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www.ildialogo.org La sorpresa positiva - il referendum antinucleare si fa,A cura di Alfonso Navarra

La sorpresa positiva - il referendum antinucleare si fa

A cura di Alfonso Navarra

Ne discutiamo Mercoledi 1 giugno in via Borsieri, Milano, c/o Spazio Kronos (ore 18.00)


E' un periodo di buone notizie e di svolte positive, come dimostra la vittoria di Giuliano Pisapia a Milano.

Può persino succedere che la Cassazione, domani, non cassi il referendum sul nucleare.

I giudici dovrebbero trovare un certo coraggio, di cui, finora, il più delle volte non hanno dato prova.

Ma è dificile che avvenga, vedi l'articolo di Qualenergia nell'articolo sotto riportato .

Comunque sia, le urne il 12 e 13 giugno sono aperte per gli altri quesiti sull'acqua pubblica esul legittimo impedimento; e questa scadenza, fortunatamente, è sicura.

Noi la propaganda antinucleare la proseguiamo lo stesso perchè abbiamo una occasione in cui farla confluire verso uno sbocco utile: il quorum ai referendum.

Per l'intanto ci vediamo, come ogni mercoledi (gli aperitivi "NO NUKE"), alle 18.00, in via Borsieri, 12, a Milano, per discutere, da cittadini attivi e sensibili, il che fare.

Se il referendum sul nucleare si fa, a Milano, ci sono le ultime scadenze per cui lavorare: ad esempio il 5 giugno in piazza Duomo, il 10 giugno in piazza Leonardo Da Vinci, davanti al Politecnico...

Abbiamo dei manifesti da attacchinare e del materiale da distribuire. E' bene che andiamo in giro con le spillette antinucleari sulle camice o sulle magliette. Si viene in via Borsieri anche per ritirare del materiale di propaganda.

Se invece venisse scippata la scheda sul nucleare, ovviamente ci si reca comunque a votare, il 12 e 13 giugno, sugli altri quesiti, attribuendo anche un significato democratico generale al nostro voto: dobbiamo ribadire che la sovranità effettiva appartiene al popolo!

Vi sono poi delle proposte che circolano che andrebbero esaminate: lasciare un bigliettino ai seggi, organizzare delle "cabine autogestite", installare in permanenza delle "tende della democrazia" a Piazza Montecitorio (e nelle principali piazze del Paese)...

La lotta, in ogni caso, dobbiamo comprenderlo, resta di lunga durata: i nuclearisti non molleranno, possiamo scommetterci. Il nucleare, a livello mondiale, è sospinto da potentissimi interessi militari e industriali: Fukushima non basta, purtroppo, per chiudere la partita.

Alfonso Navarra - coportavoce Coordinamento Energia Felice

cell. 340-0878893 - tel. 02-58101226

 
Referendum nucleare: ora, mai o l'anno prossimo?
di Giulio Meneghello (Qualenergia 30-5-11)

Il d.l. omnibus è in Gazzetta. Mercoledì la Cassazione deciderà se basta a cancellare il referendum o se si dovrà votare sul nuovo testo. In questo caso il rischio è che il voto slitti all'anno prossimo per problemi tecnici. Perché il 12 -13 giugno si voti anche sul nucleare resta la possibilità del giudizio della Consulta sul conflitto d'attribuzione, il 7 giugno.

Il 12 ? 13 giugno potremo decidere sul nucleare? Dovremo rassegnarci al fatto che il Governo lo ha già fatto per noi? O forse per votare dovremo attendere un anno per "motivi tecnici"? Sembra proprio che non lo sapremo fino a pochi giorni dai referendum, ma le speranze di potersi esprimere il 12 ? 13 sono sempre più fragili.

Il decreto omnibus, che contiene le modifiche che dovrebbero annullare il quesito referendario, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, sul numero 122 del 27 maggio (lo trovate in allegato). La possibilità che Napolitano vi rilevasse dei profili di incostituzionalità e non firmasse è dunque svanita e ora la palla passa alla Cassazione. Anche se questa dovesse decidere che gli italiani possono esprimersi comunque sul nucleare attraverso il referendum, ci sono però rischi concreti che la consultazione slitti per problemi tecnici, come la stampa delle schede. Che il 12 ? 13 gli italiani riescano a dire la loro sull'atomo dunque appare sempre più difficile. L'ultima speranza sembra restare un ribaltamento dell'ultimo minuto, tramite il giudizio della Corte costituzionale sul conflitto di attribuzione, atteso per il 7 giugno.

Mercoledì l?ufficio centrale elettorale presso la Corte di Cassazione deciderà se il d.l. basti a cancellare il quesito referendario. Come abbiamo già spiegato su queste pagine (Qualenergia.it, Referendum nucleare, approvato il decreto omnibus. E ora?), la Cassazione ? in base alla sentenza 68/1978 della Consulta - dovrà stabilire se l'emendamento "colpisce i principi ispiratori della disciplina preesistente". Ossia valutare se cancella completamente il programma di ritorno al nucleare o se lo rimanda semplicemente. A leggere l'emendamento sembrerebbe più realistica la seconda possibilità: il governo si riserva di tornare sulla questione entro dodici mesi. Anzi, come hanno segnalato in molti, il nuovo testo renderebbe ancora più facile in futuro costruire le centrali. Anche le dichiarazioni di Berlusconi del 26 aprile parlano chiaro (Qualenergia.it, Berlusconi "confessa": lo stop al nucleare è solo un trucco). Ma, come ci ricordano i costituzionalisti che abbiamo sentito, la Cassazione dovrà decidere sul testo dell'emendamento e non sulle parole del premier.

Anche se la Cassazione dovesse decidere che le modifiche introdotte con il d.l. omnibus non sono sufficienti a cancellare il referendum, poi, sarà comunque molto difficile che si riesca votare il 12 - 13 giugno, in corrispondenza dei referendum su acqua e legittimo impedimento. Come spiegano a Qualenergia.it i parlamentari e costituzionalisti sentiti, infatti, ci si scontrerebbe con tempi tecnici che renderebbero l'eventualità quasi impossibile: il quesito riguarderebbe le nuove norme, ossia l'emendamento al d.l. omnibus, e dunque si dovrebbero ristampare i milioni di schede elettorali. Oltre a questo ci sarebbe il problema di far votare di nuovo gli italiani all'estero, che al momento stanno già esprimendosi, ma sul vecchio quesito.

Molto probabilmente dunque la consultazione sul nucleare slitterà per questi motivi tecnici: a decidere sarà il Ministero degli Interni, lo stesso che ha stabilito che i referendum, anziché accorpati alle amministrative, si facciano il primo week end dopo la chiusura delle scuole e l'ultimo possibile per il 2011. La legge sui referendum stabilisce infatti che questi si tengano tra il 15 aprile e il 15 giugno: se il voto sul nucleare fosse posticipato per i motivi tecnici sopracitati non si terrebbe dunque prima di un anno. E il 12 e 13 giugno la consultazione riguarderebbe solo acqua e legittimo impedimento, rendendo più arduo raggiungere il quorum. "La strategia del Governo per affossare i referendum è stata pensata molto bene", commenta amaro a Qualenergia.it Ermete Realacci, parlamentare Ecodem.

Ma se il referendum al momento è fortemente a rischio non tutto è perduto. Altri due i possibili scenari: mercoledì la Cassazione potrebbe decidere di chiedere alla Corte costituzionale un giudizio sulla legittimità costituzionale del d.l. omnibus. Se la Consulta stabilisse che il d.l. è incostituzionale si voterebbe rispondendo al vecchio quesito, ma è "molto difficile", spiega a Qualenergia.it il costituzionalista Alberto Lucarelli, che la eventuale decisione arrivi in tempo.

Il costituzionalista ripone molte più speranze, invece, su un altro giudizio della Corte Costituzionale, quello sul conflitto di attribuzione tra Comitato referendario e Parlamento, che arriverà il 7 giugno. Il Comitato in fase referendaria è infatti equiparato a un organo dello Stato e ritiene che l'emendamento sia lesivo delle proprie prerogative e della sovranità popolare, perché impedirebbe il referendum. Se la Cortaccogliesse il ricorso potrebbe annullare il provvedimento, e si andrebbe al referendum il 12 e il 13, votando il vecchio quesito.

Che possibilità ci sono che accada?. "Un caso analogo è già successo nel '78 ? spiega a Qualenergia.it il costituzionalista Marco Giampieretti ? e la Consulta decise in favore dei promotori del referendum sulla legge 152/75, sull'ordine pubblico, modificata all'ultimo momento in Parlamento". Anche per Lucarelli "che la Corte decida a favore del Comitato è probabile, perché qui il giudizio sarebbe meno tecnicistico e più ampio, si andrebbe cioè a valutare la volontà che sta dietro al decreto, anziché il senso stretto del testo". Meno fiducioso Ermete Realacci. Non ci resta che aspettare, dato che l'unica cosa sicura è che se gli italiani potranno esprimersi sull'atomo non sarà dato saperlo con certezza fino a meno di quattro giorni dall'eventuale voto.

Allegati - Decreto omnibus - Legge 26 maggio 2011 n. 75

L'articolo 5 e' sostituito dal seguente:

«Art. 5. (Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari). - 1. Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare.

(Si abrogano quindi le norme vigenti di attuazione dei piani nucleari)

7. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 31, come modificato dal comma 5 del presente articolo, e' adottato entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

8. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la Strategia energetica nazionale, che individua le priorita' e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitivita' del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilita' ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei Ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell'Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali».



Marted́ 31 Maggio,2011 Ore: 15:15
 
 
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