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LA POESIA COME ESALTAZIONE DEL BELLO

manifesto dinanimista di Zairo Ferrante


“Già vivere in dignità e controcorrente, oggi, è Arte”.
Queste sono le parole della scrittrice Giovanna Mulas, che da qualche tempo, come goccia sulla roccia, stanno “scavando” nella mia anima.
Vivere controcorrente è già arte, ma forse anche vivere l'arte è già essere controcorrente!
Ecco che, in “contrapposizione” a tutti quelli che continuano a relegare la sublime Arte in un angolo facendola diventare materia d'élite, io con questi pochi righi, voglio reclamare l'importanza della Poesia e per l'uomo e, soprattutto, per la società.
Poesia come arte del cercare, Poesia come voce dell'anima, Poesia come arma contro la banalità e la superficialità.
Alla domanda che cos'è per te la Poesia, io rispondo: “la poesia esiste ed è la Madre buona di tutte le cose del Mondo”.
Infatti una Mamma attenta che conosce bene tutti i propri figli, è in grado di andare oltre i loro abiti dismessi macchiati d'erba, oltre il grasso di bicicletta che segna i loro volti ed è, soprattutto, in grado di perdonare i comuni ed innocenti pasticci dei suoi figli buoni per arrivare, così, in fondo al loro animo e tirar fuori quello che di buono e puro vi si racchiude.
Affinché questo possa essere d'esempio per gli altri fratelli che vogliono imparare e percorrere la giusta via.
Così, anche la poesia è in grado di raggiungere l'essenza di tutte le cose del mondo, superando la barriera dell'apparenza ed esaltando quello che di buono vi è nascosto.
Affinché l'umanità possa avere un piccolo sentiero ben tracciato.
Di per contro, un Madre amorevole che vuole il bene dei propri figli, mai si sognerebbe di esaltare le qualità del figlio cattivo, se non per monito nei confronti degli altri affinché non seguano la stessa sua smarrita strada.
Proprio come la Poesia, che mai si sognerebbe di cantare ed onorare il brutto delle cose o l'atto criminale, gratuito e non eroico se non per condannarlo.
E qualora si verificasse il contrario di quanto appena detto, certamente gli uomini giusti non parlerebbero più di poeta e poesia ma di perverso e perversione.
Quindi la Poesia, proprio come una dolce Madre, non può che essere amata dai “figli buoni” che la considerano una guida verso il vero e verso il bello e non può che essere temuta dai “figli cattivi” che, invece, la considerano giudice ed arma pronta a smascherarli, condannarli ed eventualmente punirli.
Inoltre, se si è figlio buono, non occorre necessariamente capire quello che una buona Mamma (o Poesia) vuole dire; spesso basta solo saperla ascoltare lasciandosi per mano accompagnare.
 
http://zairoferrante.xoom.it/    (sito personale)
 
23-06-2010
 
 


Sabato 17 Luglio,2010 Ore: 14:59
 
 
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