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Vertice di Copenaghen
La posizione di Legambiente sulla COP12

Roma, 29 novembre 2009
Comunicato Stampa
 
Vertice di Copenaghen
 
Legambiente: “Sul Clima il Governo batta un colpo, ora!”
 
Caos delle regole, incertezza sugli incentivi, ritardi nel definire gli obiettivi
Legambiente chiede di abbattere gli ostacoli sulla strada delle energie pulite in Italia.
 
“Dal vertice di Copenaghen ci aspettiamo un accordo che impegni tutti i Paesi nella direzione di una forte riduzione delle emissioni di gas serra, con obiettivi precisi, interventi definiti, risorse certe. L’Italia può dare un segnale significativo in questo senso non solo ribadendo l’impegno già vincolante fissato a livello europeo al 2020, in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e di sviluppo delle rinnovabili, ma soprattutto dando risposta ai problemi che, nel nostro Paese, impediscono ancora la realizzazione di questa prospettiva”.
Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente non ha dubbi sul ruolo che l’Italia e l’Europa debbano giocare nel prossimo summit danese sul clima.
“Chiediamo al Governo un intervento immediato per superare la complicata situazione, denunciata da aziende e associazioni delle rinnovabili, che riguarda in particolare il quadro delle regole, l’incertezza sugli incentivi, i ritardi nella definizione degli obiettivi di sviluppo”.
 
Ecco, punto per punto, le richieste e le proposte di Legambiente:
  • Il caos delle regole. Situazione a dir poco confusa, per i progetti degli impianti da fonti rinnovabili in Italia, in tema di riferimenti normativi e per l'iter di approvazione: non esistono regole nazionali perché non sono mai state ratificate le Linee Guida per l’approvazione dei progetti previste dal Dpr 387/2003. A complicare ancora di più il quadro è sopraggiunta una sentenza (166/2009 della Corte Costituzionale) che, di fatto, ha fatto saltare tutte le regole regionali. La Corte ha infatti ribadito, dando torto alla Regione Basilicata, che non e' consentito agli enti regionali, di provvedere autonomamente all'individuazione di criteri per il corretto inserimento nel paesaggio degli impianti da fonti rinnovabili. Compito che invece spetta al Ministero dello Sviluppo economico di concerto con i Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali ai sensi del Dpr 387/2003.
Ma il conflitto istituzionale in corso tra poteri delle Regioni e dello Stato rappresenta evidentemente un problema enorme sulla strada delle rinnovabili. Legambiente chiede quindi al Governo di presentare finalmente una proposta di Linee Guida nazionali condivisa dai tre Ministri per l’approvazione dei progetti da fonti rinnovabili in Conferenza Unificata Stato-Regioni, in modo da chiarire obiettivi e regole. Occorre superare al più presto la situazione di caos che impedisce di portare avanti in modo equilibrato e trasparente i progetti eolici, solari, da biomasse, idroelettrici e geotermici nel nostro Paese.
 
  • L’incertezza sugli incentivi. Nessun segnale da parte del Governo rispetto al futuro degli incentivi per il solare. Di fatto esiste una situazione di indeterminatezza rispetto alle detrazioni fiscali che riguardano il solare termico e il risparmio energetico. La possibilità di usufruire di uno sconto del 55%, che ha prodotto straordinari risultati in termini di spinta agli investimenti (nel 2007 e 2008 ha determinato 250mila investimenti per circa 3,8miliardi di Euro) e di risparmio energetico per le famiglie, ha infatti un futuro ancora oscuro. Il Governo, che già lo scorso anno aveva proposto di ridimensionare gli incentivi – e fu costretto a un rapido dietrofront dalle proteste provenienti da più parti – non solo non ha ancora chiarito se questo provvedimento andrà oltre la scadenza prevista nel 2010 ma non ha nemmeno individuato la copertura nella Legge Finanziaria in corso di approvazione delle risorse necessarie per quest’anno, rinviando tutto a un successivo provvedimento legato ai fondi provenienti dallo scudo fiscale che dovranno servire a individuare una copertura completa o parziale persino per quest’anno. Stessa indeterminatezza per quanto riguarda il futuro degli incentivi per il solare fotovoltaico (che hanno rappresentato uno straordinario volano di sviluppo per questa tecnologia col passaggio da poche decine di MW installati ai circa 700 attuali) che scadono alla fine del prossimo anno.
Legambiente chiede al Governo di dare indicazioni certe al settore, prorogando fino al 2014 gli incentivi del 55% e presentando una proposta per continuare il sistema in conto energia per il solare fotovoltaico che sia capace di mantenere elevato il livello di investimenti e interventi, orientando gli incentivi in modo da ridurli progressivamente, premiando gli impianti integrati in edilizia.
 
  • Il ritardo nella definizione degli obiettivi. L’Unione Europea ha già fissato i propri obiettivi vincolanti al 2020 per lo sviluppo delle rinnovabili e stabilito gli strumenti che dovranno accompagnare questo processo. La prima scadenza è al 30 giugno 2010, quando ogni Paese dovrà presentare il piano d'azione nazionale per raggiungere l'obiettivo del 17% del consumo finale lordo con fonti rinnovabili al 2020. Del piano italiano, al momento, non si ha notizia. E siamo già in ritardo di diversi mesi rispetto a quanto il Governo si era impegnato a fare con la Legge 13/2009, per definire la ripartizione della quota minima di incremento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili tra Regioni e Province autonome in modo da raggiungere l’obiettivo del 17%. Con uno o più decreti si dovevano fissare, inoltre, gli obiettivi intermedi al 2012, 2014, 2016, 2018, calcolati coerentemente con gli obiettivi nazionali, ma anche le modalità con cui il Governo avrebbe esercitato il suo potere sostitutivo in caso di inadempienza delle Regioni. Purtroppo i termini fissati dalla Legge 13/2009 erano di 90 giorni a partire dall’entrata in vigore del provvedimento (pubblicato in G.U. il 28 febbraio 2009).
Legambiente chiede al Governo di presentare quanto prima i provvedimenti per la ripartizione degli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili nelle Regioni e di aprire un confronto pubblico che coinvolga Regioni e Ministeri per la definizione del piano d’azione nazionale per raggiungere l’obiettivo nazionale al 2020.
 
“Dare certezza alla prospettiva delle rinnovabili nel nostro Paese è una priorità nell’interesse dei cittadini, delle imprese e dell’ambiente - ha dichiarato Edoardo Zanchini - Ci aspettiamo che il Governo si presenti al vertice di Copenaghen forte dell’aver finalmente dato risposta ai problemi dello sviluppo delle rinnovabili, magari anche per smentire il fatto che tra i tanti danni che il nucleare sta già facendo ci sia anche quello di aver distratto l’attenzione dagli interventi veramente utili per il nostro Paese”.


Marted́ 01 Dicembre,2009 Ore: 17:15
 
 
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