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www.ildialogo.org 5 giugno 2011,

Le omelie di padre Aldo Bergamaschi
5 giugno 2011

Pronunciata il 31 Maggio 1981


Matteo 28,16-20

In quel tempo gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome dei Padre dei Figlio e della Spirito Santo, insegnando loro ad osservare ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dei mondo”.

Dobbiamo subito chiederci che idea abbiamo di questa festa dell’Ascensione, temo che la risposta sarebbe certamente nell’ambito di un casellario interpretativo che noi troviamo nei Testi. Voglio dire che la maniera di concepire l'Ascensione di Gesù, già è divaricata nelle prime testimonianze, forse già nei testi troviamo un duplice modo di concepire l'evento. Bisognava dare una conclusione logica a un’altro evento fondamentale: alla Risurrezione.

Adesso vediamo di guardare bene in faccia il bagaglio della nostra fede, per vedere dove ci sentiamo collocati. Premetto che non ho la pretesa di insegnare una dottrina, vi sto semplicemente esponendo dei dubbi e delle perplessità e comunque spero, una analisi corretta di quelli che sono i testi che abbiamo sotto gli occhi.

Dicevo che bisognava dare una conclusione logica all'evento fondante, alla risurrezione. Cioè tutti i credenti, quelli soprattutto che non erano presenti ai fatti, si domandavano: se questa risurrezione va concepita come una rianimazione di cadavere, dove è andato a finire questo corpo? Voi capite che l'intelletto umano deve pure interrogarsi su come sono andate a finire le cose.

Ecco dove nasce a mio giudizio una duplice interpretazione. Chi crede che Gesù sia un cadavere rianimato, risponde in un modo; chi crede invece, che Gesù non sia un cadavere rianimato, risponde in un altro modo. Se voi pensate che Gesù sia un cadavere rianimato, con le molecole di prima e cosi via, allora alla domanda dove è andato a finire quest'uomo, non vi resta che una risposta: è andato a finire in cielo, contrapposto alla terra. Non è più qui in terra perché dovrebbe stare in qualche luogo, abitare da qualche parte, è passato in un altro luogo che si chiama cielo.

Con la parola “cielo”…nel Padre nostro, si afferma la trascendenza. Ma se si dovesse pensare che Dio è su nei cieli, da qualche parte, come poniamo in un cielo Aristotelico, allora francamente si creerebbero dei grossi problemi per la visualizzazione della fede.

Se avete la convinzione che Gesù è un cadavere rianimato allora vi ritrovate pari pari con la tesi dei due evangelisti Marco e Luca. Matteo e Giovanni non parlano di questo passaggio fisico di Gesù da un luogo a un altro luogo. Ecco che troviamo già una divaricazione.

Marco dice: “Il signore Gesù, dopo aver loro parlato, fu assunto in cielo e si sedette alla destra di Dio”. Ci può stare la interpretazione di coloro che sono dei fisicisti, cioè che concepiscono il passaggio di Gesù da un luogo ad un altro luogo.

Luca scende nei particolari: “Li condusse fino a Betania e sollevando le mani li benedisse e mentre li benediceva si allontanò da loro e fu portato in cielo”. Troviamo qui il particolare di Gesù che benedice i discepoli, ve lo faccio notare perché non lo troverete altrove. Qui non v'è dubbio, i fisicisti hanno la loro vittoria. Dicono: vedete, abbiamo una persona in carne ed ossa che si solleva da terra e sale in cielo, cosi come un palloncino o come un missile se volete. Luca ne parla alla fine del vangelo e all'inizio degli atti, il passo che avete anche voi nel foglietto, che avete davanti.

É un allontanamento di Gesù in una prima redazione, più che un sollevamento in alto. Si potrebbe tradurre cosi per chi sostiene la tesi non fisicistica: lo videro allontanarsi e capirono così che era stato portato in cielo. Si tratterebbe di un allontanamento e non di un sollevamento da un luogo a un altro luogo. Ma ahimè, negli atti, vale a dire nel passo che abbiamo letto, l' elevazione è esplicita. “Egli fu assunto in cielo, si mostrò ad essi vivo dopo la sua passione con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio fu elevato in alto sotto i loro occhi, e una nube lo sottrasse ai loro sguardi”. Questa nube...., vi faccio notare che Marco e Luca, intanto non sono testimoni di prima mano, non assistono ai fatti, raccolgono notizie sui fatti, quindi probabilmente si può spiegare come i due siano diversi da Giovanni e da Matteo, i quali, invece erano discepoli e hanno partecipato ai fatti.

Io ho questa opinione, che Luca abbia fatto un racconto storiografico del fatto: si sarà innalzato benedicendo, poi una nube si sarà frapposta fra di loro, e non vedendolo più saranno apparsi degli angeli i quali avranno detto loro di non stare a guardare in alto e di riprendere la strada che facevano tutti i giorni. Poi ritornerà su questa stessa nube alla fine dei tempi.

Invece il sottoscritto non se la sente più di accettare una tesi di questo genere. Vediamo di approfondire ancora un momento la questione dei testi, poi vi darò la mia interpretazione, Per Giovanni l'ascensione ha avuto luogo il mattino di Pasqua, subito dopo la risurrezione. Logico, Gesù è entrato in una nuova dimensione, la risurrezione non è da concepire come una rianimazione di cadavere. Tutto si ricolloca bene, tutto appare logico, non vi sono problemi. Che Egli appaia, questo è nell' ordine esattamente di uno che è passato in un altro stato, non in un altro luogo. Allora, l'idea dell'ascensione, è influenzata dalla idea della risurrezione.

Tutti noi nasciamo siamo stati nel seno di nostra madre per nove mesi. Domanda: siamo venuti da qualche luogo o per venire all' esistenza abbiamo compiuto dei passaggi qualitativi? Immaginiamo che nel giro di un istante rifacciamo al rovescio l'iter fino al momento in cui siamo stati generati.

Poi finito di essere nel seno della madre, dove finiamo? Vedete che è stato un passaggio a ritroso dalla materia a energia, adesso siamo al punto delicato. Finito anche il luogo dove andiamo a finire? Diventiamo un pensiero di nostro padre e di nostra madre. Voglio pensare che nostro padre e nostra madre guardandosi negli occhi ... ecco che allora non siamo più in un luogo, siamo collocati in un passaggio dove attingiamo il pensiero.

Adesso provate a fare la collocazione di Gesù: “Io ritorno al Padre...”. Adesso capisco questa retrocessione, dove non abbiamo passaggio da luogo a luogo, abbiamo invece un internarci nella materia attraverso trasformazioni qualitative. dove c'è il passaggio dalla materia all' energia, dalla energia allo spirito.

Altro esempio, adesso immaginate che ciò accada ad una bella fragola matura, che ciò che è accaduto nel giro di un mese o due, accada in un istante, che questa fragola da rossa che è, dico nel giro di pochi istanti, diventi verde, via via più piccola, poi un fiore, poi va a perdersi nella linfa della pianta.

Se voi concepite l'ascensione in questo modo, allora vi ritrovate in ordine con una risurrezione non concepita come rianimazione di cadavere. Se invece voi concepite l'ascensione come una fragola che si stacca dalla pianta e presa e messa in un cestino e trasportata in un mercato dal luogo ‘a’ al luogo ‘b’ allora voi dell'ascensione avete una concezione meccanicistica.

La volete concepire cosi? Concepitela cosi, salvo poi a dovervi districare dalle contraddizioni. La vogliamo concepire nell’altro modo? Allora probabilmente riusciremo a capire tanti altri passi del testo evangelico.

Qualcuno desidererebbe continuare su questo tono. Certo anch'io ne avrei tante da dire di belle cose perchè affonderemmo proprio in un bel trattato di filosofia sull' essere. L'essere, il non essere, il nulla e cosi via. Poi applicato anche alla morte, avrei da andare avanti per un' ora.

Passiamo al tema della evangelizzazione. Matteo fa dire a Gesù: “Mi è stato dato ogni potere, andate, ammaestrate, battezzate, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato”. Cari evangelizzatori, andate a evangelizzare il mondo perché Gesù ha detto: “Andate e predicate…” no Gesù ha detto di ammaestrare, battezzare, insegnando loro tutto ciò che vi ho comandato. Non “a fare osservare”, ma “a insegnare come si osserva”. Adesso finalmente ci siamo.

Sarebbe bello avere qui un giovane che ha fatto la cresima, e al quale appunto come soggetto di evangelizzazione io potessi dire: Figliolo, Gesù non ha insegnato questo, Gesù ha detto di fare questo, tu devi fare questo. Ma figliolo, vieni, adesso ti insegno io come si pratica il vangelo. Non gli dirò vieni a messa tutte le domeniche, confessati, di le preghiere. No, oramai non me la sento più di dirlo, perché queste cose le insegnano tutte le religioni del mondo.

Mi piacerebbe dire: figliolo vieni qui, ti facciamo vedere, ti insegniamo come si osserva tra di noi cristiani il rapporto socioeconomico. Ti facciamo vedere come finalmente si risolve fra di noi cristiani, il rapporto fra capitale e lavoro. Allora voi vedreste che almeno il novanta per cento di tutti i drammatici linguaggi e comportamenti che noi udiamo e vediamo, sarebbero spazzati via d'un tratto.

 



Sabato 04 Giugno,2011 Ore: 17:35
 
 
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