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IL GRANDE FREDDO

Intervista alla teologa Ute Ranke-Heinemann


Per la nota teologa tedesca Ute Ranke-Heinemann, il pontificato di Ratzinger costituisce una profonda delusione
Tratto dal mensile di informazione omosessuale tedesco Fresh magazin maggio 2011. Titolo originale: “Ratzinger ist die größte Enttäuschung meines Lebens”

Ute Ranke-Heinemann è stata la prima donna del mondo a ottenere una cattedra di teologa cattolica (1970) e la prima donna al mondo a perderla (1987), perché aveva espresso dubbi sull’Immacolata oncezione. I suoi libri Eunuchi per il Regno dei Cieli e No e Amen: il mio allontanamento dal cristianesimo tradizionale sono bestseller internazionali. Il mensileFresh ha parlato con lei della sua storia, dello scontro con Joseph Ratzinger e della sua critica alla Chiesa cattolica.

Perché il papa, sul tema divieto/permesso del preservativo, pensa in primo luogo alla prostituzione maschile?

Il 7 agosto 2004 ho visto, in un programma sulla Bbc, una giovane africana piangere disperata. Aveva appena saputo di essere stata contagiata dal marito malato di Aids. Il giornalista, stupefatto, le ha chiesto perché non ha usato il preservativo? «Ho paura del fuoco eterno dell’inferno, dal quale il nostro parroco ci ha messo in guardia».
Il giornalista della Bbc, allora, ha chiesto al parroco africano se era vero che aveva detto alle mogli di uomini malati di Aids che sarebbero andate all’inferno se avessero usato il preservativo. Il parroco ha detto: «Sì, nemmeno in caso di contagio e di pericolo di morte i preservativi sono consentiti. Le mogli che sono state contagiate dal proprio marito malato di Aids sono le martiri per la fede del nostro secolo».
Sono indignata che ora il papa consenta l’uso del preservativi nel caso della “prostituzione maschile” ma quanto alle coppie sposate resti valida la vecchia regola. Questo l’ho sentito sulla bocca di molti vescovi, sulle emittenti cattoliche. Do al papa la colpa di una mortale mistificazione dell’umanità, la maggior parte della quale non beneficia del privilegio concesso alle persone che si prostituiscono.
Lo incolpo anche di aver contribuito alla malattia e alla morte di tante persone, perché afferma in modo inesorabile che i preservativi portano alle fiamme eterne. Gli chiedo di finanziare le cure mediche per tutte le donne nel mondo colpite da questo e di risarcire loro e le loro famiglie. Gli scandali della pedofilia sono costati molto denaro alla Chiesa, soprattutto negli Stati Uniti. In “Noi siamo papa”-Germania i pagamenti sono, invece, miseri. Non vedo perché non si debba chiedere al papa di pagare per le donne che vengono contagiate dall’Hiv e ne muoiono.
 
Il teologo David Berger, nel suo ultimo libro, parla del lato oscuro della Chiesa cattolica. Berger ha ragione? È vero che gran parte del clero è omosessuale?
Ho letto il libro di David Berger con grande interesse. Ha ragione sul fatto che molti preti sono omosessuali, la qual cosa è anche logica, perché dopo che il monaco Lutero ebbe sposato una monaca e che così si originò un vasto movimento anti-celibato nonché un’ondata di matrimoni di sacerdoti, la misoginia da parte dei papi si è aggravata ed oggi è arrivata al suo compimento: le donne entrano in chiesa ancora soltanto con l’aspirapolvere. Ora per i papi si tratta di educare gli omosessuali alla "castità"(cfr. Catechismo del 1992, n. 2357, 2358, 2359, il peana di tre paragrafi  sugli “omosessuali casti"). Il principio con cui viene effettuata la selezione per l’ascesa alla dignità episcopale e cardinalizia è: nessuno scandalo con le donne. E poi ci sono i vertici gay. Infatti non ci sono in nessun’altra professione tanti omosessuali come al vertice, cioè in Vaticano.
 
Lei ha studiato con Joseph Ratzinger, e con lui ha tradotto in latino la sua tesi di dottorato. Com’era, una volta? Era contenta che a quel tempo non ci siano stati tentativi di avvicinamento? Come lo giudica oggi, che si diffondono voci sul suo orientamento omosessuale?
Sono stata fedele al papa più di 50 anni, vale a dire che lo apprezzavo come teologo. Nel 1953/1954 abbiamo studiato insieme a Monaco di Baviera. Abbiamo tradotto in latino le nostre rispettive tesi di dottorato. E poiché mi sono impegnata a 17 anni sui banchi di scuola del liceo con mio marito Edmund Ranke, volevo fare questa traduzione in latino insieme ad un compagno al quale non sfuggisse improvvisamente un bacio, se ci fossimo ritrovati da soli in una delle enormi aule. E ho pensato: con Joseph Ratzinger sono sicura che è solo latino. E così è stato. Se sia gay, non lo so, penso che sia asessuale, proprio quello che allora stavo cercando. Ha sempre avuto l'aura di un cardinale, molto intelligente, privo di qualsiasi erotismo.
 
Gli argomenti della sua "messa al bando" e del suo libro Eunuchi per il regno dei cieli riguardavano soprattutto un'interpretazione della Immacolata Concezione di Maria. Quanto ingiustamente sono andate le cose? Quanto è rimasta delusa dal suo vecchio amico Joseph Ratzinger?
Come il 99,9% dei tedeschi, lei confonde "Immacolata Concezione" con "concezione da vergine".  Si fa un errore di piano, per così dire, inavvertitamente si suona il campanello troppo in alto, dai genitori di Maria. Maria è stata concepita "senza peccato originale" dalla madre Anna e da suo padre, Gioacchino, i nonni di Gesù. La concezione da vergine è un'altra cosa: la stessa Maria ha concepito Gesù grazie allo Spirito Santo, senza Giuseppe. Cosa che è una favola, naturalmente.
Ratzinger è la più grande delusione della mia vita. Ho perso il mio posto nel 1987, perché nel corso della trasmissione televisiva Wdr, il 13 giugno 1987, alle 22,45, citando pagina 225 del libro Introduzione al cristianesimo di Ratzinger " del 1968, ho detto che la nascita da una vergine, «non è un fatto biologico». E il domenicano Willehad Paul Eckert  (morto nel 2005), che mi aveva attaccato, mi ha detto: «Ciò che Ratzinger dice, è sbagliato, Lei non deve fare affidamento su di lui». Il 15 giugno mi è stata ritirata la cattedra dal vescovo Hengsbach. Il programma della Wdr è stato mutilato: la risposta schiacciante del domenicano - «Ciò che Ratzinger dice, è sbagliato, Lei non deve fare affidamento su di lui» - è stato tagliato. Questo l’ho saputo da due studentesse della scuola Bmv, che hanno partecipato a un concorso sul tema «Scandali nella storia», che hanno intitolato loro contributo al concorso «Citare Ratzinger costa la cattedra», e hanno potuto visionare il filmato della WDR.
 
C'è qualche prospettiva positiva per la Chiesa cattolica? Come pensa che saranno la Chiesa e la Dottrina della Fede tra 50 anni?
Duemila anni di misoginia e di sessuofobia non possono più essere rimossi. Non ho nessuna speranza che qualcosa cambi. Ho sperato in Ratzinger, sono stata contenta quando è diventato papa.  Ma poi è andata diversamente...
 
da Adista Contesti n. 43 del 28/05/2011


Marted́ 24 Maggio,2011 Ore: 16:38
 
 
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