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www.ildialogo.org "Il Crocifisso: vittima della religione".,di Mario Mariotti

"Il Crocifisso: vittima della religione".

di Mario Mariotti

Come tutti noi sappiamo benissimo, nella realtà di cui facciamo parte si presentano, esistono due tipi di dolore, di sofferenza, di male: quello ontologico, che é strutturale alla natura umana e non solo umana, alla nostra condizione umana esposta alla vecchiaia, alla malattia, alla morte, (condizione di ogni vivente), è il dolore che è strutturale, che è causato dalle scelte maligne degli uomini, che tante volte si determinano come esperti qualificatissimi in cattiveria, crudeltà, carognite acuta e recidiva.

Questi due tipi diversi di dolore implicano due tipi diversi di terapia: al primo si risponde con la ricerca scientifica per trovare i rimedi alle malattie, per rallentare la vecchiaia e via di seguito; al secondo si cerca di rimediare cercando di far capire che siamo dentro tutti quanti ad un unico ecosistema, che siamo interconnessi fra noi e con il creato, che dobbiamo abituarci a fare agli altri ciò che noi stessi vorremmo ricevere da loro. E adesso entriamo nell’argomento, che è il Crocifisso, ed ecco l'ennesima prova dell'alto tasso di alienazione incluse nella lettura religiosa della realtà. La religione, infatti, attribuisce alla croce soprattutto il significato del primo tipo di dolore: il Signore é morto per redimerci dai nostri peccati, per togliere il peccato del mondo, e tutte quante le sofferenze che prima o poi dovremo incontrare nella nostra vita malattie, disgrazie, ingiustizie varie, fanno parte della volontà misteriosa di Dio, ci associano alle sofferenze del Signore, servono per l'espiazione del peccato universale.

La realtà non e affatto questa: il Signore non si e suicidato dando in appalto la sua crocifissione ai benemeriti sacerdoti del Dio di Mosè, che hanno accettato di assolvere a questo ingrato compito a causa della bontà dell'animo loro. Il Signore é stato assassinato dai custodi della Legge perché metteva in discussione il modo religioso di concepire Dio, l'uso religioso che la casta faceva di Dio stesso, poiché serviva non Dio ma, nella sostanza, l'idolo mammona; perché Lui dematerializzava il sacro e sacralizzava la laicità; perché diceva che il sabato é per l'Uomo e non viceversa; perché, in sintesi, voleva liberare l'uomo dalla religione e rivelargli che egli era mani dell'amore di Dio indispensabile a Lui per costruire il Regno.

Io tante volte mi sono chiesto come mai la croce al Signore, sia stata imposta proprio dalla religione, dal potere religioso e non da quello politico, che, nell’arco di tutta la storia umana ha dato esso pure prova della propria crudeltà, malignità, ingiustizia blasfema. Forse perché, in ogni tempo, essi, i due poteri, sono sempre stati e sono tuttora in simbiosi? Forse perché il secondo, il potere politico, per sacralizzare se stesso e difendersi dalla giustizia, si e sempre mascherato nelle forme del primo, che é diventato cosi il primo responsabile del negativo? A cosa allude, cosa ci vuol comunicare la realtà incontrovertibile, l'evento "Gesù assassinato dalla religione?"

Forse Gesù, che è Amore incarnato, Spirito di Dio col corpo, ci vuol far sapere che Dio ha bisogno dell’uomo per prendere esistenza ed operatività fra noi, mentre la religione sussiste come amore disincarnato, rivolto all'Altissimo, per cui è l'uomo ad avere bisogno di Dio e dei sacerdoti che gli insegnano i modi per rispondere a tale bisogno? Forse perché se noi incarniamo l'amore a livello soggettivo, e non denunciamo la simbiosi religione-potere, quest’ultima riesce a transunstanziare il positivo in negativo e finisce col coprire i ricchi ed i potenti che sono i responsabili dell'ingiustizia, dello sfruttamento, della sofferenza a danno degli ultimi, dei non-garantiti del pianeta?

Il significato che la casta da del Crocifisso, che viene spacciato quasi come suicidio, e come decesso dovuto alla crudeltà del destino, non potrebbe far dubitare che esso sia funzionale alla prassi della stessa casta, che serve beatamente Dio e mammona, e, con più precisione, mammona in nome di Dio? Probabilmente il Crocifisso include, annuncia una verità terribile, che il nostro spirito non riesce ancora a sostenere, a metabolizzare: La religione é la radice dell'alienazione umana, essa é potere, e il potere mette in croce coloro che amano.

L'abbiamo inventata noi uomini, la religione, per evadere dalle nostre responsabilità di mani dell'amore di Dio per noi. La verità terribile, però non deve concludere la storia: accanto al simbolo della croce ci verrebbe anche quello di un sepolcro vuoto, a confermarci nella speranza, che deve diventare determinazione di ognuno di noi, a non lasciare l'amore nel sepolcro, ad annunciare che l'Amore non può morire, che occorrono altri corpi, e fra essi il nostro, che lo accolgano, lo incarnino, gli permettano di continuare la lotta alla sofferenza, l'impegno perché il necessario e la gioia diventino accessibili a tutti i viventi. Io penso che se c'é qualcuno che fa più fatica degli altri a dare il vero senso al Crocifisso, sono proprio i sacerdoti, perché si ritrovano ad essere sacerdoti di un Dio che é stato assassinato da loro proprio perché voleva liberarci da loro, dal business del sacro, dalla collusione blasfema fra religione e potere, dall'alienazione di coloro che pregano perché Dio faccia quello che si dovrebbero impegnare a fare loro stessi.

Dato però che, fra loro, alla base, non mancano quelli dello spirito laico, sacerdoti per sbaglio, che spendono la loro vita a favore dell'affamato e dell'assetato, che non amano Dio e il prossimo, ma il prossimo come Dio lo ama, ecco un compito prezioso proprio per noi laici alla sequela del laico Gesù liberare costoro dall'alienazione religiosa, e convertirli alla responsabilità laica di "corpus Domini" per la costruzione del Regno, in modo che loro, a loro volta, liberino coloro che sono stati convinti di essere dei sudditi, mentre il Signore ci fa sapere che siamo dei figli, tutti figli del Padre buono.

Finché non capiremo che non c’e distinzione fra sacro e profano, che non c'e il peccato contro Dio, ma il male fatto all'uomo, e alle bestioline, che non è l'uomo ad avere bisogno di Dio, o di suoi sostituti, come i vari messia, i vari duci, i vari cavalieri, i vari papi, ma è Dio ad avere bisogno dell'uomo, per portare a compimento una creazione oggi ancora intrisa di dolore ontologico e di dolore inflitto all'uomo da altro uomo, ma che alla fine dovrà vedere l'Amore tutto compiuto in tutti, il Crocifisso, paradigma dell'amore sconfitto dalla religione, non potrà manifestare la sua verità, il suo messaggio dirompente: é compito nostro toglierle da lassù, e compito nostro dargli resurrezione amando, condividendo, lavorando per liberare il nostro prossimo dall'alienazione religiosa.

Il laico Gesù, sconfitto dalla religione e trasformato egli stesso in religione, ha bisogno di compagni laici che ne continuino l'opera di liberazione dagli idoli di questo mondo, ricchezza e potere, ed anche dalla religione, per arrivare ad un'unica umanità unificata nell'imperativo etico del fare agli altri ciò che si vorrebbe ricevere da loro.

Questi compagni, cari lettori, dobbiamo essere noi!

Mario Mariotti



Sabato 26 Novembre,2011 Ore: 15:41
 
 
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