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www.ildialogo.org NASCITA DEL CENTRO INTERNAZIONALE PER LA NONVIOLENZA COL NOME DI GANDHI A MONTELEONE DI PUGLIA,di Raffaello Saffioti

NASCITA DEL CENTRO INTERNAZIONALE PER LA NONVIOLENZA COL NOME DI GANDHI A MONTELEONE DI PUGLIA

di Raffaello Saffioti

PROGETTO PER IL RICONOSCIMENTO DELL’UNESCO
APPUNTAMENTO DELL’8 MARZO COL 1° PREMIO INTERNAZIONALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA
GANDHI IN CAMMINO

 
IL RAPPORTO DEL CENTRO GANDHI COL COMUNE DI MONTELEONE DI PUGLIA
Il Centro Internazionale per la Nonviolenza “Mahatma Gandhi” nasce dal felice rapporto del Centro Gandhi con il Comune di Monteleone di Puglia. L’atto formale di nascita è la Deliberazione adottata all’unanimità dal Consiglio Comunale, riunito in seduta solenne, il 30 ottobre 2015.
Nella Deliberazione è scritto:
IL CONSIGLIO COMUNALE
[…]
DELIBERA
[…]2-Che venga istituito presso il Comune di Monteleone di Puglia un Centro di educazione alla pace, con la finalità di studiare e promuovere la cultura della nonviolenza nella gestione dei conflitti interpersonali, sociali e internazionali, ispirati dall’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che afferma: […] L’educazione deve essere indirizzata verso il pieno sviluppo della persona umana ed il rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3-Di avvalersi, per la realizzazione di tale progetto, della consulenza scientifica del Centro Gandhi ONLUS per la formulazione dei programmi e per l’organizzazione di una scuola estiva (summer school) avente cadenza annuale.
4-Di chiedere, per tale progetto la partnership dell’UNESCO, il cui preambolo dell’Atto Costitutivo afferma: […] poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”.
Il Consiglio Comunale con lo stesso atto aveva deliberato che il 4 novembre venisse collocata una lapide ai piedi del locale monumento ai caduti come monito contro la follia della guerra.
Questo il testo della lapide, scolpita in pietra locale:
La guerra è follia!
Per tutti i caduti della ‘inutile strage’,
per tutte le vittime della follia della guerra.
Mai più guerre!
Da ogni terra si levi un’unica voce:
no alla guerra e alla violenza e sì al dialogo e alla pace.
Papa Francesco
La decisione era stata adottata sempre in accoglimento di una proposta del Centro Gandhi pubblicata il 19 agosto a San Giovanni in Fiore, in occasione della presentazione del libro dell’Associazione Florense per lo Sviluppo Creativo, La montagna, la luce e il fiore (Pubblisfera Edizioni, 2015. La proposta fu condivisa dalla stessa Associazione e dal giornale “il dialogo”. Due articoli pubblicati da “il dialogo” avevano documentato quella condivisione. [1]
“La buona notizia del 4 novembre a Monteleone di Puglia” è il titolo di un articolo che dava risalto alla iniziativa del Comune di Monteleone di Puglia, per sottrarla al pericolo che venisse ignorata dai grandi mezzi di comunicazione. [2]
IL MIRACOLO DEL 6 DICEMBRE 2015”
Monteleone di Puglia era stato il primo Comune d’Italia ad accogliere l’appello del Centro Gandhi per la lapide del 4 novembre. La lapide era stata come una luce accesa sul monte più alto della Puglia. Era un segno dei tempi, inizio di una nuova storia dei monumenti ai caduti, edificati dal fascismo, segno anche di speranza, con valore interrogativo per tutte le città d’Italia.
Dopo il 4 novembre il rapporto tra il Centro Gandhi e il Comune di Monteleone di Puglia si è intensificato, sviluppandosi con l’organizzazione del Convegno che ha avuto luogo il 6 dicembre, col titolo “La guerra è follia!” che riprendeva il monito di Papa Francesco, inciso sulla lapide collocata ai piedi del Monumento ai Caduti. [3]
Il Convegno è stato realizzato con l’impegno:
-del Centro Gandhi e di ROCCO ALTIERI, figlio di Monteleone di Puglia, fondatore e direttore della rivista “Quaderni Satyagraha”, oltre che di Gandhi Edizioni e presidente dello stesso Centro Gandhi;
-dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco GIOVANNI CAMPESE, col suo Vice PASQUALE RIGILLO;
-dei giovani della PRO-LOCO.
Il Centro Gandhi ha contribuito, inoltre, con l’ultimo numero (28) della rivista “Quaderni Satyagraha”, col titolo “La guerra è follia”. Essa contiene il diario di guerra dal 1914 al 1919 del pacifista austriaco Alfred Hermann Fried, e il mio scritto “Se vuoi la pace, educa alla pace”.
Il Convegno ha avuto un successo sorprendente, coi circa 400 partecipanti, provenienti da varie regioni, con un grande numero di donne e giovani, che hanno legittimato il suo carattere nazionale.
“E così Monteleone di Puglia diventa capitale italiana della pace” è stato il titolo di un articolo del quotidiano “il Mattino di Foggia” (7 dicembre 2015).
Il murale dipinto all’ingresso dell’“Edificio Strategico” che ha ospitato il Convegno è l’immagine-simbolo del Convegno stesso. Ha le dimensioni di 3 m x 4 m e raffigura MALALA YOUSAFZAI, la ragazza pakistana che appena diciassettenne si è battuta per il diritto all’istruzione delle donne musulmane, divenendo bersaglio di attentati da parte dei Talebani, meritando, per questo, il Premio Nobel per la Pace 2014.
Sotto l’immagine di Malala nel murale si legge:
SE VUOI LA PACE, EDUCA ALLA PACE
Una delle sue frasi più celebri:
Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.
Nel Convegno c’è stata come un’esplosione di idee, esperienze e proposte che hanno proiettato il Convegno verso il futuro, facendolo diventare progettuale e creativo, come dire, profetico. [4]
Piccolo è il paese di Monteleone di Puglia, ma con un grande orizzonte, divenuto più grande con il Convegno del 6 dicembre. Grande è il suo progetto della costituzione di un Centro per la nonviolenza.
Il Progetto delineato dalla Deliberazione del Consiglio Comunale veniva assumendo una nuova dimensione e un nuovo carattere.
Tre le date che segnano le tappe principali del percorso avviato:
  1. 30 ottobre 2015 (Deliberazione del Consiglio Comunale);
  2. 4 novembre 2015 (collocazione della lapide “La guerra è follia!”);
  3. 6 dicembre 2015 (Convegno nazionale, “La guerra è follia!”).
La “CARTA DI INTENTI” per la costituzione a Monteleone di Puglia (FG) di un Centro Internazionale per la Nonviolenza Mahatma Gandhi”
ROCCO ALTIERI, dopo il successo del Convegno del 6 dicembre, si è rivolto “a quanti studiosi e associazioni fanno parte a sé, invitandoli a collegarsi al nostro progetto e a portare il loro contributo. La pace richiede una visione d’insieme e un impegno a 360 gradi. […] L’educazione alla pace deve unire tutti in una visione olistica della nonviolenza”.
Dopo aver raccolto le risposte al suo invito, ALTIERI ha elaborato la “Carta di intenti per la costituzione a Monteleone di Puglia (FG) di un Centro Internazionale per la Nonviolenza Mahatma Gandhi”.
Dopo la raccolta delle adesioni, con questo documento è stata avviata anche la pratica per chiedere il riconoscimento UNESCO.
La “Carta di intenti” illustra il Progetto, presenta i soggetti promotori, spiega le ragioni della richiesta ed elenca i fondatori e i garanti.
I PROMOTORI DEL PROGETTO
Dalla “Carta di intenti”:
Il Centro Gandhi è un’associazione culturale di volontariato che si è costituita a Pisa il 16 giugno del 2000 in risposta all’appello contenuto nella risoluzione 52/15 del 1997 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che aveva proclamato il 2000 ‘anno internazionale della cultura della pace’ e in seguito con la risoluzione 53/25, approvata il 10 Novembre 1998 nel corso della 55ª assemblea plenaria, accoglieva la proposta avanzata da alcuni premi Nobel e proclamava per il 2001-2010 il ‘Decennio Internazionale per una Cultura di Pace e Nonviolenza per i Bambini del Mondo, ‘convinti che un tale decennio, all’inizio del nuovo millennio, sarebbe stato di grande aiuto agli sforzi della comunità internazionale per rafforzare la pace, l’armonia, l’insieme dei diritti umani, la democrazia e lo sviluppo in tutto il mondo.’”
[…] Per realizzare i suoi auspici, perché essi non restino lettera morto, l’Unesco, agenzia culturale dell’ONU, ha bisogno della collaborazione non solo dei governi, ma anche degli enti locali territoriali, delle organizzazioni non governative, delle associazioni di volontariato, delle agenzie culturali e di tutte le persone di buona volontà.
Il Centro Gandhi in questi anni si è impegnato nella promozione della cultura della pace, svolgendo un’intensa attività di ricerca e di promozione dei metodi nonviolenti per la trasformazione dei conflitti. Ha organizzato corsi di formazione e di aggiornamento, ha promosso laboratori educativi, convegni di studio in collaborazione con scuole e università. Ha tradotto i principali classici della letteratura della pace e della nonviolenza. Ha promosso la pubblicazione di una rivista semestrale: i ‘Quaderni Satyagraha’. Ha attrezzato una biblioteca specialistica con oltre 30 mila volumi, una videoteca e spazi per le arti creative”.
Il Comune di Monteleone di Puglia in provincia di Foggia, è un paese di montagna posto a 850 metri sul livello del mare, il più alto della regione, che negli ultimi anni ha subito un processo di fortissimo spopolamento a causa di una migrazione di massa verso il Canada. Oggi conta poco più di mille abitanti, mentre i discendenti degli emigranti monteleonesi a Toronto sono circa ventimila.
Geograficamente collocato a metà strada tra il Tirreno e l’Adriatico, tra Bari e Napoli, è attraversato dall’antico percorso della transumanza delle greggi che da Pescasseroli (Abruzzo) conduceva a Candela nel Tavoliere delle Puglie. In questo punto il tratturo si sovrappone all’antica via Erculea, un ramo della via Traianea che portava a Brindisi, facendo risparmiare ai viaggiatori, provenienti da Roma per imbarcarsi per l’Oriente, tre giorni di cammino.
Posto come su un dosso tondeggiante, dalla sua altezza, stando come su una terrazza panoramica, lo sguardo spazia senza ostacoli verso i quattro punti cardinali, abbracciando a sud-ovest i Monti Alburni e i Monti Picentini (Montevergine, il Terminio, il Cervialto), a nord-ovest il Taburno e il Matese (il Sannio), a nord la Maiella (Abruzzo) e a sud il Vulture (Basilicata).
[…] Per la sua centralità è chiamato l’ombelico d’Italia. Non è un caso che Re Ruggero II d’Altavilla, detto il Normanno, lo scelse per convocare nel suo territorio, in località Selvamala , nell’estate del 1140 le Assisi dei Baroni che diedero al meridione il corpus giuridico costitutivo del Regno di Sicilia.
Luogo di confluenza e incrocio di culture, la mappa dei dialetti lo indica tra i paesi di lingua provenzale, con mescolanze albanesi e slave.
Diede rifugio nel tardo medioevo alle popolazioni di fede catara e valdese che cercavano un rifugio dalle persecuzioni.
Il Comune di Monteleone è passato alla storia per il coraggio delle sue donne, dimostrato sia nella resistenza valdese del 1563 contro l’Inquisizione, sia più recentemente durante la seconda guerra mondiale protagoniste della ribellione del 23 agosto 1942 contro la fame indotta dal regime di guerra.
Erede della vocazione di pace e libertà della sua popolazione …
[…] Per la realizzazione del Progetto il Consiglio Comunale mette a disposizione le strutture dell’Edificio Strategico e propone di avvalersi della consulenza scientifica del Centro Gandhi onlus per la formulazione dei programmi e per l’organizzazione delle attività di studio, ricerca ed educazione alla pace …”.
L’8 MARZO 2016: 1° PREMIO INTERNAZIONALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA
L’8 MARZO 2016 è una data destinata a segnare il percorso del Progetto del Centro Internazionale per la Nonviolenza “Mahatma Gandhi” a Monteleone di Puglia.
Il Programma delle giornata si caratterizza per il conferimento del Premio a Suor RITA GIARETTA, fondatrice a Caserta della “Comunità Rut”. Suor Rita Giaretta sarà presentata dal prof. SERGIO TANZARELLA e parlerà sul tema “Osare la speranza. La liberazione viene dal Sud”.
Ma sono vari i momenti della giornata che arricchiscono il programma in modo significativo.
Il Programma prevede:
  • L’intervento della cantautrice AGNESE GINOCCHIO, testimonial della Pace.
  • Inaugurazione del GIARDINO DELLA PACE, in cui sono stati piantati alberi da frutto dedicati a donne per il loro impegno nel promuovere la pace.[5]
  • Inaugurazione della targa commemorativa dedicata all’Avv. QUINTINO BASSO, per la difesa delle donne di Monteleone processate per “Lu ribell” del 23 agosto 1942. Alla cerimonia parteciperanno anche i suoi figli.
  • L’intervento di GABRIELLA MARIA CALDERARO, segretaria della redazione della rivista “Quaderni Satyagraha”, ambasciatrice in India del Centro Gandhi, rappresentante della Gandhi Research Foundation di Jalgaan Maharashtra-India.
La testimonianza che Gabriella Maria Calderaro darà tornando dal viaggio in India è molto importante perché serve anche a sottolineare la dimensione e il carattere internazionale del neonato Centro di Monteleone di Puglia. In India ha stabilito rapporti con vari Centri gandhiani e porterà i loro messaggi.
Questa testimonianza darà un contributo essenziale alla realizzazione del Progetto del Centro.
SALIAMO IN MONTAGNA
Col Centro Internazionale per la Nonviolenza “Mahatma Gandhi”, a Monteleone di Puglia, prosegue il cammino secolare della nonviolenza.
Gandhi ha scritto umilmente che non ha nulla di nuovo da insegnare agli uomini, perché “la verità e la nonviolenza sono antiche come le montagne”.
Ma non è del tutto vero. Il Discorso della Montagna viene considerato la “magna cartha” della nonviolenza, ma con Gandhi è emersa una novità storica e lui è riconosciuto il fondatore della nonviolenza moderna.
Dalla quarta di copertina di Gandhi, Antiche come le montagne, (Edizioni di Comunità, 1963):
“Quest’opera nasce da una risoluzione della Conferenza generale dell’Unesco che, nella sessione del 1956, deliberò di ‘curare la pubblicazione di un libro contenente brani scelti dai pensieri di Gandhi, preceduti da uno studio della sua personalità’, per introdurre un vasto pubblico alla conoscenza dell’attività intellettuale del Mahatma, e delle tecniche pratiche che egli adottò. Questi testi, sottolineando le costanti del pensiero di Gandhi che si riflettono su tutta la sua lunga e tormentata esperienza politica, ne offrono un autoritratto che spiega l’immenso fascino di una figura diventata ormai leggendaria non soltanto nella sua patria indiana, e che dà la misura della sua azione di leader, fondata su due precisi obiettivi: raggiungere l’indipendenza dell’India dal dominio inglese ed educare il suo popolo ai principi della verità e della non-violenza.
In realtà Gandhi amava sostenere di non aver inventato nulla, poiché ‘la verità e la non-violenza sono antiche come le montagne’. Ed effettivamente la sua personalità si riallaccia alla tradizione religiosa indiana, condividendone un principio fondamentale: se crediamo in Dio non soltanto con l’intelletto ma con tutto il nostro essere, ameremo l’umanità senza distinzione di razza o di classe, nazione o religione. Questa teoria porta naturalmente all’adozione della non-violenza come il mezzo migliore per risolvere tutti i problemi, nazionali e internazionali.
Ma appunto Gandhi fu il primo nella storia della umanità a estendere il credo della non-violenza dal piano individuale a quello sociale e politico. E giustamente egli affermava di non essere un visionario, bensì un idealista pratico, in quanto proponeva la non-violenza non soltanto ai santi e ai saggi, ma alla gente comune: cioè la assumeva come un principio operativo per l’azione di massa. La lotta per l’indipendenza dell’India fornì la prova della validità del metodo gandhiano: il risultato non fu soltanto la liberazione del popolo indiano ma un accrescimento delle risorse morali dell’umanità. Da allora la predicazione del Mahatma si è diffusa in tutto il pianeta, trovando interpreti di eccezionale levatura morale e diffondendosi tra le masse dei più diversi paesi. Nei tanti conflitti civili e razziali, nelle guerre ideologiche che caratterizzano la nostra epoca, su cui incombe sempre la prospettiva dello sterminio nucleare, il principio della non-violenza rappresenta un punto di riferimento essenziale per la spiritualità di milioni e milioni di uomini”.
LA MONTAGNA DI PUGLIA E LE ALTRE MONTAGNE TRA FILOSOFIA E RELIGIONE
Il prossimo 8 marzo Monteleone di Puglia si confermerà luogo di incontro tra persone che hanno percorso vie diverse, con diverse associazioni.
E la montagna come metafora sarà ancora rivelatrice del suo significato profondo.
Nel percorso del neonato Centro confluirà, tra le altre, l’esperienza dell’ASSOCIAZIONE FLORENSE PER LO SVILUPPO CREATIVO, di San Giovanni in Fiore,
L’esperienza di questa Associazione è documentata dal libro La montagna, la luce e il fiore (Pubblisfera Edizioni, San Giovanni in Fiore, 2015).
Si tratta di un’esperienza sulle orme di GIOACCHINO DA FIORE.
Con essa si è delineato un itinerario spirituale che parte dal Tabor, come Monte della Trasfigurazione, e con Gioacchino arriva alla Sila, montagna calabrese, con Francesco d’Assisi al Subasio, montagna umbra, e con Celestino V al Morrone, montagna abruzzese.
Sono tanti i monti nella Bibbia e sono variamente connotati, come ha scritto Gianfranco Ravasi:
il Monte Sion (monte della fede, della pace, dell’abbraccio di Dio con l’uomo);
il Monte Sinai (monte della teofania, della teologia, della diafania);
il Monte delle Beatitudini;
il Monte degli Ulivi (monte della Passione di Gesù).
La montagna, sacra in ogni cultura, è un simbolo con vari significati:
“di altezza e di centro, di vicinanza al cielo, di viatico alla trascendenza, di fulcro di teofanie e di silenzi. Si deve pensare a qualcosa dove gli dei possono abitare e dove finiscono le scalate umane. […] Sulla montagna, insomma, l’Occidente ha cercato le ragioni dello spirito, il nutrimento rarefatto di cui ha bisogno la psiche …”. [6]
Noi dell’Occidente, terra del tramonto[7] , oggi abbiamo bisogno della luce che viene da Oriente.
Il prossimo 8 marzo, cosa porta dall’India di Gandhi a Monteleone di Puglia GABRIELLA MARIA CALDERARO?
CHI INVENTO’ LA PACE?
Chi inventò la pace?
Dovunque nell’universo è guerra
nel corpo e nel cuore dell’uomo
è guerra
Ma pur l’uomo inventò la pace
Quando un giorno
in un giardino di Benares
un illuminato scoprì la Rinuncia
Quando un giorno
sul lago di Genezareth
un illuminato scoprì la Carità
Quando un giorno
nei boschi di Bevagna
un illuminato scoprì la Pazienza
e agli uccelli affidò i tre messaggi
…”
(Domenico Antonio Cardone, “Il guardiano della pace”). [8]
Realismo dell’utopia della pace
Domenico Antonio Cardone (Palmi, 1902-1986), filosofo della pace, scrisse:
“… fuori da ogni ottimismo o pessimismo, l’utopia è la nostra vera realtà permanente”. [9]
GANDHI E… GABRIELLA MARIA CALDERARO
Roma, 28 febbraio 2016
Raffaello Saffioti
Centro Gandhi
Associazione Florense per lo Sviluppo Creativo
raffaello.saffioti@gmail.com
 

 

NOTE
 
[1] “Una lapide per il 4 novembre con l’iscrizione ‘La guerra è follia’! Una proposta del Centro Gandhi”, di Raffaello Saffioti (“il dialogo”, 15 ottobre 2015).
“Non è vero che tutti vogliamo la pace”, di Raffaello Saffioti (“il dialogo”, 25 ottobre 2015).
[2] “La buona notizia del 4 novembre a Monteleone di Puglia”, di Raffaello Saffioti (in “il dialogo”, 12 novembre 2015).
[3] L’articolo sul Convegno ha il titolo “Il miracolo di Monteleone di Puglia 6 dicembre 2015”, di Raffaello Saffioti (in “il dialogo”, 9 dicembre 2015).
[4] Un contributo al Convegno: “Costruire la pace attraverso l’educazione. Dalla scuola alla città”, di Raffaello Saffioti (in “il dialogo”, 7 dicembre 2015).
[5] Le donne: Maria Montessori (1870-1952), Teresa Mattei (1921-2013), Hannah Arendt (1966-1975), Simone Weil (1909-1943), Sadako Sadaki (1943-1955), Sorella Maria, detta “la Minore” (1875-1961), Maria Occhipinti (1921-1966), Phan Thi Mai (1934-1967), Rigoberta Menchù (1959), Marianella Garcia Villas (1948-1983), Rachel Corrie (1979-2003), Wangarl Maathal (1940-2011).
[6] ARMANDO TORNO, Prefazione a Filosofia della montagna, di FRANCESCO TOMATIS, Bompiani, 2005.
[7] Ricordiamo: ERNESTO BALDUCCI, La terra del tramonto. Saggio sulla transizione, ECP, S. Domenico di Fiesole (Fi), 1992; UMBERTO GALIMBERTI, Il tramonto dell’Occidente, Feltrinelli, Milano, 2005.
[8] In DOMENICO ANTONIO CARDONE, Ritmi del silenzio, N.E.U. – Editrice “La Nuova Europa”, Firenze, 1970, pp. 80-81.
[9] DOMENICO ANTONIO CARDONE, Ritmi del silenzio, N.E.U. – Editrice “La Nuova Europa”, Firenze,1970, pp. 80-81.



Domenica 28 Febbraio,2016 Ore: 16:29
 
 
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Autore Città Giorno Ora
Mariella Ratti La Spezia 05/3/2016 23.12
Titolo:
Grazie Raffaello per questa tua testimonianza e grazie al Comune di Monteleone per questa splendida iniziativa. In questi tempi oscuri con scenari inquietanti c'è un estremo bisogno di ripetere queste parole: la guerra è follia, la pace è tutto. Non sono parole di visionari, sono parole di chi ha la saggezza e la lungimiranza di leggere il futuro in tutta la sua complessità, facendo tesoro degli insegnamenti della storia.

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