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www.ildialogo.org Rosarno e Castel Volturno: lo sfruttamento del lavoro, le ribellioni e la vittoria della ndrangheta,

Rosarno e Castel Volturno: lo sfruttamento del lavoro, le ribellioni e la vittoria della ndrangheta

Convocata una giornata di mobilitazione a Caserta per il 19 Gennaio da: L’Assemblea del 09 gennaio ’10: Movimento dei Migranti e dei Rifugiati- Centro Sociale “ex canapificio” - Ass.ne dei Senegalesi – il Vescovo emerito Mons Nogaro- Rete antirazzista Napoli-


Oggi a Caserta presso il Centro Sociale ex canapificio circa 500 migranti e rifugiati si sono riuniti in un’assemblea per discutere di ciò che è accaduto a Rosarno. Tanti migranti e rifugiati che erano a Rosarno per la raccolta degli agrumi stanno tornando a casa. Sono i giovani africani che vivono a Castel Volturno, a Casal di Principe, Teano, Aversa, Afragola, Pianura, S.Antimo. Sono i lavoratori stagionali che si spostano dal casertano a Foggia, Potenza, Cassibile, a seconda dei frutti da raccogliere. Sakò, 26 anni richiedente asilo del Burkina Faso è visibilmente provato, ha la paura negli occhi. E’ appena arrivato a Caserta per l’assemblea ma stenta a parlare ci abbraccia e dice “ci sparano come fossimo polli. Non so come ho fatto a scappare…sono stato due giorni nascosto su un albero”. Youssuf, ivoriano 25 anni, dopo essere stato medicato in ospedale la sera del 7 è riuscito ad arrivare alla stazione ed è arrivato oggi. E’ felice di essere ancora sano e salvo ma non ha ricevuto il salario di tre mesi di lavoro. Come e a chi potrà denunciarlo? E’ uno dei braccianti agricoli senza permesso di soggiorno ignorati dalla regolarizzazione prevista solo per colf e badanti. Grazie al lavoro di questi giovani braccianti africani a Rosarno anche quest’anno gli agrumi sono arrivati sulle nostre tavole. Come è successo a Castel Volturno nel settembre 2008 e a Rosarno solo lo scorso dicembre 2008 questi lavoratori sono stati aggrediti. A Castel Volturno è stata la camorra a sparare, a Rosarno l’anno scorso a sparare e ferire gravemente due giovani ivoriani furono due balordi poi arrestati grazie alla collaborazione dei migranti. Ad un anno di distanza i lavoratori stagionali che sono arrivati a Rosarno hanno trovato le stesse condizioni di sfruttamento di sempre, la stessa indifferenza delle istituzioni rispetto alle condizioni di vita degradanti ed alle aggressioni quotidiane ai danni dei lavoratori arrivati a Rosarno per la raccolta degli agrumi. Noi siamo testimoni di centinaia di storie di lavoratori aggrediti perché “pretendevano” il salario, picchiati e derubati dai caporali o da gruppi di persone rimasti impuniti, tanto il permesso di soggiorno non ce l’hanno. Tutto ciò in un clima di colpevole silenzio delle istituzioni e omertà dei tanti cittadini che traggono ricchezza dalla presenza dei migranti. A Rosarno quest’anno il lavoro è stato più scarso per tutti in quanto sono ritornati alla raccolta delle arance anche quei migranti che hanno perso il lavoro a Vicenza, Lodi, Castel Franco, licenziati dalle fabbriche, a rischio di perdere il permesso di soggiorno. In questo clima giovedì sera è avvenuta la sparatoria che ha scatenato la rabbia dei migranti che in modo più duro dell’anno scorso si sono ribellati. Lo sfruttamento indiscriminato provoca la reazione indiscriminata. Ciò ha creato un conflitto con la popolazione di Rosarno. Le istituzioni e la polizia non hanno saputo aprire un dialogo con i manifestanti. Le aggressioni ai migranti sono andate avanti e ci chiediamo come sia potuto accadere che un gruppo di cittadini rosarnesi abbia potuto aprire la caccia all’immigrato, come sia possibile che abbiamo tenuto in ostaggio forze dell’ordine e immigrati a rischio di linciaggio.
 La decisione di allontanare da Rosarno i migranti è stata una decisione politica dettata da questi cittadini con le mazze e le pistole? A nostro avviso a Rosarno ha vinto la ndrangheta. Ci auguriamo che tutti possano tornare a casa in sicurezza e senza espulsioni.
 L’assemblea del Movimento dei migranti e dei rifugiati ha deciso di accogliere i fratelli che arrivano da Rosarno con un appello alla mobilitazione. Una giornata di mobilitazione sotto la Prefettura di Caserta per MARTEDI’ 19 NOVEMBRE affinché le istituzioni adottino un provvedimento di regolarizzazione che possa far emergere dal lavoro nero e dalle condizioni di sfruttamento i migranti impegnati nell’agricoltura. Per combattere lo sfruttamento c’è bisogno di adeguati strumenti. Basta con le ipocrisie di Maroni, la regolarità favorisce la legalità, è la base della convivenza ed è l’antitodo al razzismo. La mobilitazione avrà inizio all’alba con un presidio sotto la Questura. infatti i migranti e soprattutto i rifugiati, vista l’indifferenza dell’ufficio immigrazione, hanno deciso di “autoconvocarsi” per rivendicare il diritto a ricevere la prenotazione del rinnovo e rilascio del permesso di soggiorno. Al centro della mobilitazione vi sarà anche l’atteggiamento della Commissione Territoriale di Caserta per il Riconoscimento della Protezione Internazionale che mostra davvero scarso interesse per le criticità e le vulnerabilità dei richiedenti asilo di questa provincia. Facciamo appello alle realtà di movimento, alle associazioni, ai sindacati, al mondo della chiesa, alle istituzioni, ai parlamentari ad intervenire affinché la lotta contro il razzismo, la camorra e lo sfruttamento diventi una comune lotta per la dignità.
L’Assemblea del 09 gennaio ’10: Movimento dei Migranti e dei Rifugiati- Centro Sociale “ex canapificio” - Ass.ne dei Senegalesi – il Vescovo emerito Mons Nogaro-  Rete antirazzista Napoli-  
 
 
Ogni immigrato è un essere umano, da rispettare e con diritti e doveri
 
Sentiamo l’urgenza di far sentire la nostra voce o meglio il nostro urlo di indignazione e di dolore per quanto ha trovato ‘manifestazione’ nei fatti accaduti a Rosarno. Il Vangelo dell’accoglienza e della ‘buona notizia’, a cui come credenti e come religiose/i, sentiamo di conformare ogni giorno la nostra vita e le nostre scelte, trova il suo totale tradimento nei tanti, troppi, volti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle migranti continuamente sfruttati, calpestati e brutalizzati nella loro dignità umana.
Il santo Padre in maniera chiara e decisa ha richiamato al grande valore della dignità umana: “Un immigrato è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri”.
Davanti all’albore di un genuino sogno di vita e di speranza di tanti uomini e donne migranti, trasformatosi, nella nostra ‘ospitale’ Italia, in dramma, in dolore e in disperazione non possiamo restare indifferenti e attendere che, su queste realtà così disumane, si volti pagina e tutto ritorni, ipocritamente, sotto controllo.
Di fronte alla ricerca affannosa del benessere e alla difesa arrogante di interessi privati (a volte manovrati e controllati da organizzazioni criminali), con determinazione e coraggio dobbiamo mostrare che è possibile rompere il cerchio dell’egoismo, che minaccia di soffocare la nostra civiltà.
Quando il male intensifica le sue trame, per l’infedeltà di persone (spesso anche credenti) e di popoli (così detti civili e democratici), che tradiscono il loro compito storico, occorre che il Bene trovi spazi sempre più ampi e fedeli per suscitare con la sua forza rinnovatrice qualità umane inedite.
Tutti noi, come credenti, siamo chiamati a sentire, nell’oggi, la possibilità di invertire l’attuale processo di imbarbarimento, di disumanizzazione, che può esprimersi in modalità storiche, perchè diventa decisione di donne e di uomini, invenzione di fraternità e giustizia, cura attenta dei deboli, degli emarginati, in particolare, dei migranti.
Questo è il compito primario del credente, annunciare con autenticità e testimoniare con coerenza il Vangelo della Vita e della Speranza per tutte le donne e gli uomini della terra: “Sono venuto perché tutti abbiano vita e vita in abbondanza” Gv 10,10.
Abitati da queste irrinunciabili spinte evangeliche con ferma convinzione aderiamo al comunicato redatto dai nostri amici del Centro Sociale ex canapificio e alla giornata di mobilitazione a Caserta per il 19 gennaio 2010.
 
Firme:
Comunità Rut – Suore Orsoline SCM; Casa Zaccheo- Padri Sacramentini;
Agesci Caserta; Azione Cattolica Caserta; Pastorale Giovanile; F.U.C.I.;
Comitato Caserta Città di Pace;
Don Stefano Giaquinto – Parrochia Santa Maria della Vittoria in Casagiove;
Don Antonello Giannotti - Parrocchia SS.Nome di Maria in Puccianiello;
Don Nicola Lombardi – Parrocchia S. Maria Assunta in Mezzano;
Don Mimì Vozza – Parrocchia S. Vincenzo Martire in Briano – Caserta;


Mercoledì 13 Gennaio,2010 Ore: 15:39
 
 
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Osservatorio sul razzismo

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