Perche’ votare, votare per che

di stanislao arditi e oliviero lorelli

1. L’errore peggiore

L’errore peggiore per le persone amiche della nonviolenza, l’errore peggiore per le persone impegnate per i diritti delle oppresse e degli oppressi, l’errore peggiore sarebbe non votare.

Poiche’ chi, pur avendone una non disonorevole possibilita’ di esercizio in condizioni di almeno formale condivisa democrazia, non vota, ebbene, con cio’ stesso di fatto ciecamente delega altri a decidere anche per lui, rinuncia a un diritto e a una responsabilita’, rinuncia ad esercitare un legittimo potere, un giusto dovere, a far valore la propria ragione.

Poiche’ chi non vota lascia che a fare le leggi siano solo i rappresentanti che lui non sceglierebbe.

Poiche’ chi non vota lascia che ad amministrare la cosa pubblica siano solo i rappresentanti che lui non sceglierebbe.

Poiche’ chi non vota lascia che ad usare le pubbliche risorse (e sono immense, e se usate a fini buoni potrebbero di molto migliorare la vita di tutti, cosi’ come se usate a fini cattivi molto peggiorarla - come usualmente accade) siano solo i rappresentanti che lui non sceglierebbe.

Quindi l’errore peggiore sarebbe non votare.

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2. Votare per gli assassini? No, grazie

Ma deciso che votare e’ necessario, a cosa e’ necessario?

E’ necessario votare per contrastare, con la forza della democrazia, con la forza della legalita’, i poteri criminali, i crimini dei potenti, il potere del crimine.

E’ necessario votare contro la guerra, che le persone uccide.

E’ necessario votare contro il razzismo, che le persone uccide.

E’ necessario votare contro lo sfruttamento onnicida, che le persone uccide.

E’ necessario votare contro la devastazione dell’ambiente casa di tutti, devastazione che le persone uccide.

E’ necessario votare contro il maschilismo che nega piena dignita’ umana a meta’ dell’umanita’ e le persone uccide.

E’ necessario votare contro il regime della corruzione e il potere mafioso che impediscono la civile convivenza, e uccidono le persone.

E’ necessario votare per affermare il riconoscimento di tutti i diritti umani a tutti gli esseri umani.

Quindi: votare per gli assassini? No, grazie.

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3. Dall’orbace all’arlecchinata

Diciamolo in lingua corrente: i partiti che hanno acquistato la loro compartecipazione alla spartizione del bottino frutto del saccheggio delle pubbliche risorse dando il loro consenso all’immane massacro di cui consiste la guerra afgana, questi partiti noi li chiamiamo assassini.

I partiti che hanno acquistato la loro compartecipazione alla spartizione del bottino frutto del saccheggio delle pubbliche risorse dando il loro consenso alla persecuzione nei confronti dei migranti, con i campi di concentramento, le deportazioni che consegnano le vittime in fuga nelle mani degli aguzzini loro, la complicita’ con le mafie schiaviste, questi partiti noi li chiamiamo assassini.

Questi partiti, pressoche’ l’intero panorama parlamentare, dall’estrema destra neonazista fino alla ex-sinistra arlecchinesca, non devono essere votati.

Poiche’ votare per il crimine e’ complicita’ con il crimine.

Poiche’ votare per gli assassini e’ complicita’ con la disumanita’.

Votare per i partiti della guerra e del razzismo e’ la fine della democrazia, la fine della legalita’, la fine della dignita’.

Votare per i partiti della guerra e del razzismo e’ il trionfo della barbarie.

Non c’e’ peggior crimine dell’uccidere esseri umani. E la guerra appunto consiste nell’uccidere esseri umani sulla piu’ ampia scala. E il razzismo appunto consiste nel negare la piena umanita’ degli esseri umani del razzismo vittime, ed anche quando ancora non li uccide ne prepara l’uccisione.

Non si puo’ votare per i partiti della guerra e del razzismo: dalla destra neonazista alla ex-sinistra arlecchinesca.

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4. Quello che resta

Non resta molto, a sinistra della ex-sinistra.

E quindi chi come noi vorrebbe pur votare, quali liste puo’ votare?

Non quelle di chi con linguaggio da caserma inneggia al razzismo e alla brutalita’.

Non quelle di chi non prova vergogna a reiterare ideologie e prassi totalitarie, militariste, disumananti.

Non quelle di chi predica e pratica l’irresponsabilita’.

Cosa resta allora, a sinistra della ex-sinistra, che si possa votare? Non resta molto. Qualcosa v’e’. Ad ogni persona cercare e trovare tra quello che resta a sinistra della ex-sinistra le liste e le candidature in testa di esse che al suo sentire piu’ si confacciano e che abbiano dato prova negli scorsi anni di essere contro la guerra e il razzismo.

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5. Cio’ che e’ possibile

Votare occorre, se appena e’ possibile.

Ma votare e’ necessario, quindi deve essere anche possibile.

Per contrastare il golpe berlusconiano e la resa ad esso della ex-sinistra. Per contrastare il superpartito della guerra e del razzismo. Per tenere aperti spazi di democrazia, di legalita’, di liberta’, di decenza, di speranza di liberazione e misericordia.

Votare per segnalare la tensione a una sinistra nuova, e insieme antica: ecologista, femminista, nonviolenta, antirazzista e antimafia, socialista e libertaria. Essa non ha in queste elezioni politiche sue liste. Ma qualche candidatura almeno in alcune zone d’Italia pur c’e’ in testa di lista di liste che si oppongono alla guerra. E’ gia’ un segno.

Cosi’ come argomento’ una volta il nostro Leopardi, che affinche’ una biblioteca fosse buona non era necessario che ci fossero molti libri, bastava che non ve ne fossero di malvagi; ugualmente in queste elezioni anche se non vi sono liste della nonviolenza, si puo’ votare per quelle liste che abbiano in testa di lista persone che abbiano dato prova di essere contro la guerra e contro il razzismo, e comunque - ed e’ quel che puo’ conta - si puo’ votare contro le liste dei partiti che hanno votato per la guerra e per il razzismo; contro i partiti che hanno votato la legge Turco-Napolitano che ha riaperto i campi di concentramento in Italia e la Bossi-Fini che li ha confermati; contro i partiti che hanno votato per la partecipazione militare italiana alla guerra terrorista e stragista in Afghanistan.

Se appena e’ possibile, votare occorre.

E deve essere possibile, poiche’ e’ necessario.

Tratto da
Notizie minime de
La nonviolenza è in cammino


proposto dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza

Direttore responsabile: Peppe Sini.
Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

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Numero 405 del 25 marzo 2008



Mercoledý, 26 marzo 2008