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ISSN 2420-997X

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www.ildialogo.org L’ IDEA DI “SANTO”,di <em>Raffaello Saffioti</em>

LETTERA AL DIRETTORE DE “IL DIALOGO” GIOVANNI SARUBBI
L’ IDEA DI “SANTO”

LETTERA DI ALDO CAPITINI A DANILO DOLCI DI CINQUANT’ANNI FA *


di Raffaello Saffioti

Carissimo Giovanni,
non so se per caso ho ritrovato e riletto una lettera di Aldo Capitini a Danilo Dolci sull’idea di “santo”, del 25 agosto 1964, credo poco conosciuta.
Mi ha fatto un certo effetto rileggerla oggi, dopo la cerimonia di canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II di domenica scorsa, mentre ancora non si è spento il clamore dell’ “orgia mediatica” da essa suscitata.
Giudico quella lettera di grande interesse e ritengo che riproporla oggi, dopo cinquant’anni, per la sua divulgazione, possa servire anche, eventualmente, ad aprire un dibattito.
Per ora mi astengo dal commentarla e mi limito a inviartela, accompagnandola con qualche rapida considerazione.
  1. Capitini (1899-1968) e Dolci (1924-1997) sono ormai considerati Padri e Maestri della nonviolenza in Italia, che hanno dato, dopo Gandhi, un contributo originale alla storia della nonviolenza moderna. Il loro pensiero e la loro opera hanno un valore profetico.
Sono stati legati da rapporti di amicizia e collaborazione, documentati anche da una recente pubblicazione delle loro “Lettere”, curata da Sandro Mazzi e Giuseppe Barone.
Vasta è la bibliografia sui due Autori.
Ma servono nuovi studi, nuove ricerche, per scoprire, al di là delle analogie, la diversità del loro pensiero e della loro opera.
Secondo me, per quanto io ne sappia, ancora poco esplorato è il confronto tra il pensiero di Capitini e quello di Dolci sul problema religioso. E’ sul problema religioso che sono marcate le differenze nella vita e nell’opera dei due Autori. La differenza di interesse, sia speculativo che pratico, tra Capitini e Dolci per questo problema si può rilevare anche scorrendo semplicemente i titoli delle loro opere.
L’esigenza di colmare la lacuna negli studi che qui sto segnalando è avvertita, in particolare, dagli amici, collaboratori e studiosi di Dolci ?
  1. Capitini scrisse la sua lettera sull’idea di “santo” dopo aver letto le pagine sull’argomento inviategli dal suo amico. Quelle pagine, se non erro, sono rimaste inedite, ma possono essere rintracciate.
In questi cinquant’anni il mondo e la Chiesa sono profondamente cambiati.
Capitini, nato nel 1899, è morto nel 1968.
Dolci, nato nel 1924, è morto nel 1997.
Già queste date segnano una delle differenze tra i due, quella anagrafica.
La differenza di età è rilevante in un itinerario di ricerca, anche sul problema religioso, oltre che sugli altri problemi, per cogliere la linea evolutiva sia nella vita che nel pensiero e nelle opere degli Autori studiati.
Sarebbe, per esempio, interessante studiare quanto sia stato diverso il rapporto personale di Capitini e Dolci con la Chiesa cattolica.
  1. La nonviolenza non fu compresa e neppure nominata dalla Chiesa del Concilio.
Severità religiosa per il Concilio è il titolo di un’opera di Capitini, pubblicata nel 1966, poco conosciuta.
Negli ultimi cinquant’anni la nonviolenza si è fatta strada lentamente nella Chiesa cattolica, soprattutto nella sua base, tra movimenti, associazioni, riviste. La storia di questo percorso è ancora da ricostruire organicamente.
Il movimento nonviolento può essere considerato uno dei movimenti storici più importanti del secolo scorso e la conoscenza delle opere di Capitini e Dolci è indispensabile per la conoscenza della storia del movimento.
E’ in questo contesto che può essere inquadrata la Lettera di Capitini sull’idea di “santo”.
Roma, 29 aprile 2014
Raffaello Saffioti
Centro Gandhi
NOTA
* La Lettera di Capitini è tratta da Conversazioni con Danilo Dolci, a cura di Giacinto Spagnoletti, Mesogea, Messina, 2013.
La stessa si trova anche in:
Lettere a Danilo Dolci, a cura di Franco Alasia, in "Il Ponte", n. 10, 1969.
Aldo Capitini-Danilo Dolci, Lettere 1952 - 1968, Carocci editore, Roma, 2008.


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Lettera di Aldo Capitini a Danilo Dolci



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Martedì 29 Aprile,2014 Ore: 20:03
 
 
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