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www.ildialogo.org "Dalla catechesi all'educazione civica".,di Mario Mariotti

"Dalla catechesi all'educazione civica".

di Mario Mariotti

C'è un male strutturale alla natura, al creato: malattia, vecchiaia, morte; e c'è un male strutturale ai giudizi, scelte e comportamenti dell'uomo: violenza, sfruttamento, egoismo, ingiustizia, emarginazione, contaminazione e via di seguito. Al primo tipo di male ci si oppone con la ricerca scientifica è, pian piano, partendo dai vaccini e arrivando agli ultimi ritrovati per le patologie oncologiche, cardiache e da invecchiamento si riesce ad allungare la vita al prossimo ed anche a migliorarne la qualità. Qui il discorso è aperto, perché malattie, vecchiaia e morte vengono solo allontanate, ma se noi pensiamo alla durata della vita media nei secoli passati ci rendiamo conto della quantità e qualità dei progressi compiuti, purtroppo oggi riservati solo ai Paesi ricchi.
Al secondo tipo di male ci si dovrebbe opporre attivando una pedagogia che riuscisse a formare le nuove generazioni ad un modo di giudicare, scegliere e comportarsi che fosse strutturalmente solidale, cioè ispirato all'uguaglianza, alla fraternità, alla giustizia, ad un tipo di libertà che convivesse, fosse interconnessa coi precedenti Valori.
La storia ci dimostra che questo tipo di pedagogia è ancora pura fantascienza, per cui oggi, ad uno strepitoso sviluppo tecnologico, si contrappone una micidiale stagnazione, e spesso anche un disastroso regresso, in rapporto alla qualità dell'uomo. Le religioni ci hanno provato, e ci stanno provando anche oggi, a formare dei fedeli-credenti in grado di migliorare l'inferno di questo nostro mondo; ma hanno sbagliato e stanno sbagliando anche loro in termini strutturali. Pongono Dio da una parte, l'uomo dall'altra, in mezzo le caste sacerdotali ad insegnare all'uomo ad avere i favori di Dio. Parlano a lui di salvezza; ma non si sa da cosa Dio ci salverebbe, ne il luogo dove essa salvezza si realizzerebbe, dato che il luogo il non-luogo dell’al di là. Per quanto riguarda i due tipi di male, se ci riflettiamo, prendiamo coscienza che il Dio religioso non dà, e non può dare risposta a nessuno dei due. Se infatti Lui fosse creatore buono ed onnipotente, in rapporto al creato sarebbe responsabile in quanto Creatore, del casino, del male strutturale alla natura.
Se poi guardiamo alla Sua bontà ed onnipotenza, le vediamo contraddette e negate da Auschwitz, paradigma del male assoluto provocato dall'uomo ed accompagnato dal silenzio di Dio. L'enorme problema del male, senza dubbio va aggredito superando la visione religiosa, e cominciando a concepire Dio come Progetto. E il prob1ema di farlo concepire in tale modo è pedagogico: dovremmo far capire all'uomo, alle nuove generazioni, che noi siamo le mani che possono costruire Dio, che Lo possono far esistere quando i nostri giudizi, le nostre scelte, i nostri comportamenti incarnano la giustizia, perseguono l'uguaglianza, praticano la condivisione ed un tipo di libertà che sia interconnesso ai tre precedenti Valori.
Il Signore, che è laico, ci viene in aiuto, confermandoci che, se noi incarniamo i precedenti Valori, siamo cellule di Dio che sta generando Lui stesso per costruire il Regno; e il tutto in termini strutturali, anche se noi non ce ne rendessimo conto. E dato che la dimensione della realtà è una, ed è la laicità, il nostro compito dovrebbe essere quello di sostituire la catechesi, che dà l'imprinting religioso, con l'educazione civica, che ci verifica sull'incarnazione dei Valori, e permetterebbe l'unificazione del genere umano in una sola grande famiglia, oggi divisa anche a causa delle religioni. Noi, poi, avremmo anche la fortuna di avere una fortissima Costituzione, che richiama il progetto evangelico del Regno; una società egua1itari, solidale, fraterna, fondata sul diritto-dovere umano fondamentale al lavoro, condizione eucaristica per chi crede) tutta ancora da costruire.
La pedagogia per arrivarci, per realizzarla, ci sarebbe, ma noi la rifiutiamo, e ci godiamo l'inferno tecnologicamente avanzatissimo che abbiamo costruito con le nostre mani.



Domenica 21 Luglio,2019 Ore: 16:57
 
 
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