Lettera
A tutti coloro che detengono una autorità nel nostro Paese.

di Filippo Angileri

Mosso da un sentimento sincero di partecipazione all’impegno espresso dalle forze migliori del Paese per condurre le sorti dell’Italia verso lidi migliori, ho ritenuto doveroso condividere con coloro che sono preposti al buon funzionamento dello Stato alcuni passi, scritti nella seconda metà dell’ottocento, tratti dalla vastissima letteratura bahà’ì, che possano essere di ispirazione per coloro che guidano il nostro amato paese.

Con stima,

Filippo Angileri

Il Parlamento e la ragione per cui va eletto

"Non v’è dubbio che la ragione per cui si formano parlamenti è la volontà di portare giustizia e rettitudine, ma tutto dipende dagli sforzi dei deputati eletti. Se la loro intenzione è sincera, neverranno risultati desiderabili e imprevisti miglioramenti; altrimenti, è certo che la cosa non avrà senso, il Paese giungerà alla paralisi e gli affari pubblici continueranno a deteriorarsi.

’Vedo che mille costruttori non pareggiano un solo sovvertitore; che cosa sarà mai del costruttore che, solo, è seguito da mille sovvertitori?’

Lo scopo delle affermazioni or ora espresse è di dimostrare almeno questo: che la felicità, la grandezza, il rango e lo stadio, la soddisfazione e la pace di una persona non sono mai dipese dalle ricchezze personali, ma dall’eccellenza del carattere, dalla nobiltà delle decisioni, dalla profondità della cultura e dalla capacità di risolvere difficili problemi. E’ stato detto ’Indosso una veste che, se fosse venduta al prezzo di una lira, quella lira varrebbe assai di più, eppure dentro quella veste v’è un’anima che, confrontata con tutte le altre anime del mondo, si rivelerebbe più grande e nobile’. A nostro giudizio sarebbe preferibile che negli stati sovrani l’elezione dei membri non permanenti delle assemblee consultative dipendesse dalla volontà e dalla scelta del popolo. Infatti i rappresentanti eletti sarebbero, per questo motivo, in certo modo inclini a praticare la giustizia, affinchè la loro reputazione non ne soffra ed essi non cadano in disgrazia presso il pubblico. Non s’immagini che le nostre precedenti osservazioni costituiscano una denuncia della ricchezza e un elogio della povertà. La ricchezza è molto lodevole, quando sia acquisita grazie agli sforzi personali e alla benevolenza di Dio, nel commercio, nell’agricoltura, nell’arte e nell’industria e quando sia spesa per scopi filantropici. Soprattutto, se un individuo giudizioso e industrioso prendesse provvedimenti che arricchissero le masse, non potrebbe esservi impresa migliore: agli occhi di Dio, essa primeggerebbe suprema fra le conquiste, perchè quel benefattore provvederebbe ai bisogni di una grande moltitudine di cui assicurerebbe il benessere e la comodità. La ricchezza è assai lodevole purchè sia ricca l’intera popolazione. Ma se pochi possiedono patrimoni esorbitanti, mentre gli altri sono poveri, e da quella ricchezza non vengono nè frutti nè benefici, allora essa è solo uno svantaggio per chi la detiene. Se d’altro canto è spesa per la promozione del sapere, per la fondazione di scuole elementari e d’altro tipo, per l’incoraggiamento delle arti e delle industrie, per l’istruzione degli orfani e dei poveri - in breve se è destinata al benessere della società - il suo possessore emergerà dinanzi a Dio e agli uomini come il più eccellente fra coloro che vivono sulla terra e sarà annoverato fra gli abitatori del paradiso".

Le due forze dello Stato: Legislativa ed Esecutiva.

"Inoltre lo stato si basa su due possenti forze, quella legislativa e quella esecutiva. Perno del potere esecutivo è il governo, di quello legislativo sono i dotti - e se questa seconda grande colonna portante si rivelasse difettosa, come potrebbe lo stato reggersi in piedi?

Dato che attualmente è difficile trovare persone cosi completamente evolute e universalmente colte, mentre il governo e il popolo hanno estremo bisogno di ordine e direzione, è essenziale formare un corpo di studiosi esperti in ciascuno dei summenzionati rami del sapere. Questo corpo deve deliberare con grande energia e vigore su tutte le esigenze presenti e future e promuovere l’equilibrio e l’ordine".

Caratteristiche dei membri del Parlamento e del Governo

"Quanto a coloro che qua e là sono considerati guide del popolo: essendo questo solo l’inizio del nuovo processo amministrativo, essi non sono sufficientemente educati per avere l’esperienza del delizioso gusto del dispensare giustizia, o per aver provato l’esultanza del promuovere l’equità, o aver bevuto alle fonti di una coscienza cristallina e di intenzioni sincere. Non hanno ben capito che il supremo onore e la vera felicità dell’uomo sono il rispetto di se stesso, nobili intendimenti e scopi, integrità e qualità morali, immacolatezza di mente. Si sono invece immaginati che la sua grandezza consista nell’accumulare beni terreni, ricorrendo a qualunque mezzo disponibile".

"...quegli eminenti e onorevoli ministri dello stato e quei deputati che pongono il volere di Dio al di sopra del proprio e che con il loro acume e la loro saggezza amministrativa nella conduzione del loro ufficio - innalzano la scienza del governo a nuove vette di per- fezione. Essi brillano nel mondo dei dotti come fari di sapere; in loro, pensieri, atteggiamenti e azioni denotano patriottismo e solleci- tudine per l’avanzamento del Paese. Paghi di un modesto stipendio, dedicano giorno e notte all’esecuzione di importanti compiti e alla formulazione di metodi che assicurino il progresso del popolo. Con l’efficacia dei loro saggi consigli, la validit. dei loro giudizi, hanno fatto si che il loro governo divenisse un esempio da emulare per tutti i governi del mondo. Della loro capitale, hanno fatto un centro focale di grandi imprese mondiali, hanno ottenuto la distinzione, conseguendo un altissimo grado di eminenza personale e toccando le più eccelse vette della reputazione e del carattere".

"Il secondo attributo della perfezione è la giustizia e l’imparzialità Ciò significa non tener conto di benefici personali ed egoistici vantaggi e applicare le leggi di Dio senza minimamente preoccuparsi di nient’altro. Significa vedere se stessi soltanto come uno dei servi di Dio, Colui Che tutto possiede e - a parte l’aspirazione alla distinzione spirituale - non cercare mai di distinguersi dagli altri. Significa considerare il benessere della comunità come il proprio. Significa, in breve, reputare l’umanità come un individuo e se stessi come una delle parti di quella forma corporea ed essere convinti che se un dolore o una lesione affligge un membro di quel corpo, ne deriva inevitabilmente una sofferenza per tutte le altre. Il terzo requisito della perfezione è quello di prodigarsi con completa sincerità e purezza d’intenti per educare le masse: compiere il massimo sforzo per istruirle nei vari rami del sapere e nelle scienze utili, caldeggiare lo sviluppo del progresso moderno, ampliare le dimensioni del commercio, dell’industria e delle arti, favorire quelle misure che accrescono il benessere del popolo. Infatti le masse ignorano questi vitali strumenti che costituiscono un pronto rimedio delle croniche infermità della società".

"Il terzo elemento della frase in discussione è ’frenare le passioni’.

Quali meraviglie nelle implicazioni di queste esaurienti parole ingannevolmente facili. Qui si trova la base di ogni qualità umana degna di lode; in verità, qui sono racchiuse la luce del mondo e le basi inespugnabili di tutti gli attributi spirituali degli esseri umani; qui è l’ago della bilancia di tutto il comportamento, lo strumento per mantenere in equilibrio tutte le buone qualità dell’uomo.

Infatti il desiderio è una fiamma che ha ridotto in cenere la messe d’innumerevoli vite di dotti, un fuoco divoratore che nemmeno il vasto mare del loro sapere accumulato avrebbe potuto spegnere.

Quante volte è successo che una persona fornita di tutti gli attributi umani e dotata del gioiello della vera comprensione inseguisse nondimeno le proprie passioni, finchè avendo le sue eccellenti qualità oltrepassato la moderazione essa fu trascinata agli eccessi. Le sue intenzioni pure divennero malvagie, i suoi attributi non furono più degnamente usati e la forza dei desideri la sviò dalla rettitudine e dalle sue ricompense verso strade pericolose e scure. Un buon carattere, agli occhi di Dio, dei Suoi prescelti e di coloro che sono dotati d’intuito, è la cosa più eccellente e degna di lode, ma sempre a patto che suo centro di emanazione siano la ragione e il sapere e sua base la vera moderazione. Se dovessimo sviluppare le implicazioni di questo tema come meritano, l’opera si allungherebbe troppo e si perderebbe di vista il nostro argomento principale. Tutti i popoli d’Europa, malgrado la loro vantata civiltà, affondano e annegano in questo spaventoso mare di passione e desiderio:

ecco perchè tutte le manifestazioni della loro cultura finiscono in niente. Nessuno si meravigli di questa affermazione, nessuno la biasimi. Lo scopo principale, l’obiettivo fondamentale per cui vengono emanate potenti leggi e formulati grandi principi e istituzioni riguardanti ogni aspetto della civiltà è la felicità umana; e tale felicità consiste solo nell’avvicinarsi sempre più alla Soglia dell’Onnipotente Iddio e nell’assicurare la pace e il benessere di ogni membro nobile e umile della razza umana.

E i mezzi supremi per raggiungere questi due obiettivi sono le eccellenti qualità di cui l’umanità è stata dotata. Una cultura superficiale che non sia sorretta da una raffinata moralità è ’visione confusa in sogno’ e senza perfezione interiore il lustro esteriore è ’come miraggio nel deserto, miraggio che l’assetato crede acqua’. E infatti, con la mera civiltà esteriore, non si potranno mai conseguire risultati che ottengano l’approvazione di Dio e assicurino la pace e il benessere dell’uomo. Felice l’anima che dimentica il proprio bene e, come prescelti da Dio, gareggia con il prossimo nel servire il bene comune, finchè, rafforzata dalle benedizioni e dalle perpetue confermazioni di Dio, essa non sia abilitata a sollevare questa possente nazione alle sue antiche vette di gloria e a restituire a questa terra inaridita la dolcezza di una nuova vita e ad ornare, quale primavera dello spirito, l’albero della vita umana, con fresche foglie, boccioli e frutti di una gioia benedetta".

L’importanza del processo di educazione del popolo è fondamentale per vincere la corruzione.



Ogni Governante inoltre deve ricordare che la giustizia comporta ricompense e punizioni. Questo è, in parte, quanto viene espresso negli Scritti Bahà’i.

"Sappi in verità" afferma significativamente "che queste grandi oppressioni che si sono verificate nel mondo lo preparano all’avvento della Suprema Giustizia". "Dite" afferma ancora "Egli è apparso con quella Giustizia con cui l’umanità è stata adornata, eppure le genti sono per la maggior parte addormentate".

"Luce dell’uomo è la Giustizia;" asserisce inoltre "non spegnetela con i venti contrari del sopruso e della tirannia; scopo della giustizia è l’apparizione dell’unità fra gli uomini".

"Non v’è radiosità" Egli dichiara "che possa confrontarsi con quella della giustizia. L’organizzazione del mondo e la tranquillità dell’umanità dipendono da essa". "O genti di Dio!" esclama "Ciò che ammaestra il mondo è la Giustizia, perchè essa è sorretta da due colonne, ricompensa e punizione. Queste due colonne sono fonti di vita per il mondo". "Giustizia ed equità" altresi afferma "sono due custodi a protezione dell’uomo. Esse sono apparse abbigliate nei loro possenti e sacri nomi per conservare la rettitudine nel mondo e proteggere le nazioni". "Svegliatevi, o uomini", recita il Suo solenne monito "in attesa dei giorni della giustizia divina, poichè adesso l’ora promessa è giunta. Attenti che non manchiate di comprenderne l’importanza ed essere cosi annoverati fra coloro che errano". "Si avvicina, perciò, il Giorno" ha scritto "in cui i fedeli mireranno la Stella Mattutina della Giustizia brillare in tutto il suo splendore dall’Alba della Gloria".

"L’affronto che Mi si è fatto subire" sottolinea significativamente "ha scoperto la gloria della quale era stata investita l’intera creazione e per mezzo della crudeltà che ho sopportato si è manifestata la Stella Mattutina della Giustizia diffondendo il suo splendore sugli uomini". "Il mondo" ha ancora scritto "è in grande scompiglio e le menti dei suoi abitanti in stato di completa confusione. Supplichiamo l’Onnipotente che Si degni di illuminarli con la gloria della Sua Giustizia e che permetta loro di scoprire ciò che gioverà loro in ogni occasione e circostanza".

E ancora: "Non v’è alcun dubbio che se l’astro della giustizia, che le nubi della tirannia hanno oscurato, diffondesse la sua luce sugli uomini, la faccia della terra verrebbe completamente trasformata".



Per quanto riguarda, poi, quali scopi i Governanti debbano perseguire nelle riunioni di Governo, Bahà’u’llàh, tra l’altro, afferma:

"O rappresentanti del popolo eletti in ogni terra! Unitevi e consultatevi, a che il vostro intento sia soltanto quello di giovare all’umanità e migliorarne le condizioni, se siete di coloro che osservano con profitto. Paragonate il mondo al corpo umano che, benchè sano e perfetto al momento della creazione, è ora affetto, per cause diverse, da gravi disturbi e da malattie. Neppure per un solo giorno ha trovato pace, anzi, la sua malattia si è sempre più aggravata perchè è stato abbandonato a medici ignoranti, intenti soltanto a dare libero sfogo ai loro piaceri personali, e che hanno ommesso penosi errori. E se, alle volte, in seguito alla cura di un abile medico, un membro di quel corpo è guarito, altri sono rimasti affetti dal male come prima. Questo vi rivela l’Onnisciente, il Sapientissimo. Noi lo vediamo, oggi, alla mercè di governanti cosi ebbri d’orgoglio che non riescono a scorgere chiaramente i loro veri interessi e tanto meno a riconoscere una Rivelazione tanto sbalorditiva e ardita. Ogni qualvolta uno di loro si è accinto a migliorarne le condizioni, il suo intento, confessato o no, è stato quello del proprio tornaconto, e la indegnità di questo scopo ne ha limitato il potere di guarigione o di cura. Ciò che il Signore ha ordinato quale sovrano rimedio e come il più possente strumento per la guarigione di tutta l’umanità, è l’unione di tutti i suoi popoli di una Causa universale ed in una Fede comune. Ciò può ottenersi soltanto per mezzo di un Medico abile, potentissimo e ispirato. Questa soltanto è la verità e tutto il resto non è che errore...".



Giovedý, 14 febbraio 2008