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www.ildialogo.org "I due Gesu",di Mario Mariotti

"I due Gesu"

di Mario Mariotti

Vito Mancuso, nel Fuoritempio del N. 76 di ADISTA, ci fa notare il contrasto radicale esistente fra due parabole raccontate dallo stesso Signore: quella dei talenti e quella degli operai mandati nella vigna; e ci dice di rifletterci sopra. Io l'ho fatto, ed ecco altri spunti per altri eventuali lettori. É vero, il contrasto fra le due é radicale. Lo spirito della prima, infatti, potrebbe tranquillamente ispirare il Manifesto del capitalismo, del mercato, della competizione: e chi ha già tutto, sarà dato ancora di più, e a chi ha poco sarà tolto anche il poco che ha. Fra 1'altro, questa é l'unica Parola del Vangelo che vediamo incarnata nella realtà di oggi, con la globalizzazione non dei bachi da seta, ma di quel cancro del capitalismo che nessuno vuole nominare!

Lo spirito della seconda, invece, si adatterebbe benissimo all'utopia socialista: a tutti il necessario, condivisione dei frutti dei talenti, giustizia praticata per amore. Ecco allora alcune delle mie riflessioni. La prima é quella che le prime comunità cristiane, che elaborarono i Vangeli, a volte fanno dire al Signore quello che vogliono loro; danno la loro lettura dell'evento-Gesu condizionata degli occhiali della propria cultura religiosa, e dei problemi della comunità. Per questo io penso che la Parola vada sempre presa in Spirito e non alla lettera, e rispettando il principio di non-contraddizione.

La seconda riflessione che mi viene è le seguente: la comunità che fa dire al Signore la prima parabola, Lui, il Signore, non l'ha ancora capito, perché Dio non é padrone né padre, e il Suo amore non é meritocratico, ma gratuito, incondizionato, come quelle verso il figliuol prodigo. Ancora: Il fatto, che corrisponde alla realtà, che alcuni nascano dotati di cinque talenti ed altri di uno solo o anche meno, se viene imputato a Dio onnipotente, e ad una creazione già definita e compiuta, ci può portare a fare causa a Dio, che ha creato, ed é quindi responsabile, di un casino ingiusto e crudele. Io penso, invece, che Dio sia buono ma non onnipotente; che la creazione sia ancora in atto; che noi

siamo le mani di Dio per costruire il mondo nella logica della parabola degli operai della vigna: il necessario e le gioia accessibili e tutti, ad ogni vivente, anche al somarino dell'operaio.

Altra riflessione, infine, e quella che ci possono essere due modi di concepire Gesù: quello religioso e quelle laico. Il Gesù religioso è quello che ci presenta S.R.Chiesa: é Figlio unico di Dio, e Salvatore, si e suicidato per costituire il capitale inestinguibile della grazia di Dio, che viene amministrata dalla Chiesa coi sacramenti; ci aspetta nell'alto dei Cieli, che costituiscono la nostra vera patria e destinazione.

Il Gesù laico è, invece, ancora il Grande Sconosciuto: é figlio di Dio come lo siamo noi nel momento in cui amiamo, serviamo e condividiamo; è Paradigma del modo di giudicare, scegliere e comportarci per costruire il Regno, il nostro mondo secondo Dio; é stato assassinato dai custodi della Legge perché li voleva mettere in cassa-integrazione, liberando noi stessi dalla religione, dal modo religioso di concepire Dio.

Questo secondo Gesù, che ci rimane nascosto perché nasciamo naturalmente religiosi, e troviamo chi, sullo straordinario, sul magico, sul miracolo ci marcia sopra, e ne ricava sesterzi, trova fondamento in quanto ci dice Lui stesso quando afferma che Dio ci é padre.

Dato che la natura dei padri e dei figli é la stessa, da ciò ne consegue che o noi siamo sacri come Dio, o Dio e 1aico come noi.

Siccome, poi, il giudizio fina1e si basa su11a qualità del rapporto che noi abbiamo tenuto non con Dio, ma con 1'affamato e 1'assetato, ecco che diventa fondamentale i1 rapporto 1aico che noi abbiamo avuto, ed abbiamo, co1 prossimo, con tutti gli a1tri viventi del creato.

Se noi ci incamminiamo a conoscere questo Gesù, ci accorgiamo che 1o Spirito è immanente a noi stessi; che é 1’uomo a dover essere sacro a11'uomo; che non e 1'uomo ad aver bisogno di Dio perché eg1i é già in Dio, ma é Dio ad avere bisogno de11'uomo, per portare a compimento la creazione nel Regno, i1 nostro mondo secondo Amore, con 1'amore tutto compiuto in tutti.

Non sono anche questi, come que11i di Mancuso, altrettanti spunti sui quali rif1ettere, per chiarire a noi stessi quale sia i1 nostro Gesù?

Mario Mariotti



Domenica 08 Gennaio,2012 Ore: 16:00
 
 
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