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Caserta
Comunicato del movimento Speranza per Caserta sulla questione del digestore anaerobico

  Speranza per Caserta ha presentato questa mattina una richiesta di emendamento al Programma delle Opere Pubbliche 2011 con la richiesta di stralciare la proposta di finanziamento per la costruzione di un impianto di digestione anaerobica, per un importo pari a € 8.380.000,00.

Le premesse giuridiche e politiche di tale richiesta derivano da una serie di considerazioni: innanzitutto il fatto che la decisione di procedere alla costruzione dell’impianto non sia mai stata autorizzata in alcuna seduta consiliare, né risulta prevista, nella attuale pianificazione urbanistica del territorio, nemmeno a livello Provinciale, se non a livello molto informale. Analogamente nessun atto pare definire ufficialmente zone idonee alla localizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti.

Infine non risulta coinvolta né sentita in merito la popolazione interessata, e ciò in aperta violazione di tutte le normative europee in merito.

Un ulteriore elemento di contestazione deriva inoltre dalla considerazione che l’area destinata all’impianto sarebbe stata individuata – come rivelano articoli apparsi sulla stampa nei giorni scorsi - in zona Lo Uttaro, segnatamente nell’ex macello costato circa sei milioni di euro, un’area ampiamente inquinata e degradata e già sottoposta da alcuni anni a interventi di bonifica finanziati dalla Regione Campania e dall’Unione Europea.

Ci si chiede dunque quale possa essere il senso di un duplice intervento – bonifica da un lato e costruzione dell’impianto – su un’area così problematica e per di più contigua al Policlinico, di cui pure viene a più riprese annunciata la ripresa dei lavori.

Al di là di queste riflessioni, ricordiamo inoltre che il digestore anaerobico rientra tra quegli impianti considerati “sperimentali” dal Ministero dell’Ambiente e che utilizzano per la combustione residui alimentari i quali, piuttosto che essere trasformati in compost per il riutilizzo agricolo, entrano in un processo che produce ulteriori residui da portare in discarica o presso inceneritori, aumentando sia i costi complessivi di smaltimento sia la quantità totale di rifiuti.

Se da un lato, dunque, il digestore anaerobico comporta una serie di vantaggi, quali la generazione di energia termica ed elettrica, nonché la distruzione di organismi patogeni, d’altro canto gli svantaggi non sono cosa da poco. Si tratta per l’appunto di impianti piuttosto innovativi con caratteristiche di notevole complessità, sia sotto il profilo impiantistico che per il controllo dei processi, nonché decisamente costosi rispetto ad altre soluzioni, in quanto necessitano di costanti correzioni e monitoraggi. L’elemento maggiormente preoccupante, in questo contesto, è dato dalla presenza di materiali dalle potenzialità esplosive, ma anche dall’imperfezione tecnica che ancora contraddistingue questo tipo di opere, sulle quali sono in atto una serie di ricerche per la riduzione delle criticità evidenziate.

Ciò che ancora colpisce dell’intera vicenda è la contraddizione che rivela la maggioranza consiliare, tra le cui fila si posizionano anche i militanti della vecchia opposizione, che in passato hanno anche duramente criticato le scelte di maggioranza e che oggi si trovano inspiegabilmente a condividere le scelte della nuova Amministrazione.

Speranza per Caserta, sensibile al problema del ciclo dei rifiuti, chiede tuttavia che si proceda a nuovi studi di fattibilità e che l’argomento venga posto al centro di un dibattito più ampio che tenga conto anche delle volontà dei cittadini e a questi ultimi fornisca tutti gli elementi conoscitivi per una più attenta valutazione di scelte che, incidendo sul territorio, finiscono per condizionare anche le vite degli individui.



Marted́ 19 Luglio,2011 Ore: 16:37
 
 
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