CO2 include vari fattori naturali: foreste, sedimenti nel suolo umido, vulcani, oceani, giacimenti di combustibili fossili, crosta terrestre, atmosfera. La CO2 producendo l’effetto serra ha consentito una temperatura media dell’atmosfera accettabile e favorevole alle attuali specie viventi.

Ma da quando è cominciata l’era industriale, oltre ai fattori naturali, si sono aggiunte, in maniera sempre più crescente, le attività umane: industria, trasporti, produzione di energia elettrica, sprechi ecc.

La nostra società bruciando legna, carbone, petrolio e gas produce l’80% dell’energia necessaria all’attuale tenore di vita. Tali fonti, però producono enormi danni all’ambiente, perché emettono nell’atmosfera ingenti quantità di CO2 con conseguente aumento dell’effetto serra.

Nel millennio scorso (1000-2000) la concentrazione della CO2 è rimasta al di sotto delle 300 ppm fino agli anni 30 del secolo scorso, ma poi ha superato tale valore senza più scendere al di sotto e aumentando esponenzialmente. Nel solo secolo scorso la temperatura è aumentata di 0,8 °C. Oggi, dal sito co2now.org, possiamo leggere che la CO2 è arrivata a 399,89 ppm, in ottantatre anni è cresciuta di 100 ppm. James Hansen raccomanda di riportare la concentrazione di CO2 a 350 ppm per non avere gravi problemi climatici.

Cosa possiamo concludere?

Prima di tutto che l’atmosfera si sta surriscaldando a causa dei gas serra di natura antropogenica dovuti principalmente alla produzione di energia da fonti fossili. Entro la fine di questo secolo si potrebbero riscontrare cambiamenti climatici con enormi problemi planetari. Non dobbiamo pensare che le notizie climatiche provenienti dall’America o dalla Germania non ci riguardino, facendo spallucce e dicendoci “Tanto l’America è lontana”. Sarebbe un grosso errore perché l’atmosfera, che ha le funzioni di avvolgere la Terra, regolare la temperatura della biosfera e proteggere la vita in essa, è un tutt’uno, ed è uno strato sottilissimo e facilmente modificabile nella sua composizione. Per capirci subito pensate che se la Terra avesse il diametro di un metro la troposfera, la parte dove avvengono i fenomeni climatici, sarebbe meno di un millimetro. Infatti la troposfera è meno di un millesimo del diametro terrestre.

Ma gran parte della gente non si rende conto che il problema va affrontato con decisione e urgenza.

Senza allarmismi, ma senza neppure sminuire quelli che sono i dati scientifici dobbiamo prendere coscienza “adeguata” della dipendenza reciproca fra temperatura e concentrazione di CO2.

Prendere coscienza “adeguata” significa capire che continuare ad emettere gas serra a questi livelli o anche a livelli maggiori ci porterebbe a vivere dei rischi che non ha alcun senso correre.

Riflettiamo su questo problema senza assumere posizioni radicali, come quelle di alcuni ambientalisti estremisti che vedono la ragione di tutti i mali nel modello di società consumistica e sprecona, secondo i quali sarebbe auspicabile un ritorno ad una vita vicina alla natura, alla Tarzan per semplificare; né quella dei fautori del consumo smisurato e senza limiti, secondo i quali il prodotto interno lordo (PIL) deve crescere sempre senza considerare i danni che può comportare una simile logica. Seconda questa logica, se stiamo fermi nel traffico o se quando andiamo a prendere il caffè lasciamo l’auto accesa il PIL aumenta. È pura stupidità, perché stiamo inquinando il mondo, stiamo riscaldando l’atmosfera. Il PIL non misura la salute, il benessere, l’ambiente pulito, i rapporti umani, la felicità della gente… Perciò il problema va affrontato conoscendolo.

Il problema energetico con le sue conseguenze è un problema molto complesso e necessita obbligatoriamente di una soluzione complessa.

Certo. È la più grande sfida del nostro secolo, insieme a quella della povertà. L’aumento di temperatura porterà a condizioni climatiche molto diverse dalle attuali che ci porterà a vivere dei rischi che non ha alcun senso correre. Pertanto è sapiente ed opportuno diminuire urgentemente l’immissione di gas serra nell’atmosfera.

Possiamo agire in tanti modi. Ne suggerisco soprattutto su due:

a) eliminare gli sprechi;

b) ricercare nuove fonti di energia che non emettono gas serra.

Il punto a) sta tutto nella nostra mente. Sta nella volontà di ciascuno di noi di cambiare i propri comportamenti adeguandoli al minor consumo possibile per ottenere lo stesso risultato.

Sta nel fare attenzione ai nostri comportamenti quotidiani: non lasciare le apparecchiature elettriche in stand-by; camminare a piedi o in bici; comprare veicoli e apparecchiature che consumano meno (classe A+); sostituire le vecchie lampadine a resistenza; riciclare; riusare; ecc.

Il problema di eliminare gli sprechi è culturale e morale. Culturale, perché occorre capire che sprecare significa inquinare. Morale, perché bisogna capire che sprecare energia è un comportamento socialmente dannoso e pertanto irrazionale.

Il punto b): ricercare nuove fonti di energia che non emettono gas serra, ci porta al punto centrale del nostro discorso e alla sapienza dell’uomo.

Attualmente due sono le principali tecnologie su cui puntare: il nucleare e le rinnovabili. L’attuale tecnologia nucleare è pericolosa (Fukushima e Cernobil insegnano..), è costosa e il referendum del 2011 ha sancito la volontà del popolo italiano a non volere centrali nucleari sul proprio territorio.

E allora quale la soluzione? Bisogna pur dare una risposta alla richiesta di energia dell’umanità.

Per fare ciò, ci viene incontro il rapporto del Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici IPCC dell’ONU, frutto del lavoro di 120 scienziati INDIPENDENTI, pubblicato il 9 maggio 2011 dal titolo: «Relazione speciale sulle fonti energetiche rinnovabili». Si tratta di approfonditi studi, in cui sono contemplati 164 scenari futuri che considerano tanti parametri fra cui l’incremento demografico, l’aumento di richiesta di energia, il tenore di vita, il reddito pro capite, il rapporto costi/benefici, le risorse ecc. Esso rappresenta l’analisi attualmente più esaustiva e più indipendente sul futuro delle energie rinnovabili e soprattutto dei vantaggi sociali ed ambientali che ne deriverebbero se utilizzassimo le rinnovabili.

Alla presentazione del rapporto, il presidente dell’IPCC e Premio Nobel, Rajendra Pacauri, ha dichiarato “L'IPCC ha riunito le più rilevanti e migliori informazioni disponibili per fornire al mondo questo rapporto scientifico sul potenziale delle fonti energetiche rinnovabili per mitigare il cambiamento climatico. Il rapporto speciale può costituire una base solida di conoscenza per i responsabili politici per rilevare questa grande sfida del XXI secolo”.

Perché non ascoltare gli scienziati dell’ONU quando in uno degli scenari proposti prevede che, per il 2050, l’umanità potrà reperire l’80% del suo fabbisogno energetico da fonti di tipo rinnovabile: fotovoltaico, eolico, geotermico, onde, maree, correnti oceaniche… e aggiungo rifiuti e scarichi fognari. Se si attuasse questo scenario, faremmo un passo da giganti passando all’80% di produzione di energia da fonti rinnovabili nel 2050 con un taglio di oltre 1/3 delle emissioni di gas serra che consentirebbe di tenere l’innalzamento della temperatura globale al di sotto di 2 °C, centrando così uno degli obiettivi previsti dall’ultimo vertice sui cambiamenti climatici. La soluzione è a portata di mano già con le tecnologie esistenti oggi. Dobbiamo solo avere la volontà di farlo.

Quanto sconforto e quanta trepidazione si alzano con forza nell’animo quando sento che la nostra Irpinia sarà trivellata.

Fermiamo le trivellazioni e ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell’ambiente naturale. Custodiamo il Creato. Finalmente si alza forte anche la voce del Papa. Aborriamo gli interessi particolari ed egoistici che compromettono il benessere di tutti, anche di chi ne trae profitto. Non togliamo il futuro alle giovani generazioni.

A chi continua a proporre di perforare il pianeta per estrarre fonti fossili fino a profondità enormi diciamogli di pensare alla rinnovabili (sole, vento, acqua, geotermia, correnti marine, ecc.), diciamo di realizzare abitazioni meno energivore, trasporti più razionali, piccole reti elettriche (smart grids); diciamo di ottimizzare l’impiego dell’illuminazione pubblica e commerciale, di migliorare l’efficienza dei motori, di ridurre la deforestazione, di investire nella ricerca, ecc. Con la ricerca, migliorando il rendimento della tecnologia delle fonti rinnovabili tutti i paesi potrebbero diventare indipendenti energeticamente.

Spero che la società, la politica, le associazioni, le chiese e coloro che hanno a cuore il bene comune s’impegnino a difendere il pianeta e questa meravigliosa terra che è l’Irpinia con tutte le donne, tutti gli uomini e le specie viventi che vi abitano.

Abbiamo le capacità per farlo, dobbiamo solo avere la volontà di farlo.

Gesualdo, 8 giugno 2013

Michele Zarrella

Per contatti

zarmic@gmail.com

sito web: digilander.libero.it

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Lunedì 08 Luglio,2013 Ore: 12:27
 
 
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