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Sentenza di primo grado per don Paolo Turturro

 

Abusi sui ragazzini, sei anni a Turturro

Decisive le accuse di due parrocchiani
di Romina Marceca
 
Don Paolo Turturro per anni è stato considerato un prete antimafia per il suo impegno contro i boss di Palermo che più volte invitò a pentirsi dal pulpito, scortato per difendersi dalla vendetta di Cosa nostra. Poi l´ombra dell´accusa più infamante per un prete, quella di essere un pedofilo in tonaca e di avere fatto avance, baciato, abusato di due suoi piccoli parrocchiani.

Ieri l´epilogo, nel processo di primo grado, con la condanna a sei anni e mezzo, il risarcimento per 50 mila euro e l´interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. Il pm Alessia Sinatra aveva chiesto la condanna a 9 anni. La sentenza è stata emessa dopo quasi otto ore di camera di consiglio dalla seconda sezione del Tribunale, presieduta da Bruno Fasciana, a latere Cristina Russo e Tanja Hmeliak.

Concesse le attenuanti generiche. Alla lettura del dispositivo era presente la mamma di uno dei due bambini che sarebbero stati abusati. La donna è svenuta e soccorsa tra i banchi. Non c´era invece il prete che ha deciso di attendere la sentenza pregando nella chiesa Madonna del Ponticello. Il presidente Fasciana ha anche deciso la trasmissione alla Procura degli atti di un ragazzo, Benedetto P., per la testimonianza resa durante il processo in aula. Per il giovane si profila l´iscrizione nel registro degli indagati.

Un grosso macigno quello che si è abbattuto sulla testa dell´ex parroco di Santa Lucia nel Borgo Vecchio. Le accuse negli anni sono arrivate proprio dai bambini della sua parrocchia. Durante il processo, deponendo in aula, altri ragazzini hanno ritrattato o ridimensionato le accuse mosse al prete durante le indagini. Non hanno cambiato versione invece le due presunte vittime.

«Quando leggeremo le motivazioni della sentenza decideremo cosa fare», dice Giuseppe Gervasi, l´avvocato che insieme con Ninni Reina, difende il prelato. I fatti si sarebbero verificati tra il 2000 e il 2001. Due bambini tra i dieci e dodici anni dichiararono di essere stati vittima delle attenzioni particolari del sacerdote, uno nei corridoi della parrocchia di Borgo Vecchio, l´altro nella casa adibita a colonia di Baucina dove ha la sua sede estiva l´associazione "Dipingi la pace", fondata da Turturro. Quando l´indagine del pm Alessia Sinatra e della sezione minori della polizia era arrivata a maturazione, nel 2003, Turturro era stato allontanato dalla provincia di Palermo.

Nel dicembre del 2006, dopo la revoca del provvedimento del gip, è tornato in città e gli è stato affidato l´incarico di cappellano ospedaliero. Il processo iniziò poi nel 2005 ed è durato quattro anni. Il sacerdote antimafia, nato a Giovinazzo in provincia di Bari e lontano parente dell´attore italoamericano John Turturro, ha sempre sostenuto di essere stato accusato ingiustamente. Rimane nella memoria la sua deposizione davanti ai giudici: «Al Borgo mi chiamavano «sbirro» per la mia vicinanza con i magistrati e le forze dell´ordine e «frocio» per il timbro della mia voce e per il mio modo di esprimermi. Non ero certo uno molto amato, c´erano pregiudizi nei miei confronti, cosa che potrebbe avermi creato questo tipo di fama».
(18 luglio 2009)


Domenica 19 Luglio,2009 Ore: 17:15
 
 
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La questione dei preti pedofili

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