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www.ildialogo.org Qualcosa dovrebbe, rimanere,di Mario Mariotti

Qualcosa dovrebbe, rimanere

di Mario Mariotti

Io, che sono alla fine dell'esperienza della mia vita,m i trovo a vivere dei momenti veramente. difficili e pesanti. Ho combattuto per tutta la vita l'ultimo avversario, e fra poco vincerà lui; ho cercato di vivere più che potevo, la solidarietà nella continuità, e oggi mi sento un marziano; per aiutare a migliorare la vita dei destinatari della mia solidarietà sono rimasto tecnologicamente un fossile, e questo mi crea delle difficoltà; sono rimasto sempre un fossile perché continuo, a credere nella coincidenza del cristianesimo incarnato con il comunismo, e il fossile é rarissimo; ho assistito incredulo ed indignato alla transustanziazione blasfema della Sinistra in Democrazia Cristiana di Destra; ho visto vincere la cultura d'Oltre-Oceano che si fonda sulle nuove forme di evacuazione di mammona; devo sentire bestemmiare che le ideologie sono tutte morte, mentre quella che ha vinto è viva ed è stata elevata a dogma, per cui i miei arcicancheri alla trinità maligna non hanno raggiunto il bersaglio, anzi, lo hanno fatto prosperare; e allora, in questa situazione la mia speranza non trova più un punto cui appoggiarsi, ed è sull'orlo di soffocare.
Niente di più neutro ed innoquo della competizione: niente di più terribile dell'alienazione di coloro che non si rendono conto che essa uccide la compassione, soffoca la presenza di Dio che vive e respira in lei, ci riporta all'homo homini lupus, alimenta quell'individualismo che è la pietra tombale sia della Sinistra, che del Sindacato, che del Cristianesimo stesso; il quale, da progetto da incarnare,diventa psicoterapia consolatoria sia per i perdenti che per i vincenti del sistema. Sento sulla pelle la precarietà della vita; mi chiedo chi raccoglierà la mia memoria storica di Auschwitz, di Villa Martuzzi coi suoi 17 torturati ed assassinati che non hanno trovato chi pagasse per quel crimine blasfemo; rischio di vomitare se vedo le scelte assassine di Trump ai danni dei Palestinesi, della pace nel nostro Pianeta, della stesso ecosistema, perché l'adorazione degli USA per il dollaro ci sta portando al collasso dell'ecosistema stesso.
Vedo uno sviluppo tecnologico dalle potenzialità eccezionali messo in mano a quelle nuove, generazioni che sono state educate e condizionate a rimanere escluse da scelte di solidarietà, di egualitarismo, di un tipo di libertà che includa il rispetto dei diritti umani per "tutti" i cittadini del nostro Pianeta.
Il messaggio dì Einstein sulla necessità che esse siano messe in condizione di raccogliere le eredità positive delle generazioni precedenti di arricchirle di positivo e di consegnarle alle generazioni che verranno diventa sempre di più fantascienza, e la mancanza di memoria storica sta creando le condizioni per un prossimo futuro inferno materializzato nell'al di qua! Anche dal punto di vista teologico io non sto meglio. Nella mia visione l'al di là è al di qua; Dio lo facciamo esistere noi quando amiamo e condividiamo; e quindi esiste dove e quando esiste, e non esiste quando noi facciamo dio di noi stessi.
E cosa dire del creato? All'inizio, era la materia; essa includeva un'intelligenza intrinseca che le ha permesso di organizzarsi in vita, quando si sono verificate determinate condizioni; la sensibilità è partita dalle piante ed è arrivata all'autocoscienza degli uomini passando per la coscienza delle bestioline; ma il, tutto include l'essere per morire, la necessità di soffocare altre vite per mantenere la propria, l'inevitabilità di portare sofferenza in una lotta continua che può far apparire l'essere nati un reato colposo, e la vita stessa una lunga agonia in attesa del nulla. Pur vedendola in questo modo, e facendo la mia parte, io però non mi rassegno: ci vuole qualcuno che alla fine appiani le ingiustizie blasfeme di questo nostro mondo; che riesca a consolare e saziare quei viventi la cui vita è stata satura di sofferenza, e che faccia sperimentare loro il positivo che gli era stato negato prima; che mi faccia rincontrare tutti coloro che sono stati oggetto del mio affetto e delle mie cure.
Io sto vivendo in questa schizofrenia; e cerco di mantenere in essa un equilibrio che sta diventando sempre più precario. Quando si affaccia il buio della disperazione mi faccio forza concentrandomi in quello che è stato, senza che me ne rendessi conto, e che deve essere il tema-generatore della mia esperienza esistenziale: sono venuto al mondo per togliere sofferenza e portare il necessario e la gioia agli altri viventi, i minimi inclusi. Il creato, la vita, l'essere per morire, la sofferenza, la malattia, il dolore innocente, il vivere recando e subendo dolore: tutto questo esiste nell'indifferenza di un creato e nell'alienazione di tanti viventi che si sono adattati adesso adattando sé stessi a lui.
Per me questo è il peccato dei peccati: siamo noi che dobbiamo trovare il senso al macrocasino che ci circonda, e del quale siamo vittime e artefici al tempo stesso. . .
Il dolore ci deve, determinare a costruire un mondo senza dolore. Io ho cercato di fare questo; e questo è anche il progetto che include tutti gli altri nei quali ho speso la mia vita: critica alla trinità maligna, cultura del necessario, solidarietà nella continuità, comunismo scelto in libertà e praticato con amore, conversione dalla religione all'Incarnazione.
Dicono che la pedagogia più efficace sia l'esempio: spero che sia vero, e che sia io stesso a non saper vedere i frutti di quello che ho seminato. In ogni caso l'aver alleggerito il casino a quelli che erano nel casino può e deve essere quello che dà il senso a tutto il resto.



Domenica 07 Ottobre,2018 Ore: 16:36
 
 
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