"lettere dal palazzo"
Ottopermille, concordato : che fare?

di Lidia Menapace

12 novembre 2007

Tutto ciò premesso (cioè premesso quello che avevo scritto nella lettera precedente, conclusa con la sgarbata confessione finale della quale mi scuso ancora, ma mi veniva su dai precordi) vediamo che cosa si può fare di utile e non solo di dimostrativo sul tema della laicità dello stato. Una azione politica -come si sa- non basta che sia giusta, deve anche avere una qualche efficacia. E l’efficacia passa attraverso procedure previste dalle varie istituzioni.

Se ad esempio uno di noi chiede la parola sull’ottopermille, e chi presiede (era Calderoli) nega la parola perchè la materia è concordataria e fuori dalle competenze del senato, la parola non viene data, e la decisione del presidente è inappellabile.

Ma perchè Calderoli nega la parola? perchè sa di avere l’appoggio della grande maggioranza dell’aula e di non suscitare nessun allarme sociale se si comporta così.

Allora come si fa? E che obiettivo ci si propone? non certo quello di modificare in aula il regime -mettiamo- dell’ottopermille, ma di contarsi pubblicamente e di mostrare che vi è una minoranza del Senato (successivamente potrebbe essere fatto qualcosa di analogo anche alla Camera) decisa ad agire per modificare alcune delle realizzazioni del Concordato, in modo da costituire un punto di riferimento per una campagna da svolgere non solo in aula, ma anche e soprattutto nella società. Il come è di prendere la parola per aggiungere la firma all’odg dei socialisti, e spiegare perchè lo si vuole fare: il governo potrebbe accettare l’odg (un odg non si nega a nessuno!) e così si sarebbe ottenuta una qualche legittimazione e soprattutto sarebbe infranto il tabù che copre il Concordato. Sulla laicità occorre costruire una vera campagna perchè il tasso di laicità è molto diminuito e l’attenzione sociale è molto bassa. La Chiesa ha segnato un successo considerevole sul terreno del potere.

Ho raccontato tutto questo perchè ci si renda conto delle difficoltà reali, che del resto rispecchiano un paese che non è molto affine a come ci piacerebbe che fosse. Altrimenti perchè staremmo in un governo nel quale siamo in minoranza e cerchiamo pure di non farci buttar fuori dal disegno che Veltroni sta mettendo in moto alle spalle di Prodi e molto più a destra di lui?

Molti e molte a questo punto tornano fuori con il discorso di buttare giù il governo, di uscire, di stare sempre all’opposizione, sempre contro senza se e senza ma. Dato che ho preso l’andazzo (e spero di concluderlo presto) di dire cose sgradevoli, credo di dover aggiungere che questo atteggiamente (stare all’opposizione, non cercare mediazioni, disobbedire ecc.ecc.) ha un nome : complesso di Peter Pan, il bambino che non vuol crescere, non vuole assumersi responsabilità, diventare adulto. Appunto.



Lunedý, 12 novembre 2007