- Scrivi commento -- Leggi commenti ce ne sono (0)
Visite totali: (383) - Visite oggi : (1)
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori Sostienici!
ISSN 2420-997X

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito

www.ildialogo.org Il Giappone, il terremoto e lo tsunami.,di Michele Zarrella

Il Giappone, il terremoto e lo tsunami.

di Michele Zarrella

Abbiamo bisogno delle catastrofi per riflettere.


 
Oggi siamo di fronte all’ennesima catastrofe naturale: il terremoto e il conseguente tsunami in Giappone. Le morti e i disastri dispiacciono e fanno paura. Ma, se sulle catastrofi naturali poco si può fare, sui danni causati dall’insensatezza dell’uomo bisogna riflettere e trarne insegnamento, senza dimenticarli.
In particolare ci riferiamo ai danni provocati dal sisma e dal susseguente tsunami alle centrali nucleari di Fukushima Daichi (con sei reattori) e Fukushima Daini (con quattro reattori). Le notizie al riguardo, anche per prassi, non sono allarmanti. Ma nei fatti il governo ha provveduto subito all’evacuazione della popolazione residente nel raggio di 3 km e poi sono state fatte evacuare 45.000 persone nel raggio di 10 km. Le ultime notizie riferiscono che il raggio è stato allargato fino a 20 km e interessa 140.000 persone. Sono scattate le norme precauzionali: la popolazione deve rimanere al chiuso, non bere l'acqua del rubinetto, non mangiare verdura e frutta contaminata, spegnere i condizionatori d'aria. Chi è costretto ad uscire di casa deve coprirsi senza lasciare alcun centimetro quadrato di pelle scoperto, usare maschere ed asciugamani bagnati per respirare, tenersi costantemente aggiornato…
La nostra società ha inculcato un modello di sviluppo poco compatibile con la biosfera. La logica del profitto sempre crescente, del consumo sempre maggiore non ha equivalenti in natura. In natura tutto ha un limite. Un albero per quanto alto possa diventare non può crescere sempre. Una specie di flora e fauna cresce e vive in un posto e non può farlo in un altro. Oltre una certa altitudine scompaiono entrambi. In natura ci sono dei limiti che consentono l’attuale equilibrio della biosfera raggiunto in 4,6 miliardi di anni. Esso va rispettato e mantenuto il più a lungo possibile. Ma l’unica, fra milioni e milioni di specie, che non lo fa è l’uomo. L’uomo sta modificando l’equilibrio della biosfera e continua a farlo in maniera eccessiva. Quando però parti di tali equilibri vengono rotti la natura interviene, con tempeste, e lo ristabilisce.
Allora l’uomo rallenta la sua crescita smisurata, conta i morti e i danni e si ferma a riflettere, ci pensa e si corregge. Purtroppo questo ravvedimento dura poco. La storia viene dimenticata e l’uomo dopo un po’ riprende a comportarsi come, e a volte peggio di prima con tecniche e raffinatezza maggiori senza badare agli equilibri rotti e alle conseguenze delle sue azioni.
Ma in natura la crescita illimitata non è consentita e con le forze della natura non si possono fare “patti”. Le tempeste e le catastrofi stanno ad insegnarcelo. E quando la Natura si scatena i danni provocati vengono amplificati dalle opere e dalle scelte “sbagliate” fatte dall’uomo. È il caso delle centrali nucleari.
Non bastano tutte le disgrazie e gli incidenti, naturali e artificiali, avvenuti in tali centrali? Quando il rischio è troppo grande, qualunque sia il vantaggio non lo si deve correre. Inoltre, in questo caso, lo si corre a nome e per conto delle future generazioni. È come voler guadagnare vendendo il loro futuro. Si punta su una fonte altamente inquinante e pericolosa, non essendo stato risolto il problema delle scorie, quando abbiamo a portata di mano altre soluzioni compatibili e rispettose della biosfera.
Il pianeta con tutta l’umanità può funzionare solo con le fonti rinnovabili. Lo avevamo detto nell’articolo www.ildialogo.org/ambiente/riflessioni_1294477292.htm . Oggi ne abbiamo una ulteriore conferma con la pubblicazione su “Energy Policy” dello studio a firma dei ricercatori Marck Delucchi e Marck Jacobson: con vento sole, geotermia e acqua possiamo soddisfare tutte le esigenze del nostro pianeta.
Le catastrofi, naturali o artificiali che siano, dispiacciono e preoccupano molto, ma se l’uomo non fa tesoro dell’insegnamento che danno è costretto e riviverle. E questo è assurdo.
Gesualdo 12 marzo 2011
Michele Zarrella
Per contatti
 


Sabato 12 Marzo,2011 Ore: 13:22
 
 
Ti piace l'articolo? Allora Sostienici!
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori

Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF -- Segnala amico -- Salva sul tuo PC
Scrivi commento -- Leggi commenti (0) -- Condividi sul tuo sito
Segnala su: Digg - Facebook - StumbleUpon - del.icio.us - Reddit - Google
Tweet
Indice completo articoli sezione:
Ambiente

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito


Ove non diversamente specificato, i materiali contenuti in questo sito sono liberamente riproducibili per uso personale, con l’obbligo di citare la fonte (www.ildialogo.org), non stravolgerne il significato e non utilizzarli a scopo di lucro.
Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.
Per tutte le NOTE LEGALI clicca qui
Questo sito fa uso dei cookie soltanto
per facilitare la navigazione.
Vedi
Info