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www.ildialogo.org 26 febbraio 2012,

Le omelie di padre Aldo Bergamaschi
26 febbraio 2012

Pronunciata il 2l febbraio 1988


Marco 1,12-15

In quel tempo lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: “Il tempo é compiuto e il regno di Dio é vicino; convertitevi e credete nel vangelo”.

Vi ricordo ancora che ogni venerdì di quaresima c'é l'obbligo dell'astinenza dalle carni. Vedete é l'istituzione che parla, ma queste cose non si dovrebbero nemmeno dire, perché per il cristiano la conversione dovrebbe comportare come minimo, non dei giorni di astinenza, ma un continuo controllo. Un continuo controllo su tutti i nostri istinti, quindi il vero problema è quello di essere morigerati nel mangiare sempre, non quello di fare digiuno per un mese, o per quaranta giorni e poi abbuffarsi come se negli altri periodi fosse lecito fare quello che non e' lecito fare mai per i cristiani, cioè definalizzare le azioni.

Ho il debito di parlarvi di parlarvi di queste apparizioni, messe dentro a un quadro che non mi stancherò mai di raffinare e di delimitare. La natura umana ha le sue espressioni: culturale, artistica, politica, economica, religiosa. Si dice, in parole più raffinate, che l'uomo é 1'homo economicus homo religiosus, homo esteticus e cosi di seguito, in ognuna di queste espressioni mostra delle scelte deludenti.

Per quanto riguarda quelle politiche e quelle economiche, sono lì sotto gli sguardi di tutti; quelle religiose, bisogna dirlo apertis verbis, quelle purtroppo sono sulla stessa linea, perché il fenomeno religioso é un fenomeno umano come tutti gli altri fenomeni. Se non si capisce questo non si capisce nemmeno quale é la specificità del messaggio evangelico che nel Vangelo di oggi viene focalizzato con una sola parola: convertitevi.

Nell’ultima enciclica papale si userà la parola di costruzione laica, che é quella della “solidarietà”, 'refugium desperationis', rifugio della disperazione, ormai non sappiamo più quale altra parola trovare, ma vogliamo stare lontani giriamo alla larga dalla parola “conversione”. Se noi non premettiamo a tutti i discorsi cristiani questa parola, ne abbiamo perduto il contenuto di fondo.

Ora per quanto riguarda l’espressione religiosa, abbiamo il cosiddetto infantilismo miracolistico. La faccenda di credere nei miracoli non riguarda il cristianesimo, mi dispiace, non e' la prova di nessun soprannaturale. Da che l'uomo é su questa terra, quando si é occupato, o ha elaborato la concezione religiosa del mondo, lo troviamo inesorabilmente miracolistico. Questo presso i greci, questo presso gli ebrei, che pure pretendevano di avere la nozione giusta di Dio, questo presso tutte le religioni.

Ribadiamo: gli uomini pensano Dio, come un essere potente, che può fare ciò che vuole a favore dell'uomo, questo lo dico ormai con molta sicurezza, è un errore teologico che abbiamo nella testa, perché da piccoli ci é stato inculcato, ed é un errore teologico che percorre tutta la teologia cattolica. Non parliamo dico di altre religioni, dove probabilmente raggiunge il fanatismo. Dio ha dato all’uomo il “logos”, vuol dire questo cervello, ed é inutile star qui a far tutto il discorso relativo al pensiero che ci qualifica dagli animali. La definizione di Aristotele é ancora valida: l'uomo é un animale razionale. Il dire razionale vuol dire molte cose, anche se si pongono dei gravi problemi... Giacché dietro la natura noi, da bravi teisti - e vi confesso che io stesso sono teista - accettiamo il concetto di creazione, salvo poi dovere stabilire come debba essere concepito. E sicché questo fatto crea problemi, ad ogni modo noi dobbiamo guardare non a quelle che sono le eccezioni, che ripeto creano un grave problema per quanto riguarda la concezione di Dio e della creazione, stiamo a quello che é palese e accettato da tutti.

Dio ha dato all'uomo il logos, il pensiero. Poi, la novità cristiana la sua incarnazione e il Logos con la L maiuscola, cioè la sua Parola, non conosco altri modi di presentarsi di Dio nel mondo, per abilitare l'uomo a fare appunto i miracoli, invece noi niente, vogliamo continuare a pensare un Dio come facitore di miracoli e anche Gesù Cristo come facitore di miracoli, perché ci sembra che quella sia la maniera per abilitarlo alla divinità, il che non é.

Ecco gli unici due miracoli - l’incarnazione e il Logos - che Dio ha fatto per darci delle capacità nuove, ecco il messaggio o la buona novella cioè convertirsi. Per cui questo sarebbe il discorso che ci abilita a diventare capaci di fare miracoli. E l'ho già detto, non sono miracoli nell'ambito delle scoperte scientifiche, ma soprattutto il grande miracolo che ancora la natura umana non é stata capace di fare, di poter vivere di convivere come se fossimo fratelli, vale a dire figli dello stesso Padre.

Gli altri cosiddetti miracoli, non dimostrano l'esistenza dell'ordine soprannaturale, ma dimostrano come noi immaginiamo Dio, con la nostra fantasia religiosa, perché nei passi evangelici c'é questa contaminazione tra ciò che Egli ha detto e ciò che invece noi gli abbiamo fatto dire. Cioè a dire, le deduzioni che gli storici conoscono benissimo, che hanno un nome preciso, deduzioni di ordine storiografico. Queste cose oso dirle coperto dal più grande interprete del cristianesimo che è S. Paolo, lo dico nei confronti di coloro che dovessero dire che scardino tutta la tradizione teologica.

Nella Enciclica “Sollicitudo rei socialis”, che tradotto in italiano vuol dire: la Preoccupazione per la questione sociale, L’interesse per la questione sociale, si colpevolizzano i due blocchi allo stesso titolo per quanto attiene alla giustizia nel mondo.

Ho visto che alcuni si sono allarmati perché non sarebbe giusto, secondo loro, mettere sullo stesso piano il materialismo occidentale da quello orientale, c'é di mezzo il concetto di libertà, lo sappiamo, ora qui per loro sarebbe grave il metterli sullo stesso piano, giacché dobbiamo distinguere tra un modo di concepire l’esistenza a oriente e un modo di concepirla a occidente, ma io credo, in questo caso - vedete faccio l'esegeta benigno - credo che debba essere inteso cosi per quanto riguarda gli esisti, per quanto attiene alla giustizia del mondo, vale a dire hanno perpetrato o realizzato un tradimento delle legittime attese della umanità.

Ecco su questo punto sono perfettamente d’accordo. Sennonché, il sistema capitalistico potrebbe rispondere che nei loro progetti non c'é il fine di portare lenimento alle ingiustizie, per loro la lettura della storia é un'altra, sarà eventualmente una conseguenza. Dall’altra parte, invece, si é fatto tutto quello che si é fatto con lo scopo preciso di risolvere i problemi della giustizia e questa impresa non è riuscita, quindi fallimentare da una parte, fallimentare dall'altra. Stessa cosa per la Chiesa in genere che si trova in occidente, é schierata contro l'altra parte, la Chiesa invece che si trova in oriente si adonta quando si sparla del socialismo, esempi ne abbiamo tanti.

Per combattere l'ideologia, che mette in primo piano il danaro, poi la ideologia stessa, poi la classe, poi la tecnologia; ecco, il papa si appella alla coscienza religiosa dei popoli e degli uomini e li invita alla collaborazione di tutte le chiese di tutte le religioni perché la pace e lo sviluppo sono una questione religiosa. Ma la coscienza religiosa é dilacerata e pluralistica, fino alle scelte contraddittorie, dunque come é possibile richiamare in vita una coscienza religiosa che storicamente ha prodotto quei due sistemi. Questi due sistemi sono esattamente la produzione della coscienza religiosa!

Una parte almeno, sono insorti contro la coscienza religiosa di tipo naturale, che aveva prodotto quel certo modo di concepire la vita, che era quello pre rivoluzione francese, tanto per trovare un punto di riferimento che gli storici conoscono bene. Sicché, allora, la coscienza religiosa degli uomini ha dato cattiva prova nella storia, cosi come il cristianesimo storico, caduto in religione, ha dato cattiva prova di sé. Altro che riproporre collaborazione fra le religioni, occorre riproporre il Messaggio di Cristo, mettendo fra parentesi il cristianesimo storico.

Quindi ancora una volta é ignorato il Messaggio evangelico, il quale propone una conversione per tutti. Dottrina sociale della Chiesa, questa volta il nostro Pontefice ha avuto il buon gusto di non proporla, dicendo che si tratta di una teologia morale, fatta per guidare la condotta delle persone, astenendosi dal dire come si deve in concreto fare.

Quando poi, voi chiamate a rapporto coloro che hanno fatto le critiche dei due mondi e chiedete come risolvere i problemi, allora il cavallo comincia a fare marcia indietro, cioè si rifiuta di saltare la palizzata, che rifiutarsi vuol dire non avere il coraggio di dire quello che ha detto Gesù Cristo. Dobbiamo cambiare pelle e liberarci di satana, di quello che abbiamo dentro, non di quello che immaginiamo sia fuori.

Avete letto il cappello del foglietto: “La Quaresima, tempo di grazia, tempo di deserto, ci interpella affinché ci schieriamo con Cristo nella lotta contro il maligno”, immaginando che sia una persona al di fuori, ma no, la proposta di Cristo é quella di sconfiggere la nascita del diavolo dentro alla nostra coscienza, e se voi ricordate la predica che avevo incentrato sull'apparato psichico, dove si trovava quel famoso Es, quel famoso Io e quel famoso Super- Io, vi dicevo che siamo purtroppo dilacerati interiormente. Siccome la dilacerazione dei tre io l'abbiamo a livello personale, voi capite che ognuno di noi sia candidato alla nevrosi e quando arriviamo a quel livello, é ovvio che si é dilacerata troppo nel profondo questa unità.



Sabato 25 Febbraio,2012 Ore: 08:55
 
 
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La parola ci interpella

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