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www.ildialogo.org Cristianesimo miracolistico, per non diventare creature nuove,di Padre Aldo Bergamaschi

Cristianesimo miracolistico, per non diventare creature nuove

di Padre Aldo Bergamaschi

13 maggio 2018
Omelia pronunciata il 15 maggio 1988
Marco 16, 15-20
Dovrei parlarvi degli avvenimenti che tutti conoscono. Ieri mi è stato detto che alcune macchine andavano in giro con l'altoparlante a dire che sarebbe venuto il Papa a Reggio e faceva propaganda di una intervista che mi è stata fatta da un giornale locale, dove si diceva che c’è un frate che contesta i miracoli di Cristo. Ciò che sostengo, lo preciso con esattezza oggi, dove viene opportuno il passo relativo all'Ascensione. La prima affermazione che io faccio è questa: la festa dell'Ascensione è una festa fatta a tavolino, tanto più che sta perdendo quota in tutti i Paesi cristiani, perché è una festa datata. Nacque e si sviluppò all'epoca di Costantino, dove la figura di Cristo è costruita soprattutto da s. Luca, ma oggi abbiamo a che fare con s. Marco, dove è presentata come un eroe fisso, vincitore di tutta la realtà. Per s. Paolo, nella lettera che avete udito, ci sarebbe come una scoria celebratoria dell'eroe, che si avvicinerebbe più a un Ercole vincitore che non a un Cristo riscattatore, vincitore del male e liberatore della condizione umana, ma - si capisce - all’interno della sua struttura.
Guardiamo insieme il passo di Marco per sottolineare questa concezione, inaccettabile, di una festa costruita, ripeto a tavolino. Questo è il cristianesimo miracolistico che non posso accettare. Il miracolo del cristianesimo è uno solo: la Risurrezione di Cristo e la Conversione, da qui, o deriva la novità di coloro che credono, o diversamente, siamo calati sul piano della religione. Guardatevi attorno e vedrete, quello che le religioni possono fare: sono responsabili delle guerre, delle discordie tra gli uomini, non hanno mai presentato un modello di convivenza fra gli uomini che fosse degno di essere seguito, e colpe ancora più gravi, in ragione delle quali sono nati i movimenti di riforma.
Il terrore mio, è quello di ricadere indietro e non aver capito invece la lezione. Sicché storicamente procediamo per bracci di ferro in cui, per cinquanta anni vince una ideologia, poi questa cade, ne vince un'altra, poi la crisi e via di seguito. E sono già 1700 anni che si procede in questo modo: alternanza, per avere dimenticato la specificità del messaggio cristiano (mi rivolgo ai cristiani).
Diamo un'occhiata al passo di s. Marco. Voi direte che queste parole sono di Gesù: Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura... Queste parole sono una traduzione brutta, così come il giornalista che ha presentato la mia intervista ha fatto una traduzione brutta, chiaro? Non là dove parlo fra virgolette dove c'è stata un'onestà di fondo, ma nel titolo: I miracoli di Cristo? una invenzione. Barba di giornalisti, ma anche di s. Marco, il quale ha osato scrivere cose che Gesù probabilmente non ha mai detto; purtroppo questa frase ha costruito il cristianesimo storico, l'ha ridotto al rango di religione.
La seconda affermazione: Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. La condanna non sarà per il solo fatto di non aver creduto, facciamo bene attenzione, anche secondo la vecchia dogmatica questo non si poteva sostenere. San Marco ha voluto essere più realista del re, e da lì questa affermazione è assolutamente inaccettabile, perché spacca in due il genere umano. E poi: Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo. Ecco la caduta in religione, invece di dire: chi si farà battezzare vuol dire che è diventato creatura nuova, subito lo si incentiva alla religiosità naturale e si dice che sarà salvo. Dove? Lassù è chiaro, ed è proprio quello che noi vogliamo, vogliamo la sicurezza della salvezza eterna, a forza di riti, ma non vogliamo piegare la schiena! Non vogliamo cambiarci interiormente e diventare creature nuove.
Poi l'altra sequenza: Questi saranno i segni che accompagneranno coloro che credono, nel mio nome: scacceranno i demoni... Se questo è vero, dovrebbe essere vero che la conversione in un individuo dovrebbe liberarlo da tutti i condizionamenti psicologici dovuti alla scansione di cui ho parlato e che abbiamo dentro di noi, l'es, l'io, il super-io. Certo questa è una forma di demonio che abbiamo in noi, se è intesa così siamo perfettamente d’accordo. Se invece il cristianesimo va inteso come quella religione che con un colpo di bacchetta magica cancella i demoni, considerati oggettivamente esistenti, allora mi dispiace, rientriamo nell'ordine delle religioni naturali.
E così per tutte le altre cose: Parleranno lingue nuove... Significa che uno si mette a parlare cinese, arabo, ... o invece vuol dire che i credenti cominceranno a vedere l'unità del genere umano e capiranno che gli uomini dovranno soprattutto trovare la lingua “comune” per poter comunicare tra loro. Allora capisco la novità. E questa sarebbe la novità voluta da Gesù.
Considerare il cristianesimo come una presenza di Gesù con la bacchetta magica è una mistificazione, mentre invece, si dovrebbe studiare a fondo la realtà e probabilmente si capirebbe che forse anche dal veleno si può ricavare una medicina, come credo già ci sia. Poi, non parliamo dell'ultima parte del passo, dove il fisicismo raggiunge i suoi vertici: Gesù si stacca da terra... Qui c'è un errore legato alla Risurrezione, cioè s. Marco concepisce la Risurrezione come una rianimazione di cadavere, dove un bel giorno Gesù si stacca da terra, dà la benedizione e poi come un palloncino sale al cielo. Questa è la rapida lettura del passo.
Adesso veniamo all'intervista che mi è stata fatta e credo che molte persone l'avranno letta. Il testo mi è stato dato ieri sera tardi e me lo sono letto di notte, mi sono reso conto che dovrò spendere alcune parole. Potrei anche avere dei fastidi sul piano disciplinare, per questo sarò pronto, nessuno deve venire a difendermi. Mi assumo le mie responsabilità.
Vediamo l'affermazione del cappello dell'intervista, dove si dice: padre Aldo tiene la sua Messa alle 11 e per mezz'ora espone le sue teorie. Questo è un punto che mi dà un po' sui nervi. Non penalizzo il giornalista, perché probabilmente meglio di così il giornalista non poteva esprimersi. Io escludo di usare la Messa per esporre le “mie teorie”. Le mie teorie le espongo all'Università quando sono sulla cattedra, qui tento di capire il messaggio evangelico, io teorie non ne ho. Ho la perfetta convinzione che il messaggio di Gesù sia definitivo, definitivo perché Gesù è Dio fatto uomo. Mi si potrà dire che dico cose che non corrispondono a verità, ma questa è un'altra cosa, una cosa che riguarda me e i miei oppositori. Ma per le teorie, io teorie non ne ho, ho invece la pretesa di spiegare a me prima, poi a voi, qual'è il contenuto del messaggio evangelico La mia predicazione è orientata al solo fine ottenere la conversione, niente altro. Lo dico ai miei più acerbi oppositori, quelli che mi guardano come se fossi l'inferno; a loro dico le motivazioni e le intenzioni che mi portano a parlare.
Secondo, l'intitolazione: I miracoli di Cristo? un'invenzione. Anche qui non voglio criminalizzare il giornalista o chi ha messo questo titolo, voglio dire che potrebbe prestarsi a delle ambiguità ed è probabile che io scriva alla rivista, perché abbiano la cortesia di chiarire quel titolo che potrebbe essere interpretato in maniera rovesciata rispetto a quello che io penso. Se con la parola 'invenzione', si intende dire che Gesù ha fatto azioni che sono state caricate di un significato estraneo alle sue intenzioni - per cui tali azioni sono state lette come miracoli, quindi come un colpo di bacchetta magica - allora la parola è giusta.
Queste azioni di Gesù, che gli evangelisti hanno caricato col nome di miracoli, erano una particolare attenzione verso gli uomini. Se Gesù è salvatore, lo è perché parte dal principio che la creazione non è perfetta. Sia che questa imperfezione sia dovuta a caduta o a evoluzione, essa è perfettibile dall'interno, mediante la conversione dell’uomo. L’uomo è portatore di logos, di pensiero e quindi abilitato a fare miracoli, ma non con la bacchetta magica, bensì col diventare creatura nuova.
Primo esempio: se Gesù moltiplica i pani, facendoli arrivare in un luogo deserto, mediante l'aiuto di qualche amico, chiedo a voi cosa potranno fare cinquemila cristiani riuniti nel lavoro secondo il principio: Amatevi come io ho amato voi? E secondo il principio che il rapporto tra capitale e lavoro deve far cadere la piramide sociale, cosa potrebbero produrre uomini convertiti secondo la visione di Gesù? Potrebbero fare un miracolo tale da poter dare da mangiare a tutti gli uomini. La vogliamo capire signori cattolici impegnati nel sociale, nella politica?
Lo ha detto anche Lui: Farete cose più grandi di me, e quindi è stato soltanto un esempio, ma noi cocciuti vogliamo ricadere nell'ambito della religiosità. Ai miracoli credono i musulmani, come credono i buddisti e come credono tutti gli uomini religiosi di questo mondo, ecco l'errore. Noi cristiani invece, dobbiamo metterci in testa che Gesù ci ha abilitati al miracolo; e se non li facciamo la colpa è nostra, perché abbiamo poca fede nella conversione.



Domenica 13 Maggio,2018 Ore: 09:14
 
 
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