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www.ildialogo.org A COLORI INVERTITI,di Peppe Sini

A COLORI INVERTITI

di Peppe Sini

Cessi la guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, colonialista e rapinatrice contro la popolazione libica.


Esaminare una situazione attraverso una ipotesi astratta in cui gli attori reali agiscono in ruoli invertiti, talvolta puo' essere un utile esercizio analitico; ad esempio per valutare l'azione della Nato, degli Usa, dell'Unione Europea e di singoli paesi europei nei confronti della Libia.

*

Supponiamo che

1. Supponiamo che un gruppo di italiani perbene denunciasse all'opinione pubblica italiana ed internazionale che al governo nel nostro paese c'e' una cricca di neofascisti, filomafiosi, razzisti, corrotti, corruttori e pervertiti; e che chiamasse il popolo italiano alla rivolta in nome dei fondamenti stessi del diritto, della democrazia, della dignita'.

2. Supponiamo che dopo le prime pacifiche manifestazioni popolari di piazza represse dalle forze di sicurezza taluni signori - personaggi che fino a pochi giorni prima erano ministri, funzionari governativi ed alti gradi militari - si proclamassero "governo provvisorio di transizione" ed iniziassero un colpo di stato armato scatenando di fatto una guerra civile.

3. Supponiamo che alcuni paesi della cosiddetta comunita' internazionale - che so: la Cina, il Pakistan, l'Iran, la Corea del Nord, la Libia - dichiarassero di non poter restare insensibili al grido di dolore del popolo italiano ed iniziassero a bombardare la capitale italiana ed altre citta' facendo strage della popolazione civile, proclamando che lo fanno per proteggere la popolazione civile stessa dalla violenza del regime.

4. E supponiamo che un'organizzazione internazionale asservita a quei paesi avallasse tale guerra di aggressione approvando un'ambigua risoluzione a tal fine utilizzabile.

5. Supponiamo anche che qualcuno di questi stati aggressori rifornisse di armi i golpisti che nel frattempo hanno preso il controllo di parte del territorio, che so, della Toscana o della Campania.

6. E supponiamo che il piu' autorevole dei leader di quella coalizione internazionale di stati aggressori rivendicasse al suo paese il diritto di sequestrare, torturare e fin assassinare chiunque ovunque nel mondo, legittimando qualunque sequestro, tortura e omicidio senza processo col semplice dichiarare "terrorista" la vittima designata.

7. E supponiamo anche che una corte di giustizia internazionale finanziata proprio da quei paesi che hanno cominciato a bombardare Roma ed altre citta', dichiarasse che il capo del governo italiano e' evidentemente un criminale e che con le buone o con le cattive va immediatamente deposto, catturato, rapito e punito (anticipando peraltro il giudizio prima ancora del processo: secondo la scuola giuridica di cui al punto 6), e che conseguentemente la "coalizione di buona volonta'" e' legittimata a qualunque azione a tal fine.

8. Supponiamo infine che bombardamenti e stragi si susseguissero per mesi e mesi. Bombardamenti e stragi. Per mesi e mesi.

Ebbene: non avremmo proprio nulla da obiettare?

Ripeto: non avremmo proprio nulla da obiettare?

*

Questo sta accadendo in Libia

E questa era la nostra ipotesi astratta a parti rovesciate. Veniamo adesso alla realta'.

E la realta' e' esattamente la stessa descritta sopra, con la differenza che non e' Roma ad essere bombardata ma Tripoli, e che la coalizione dei bombardamenti stragisti e' guidata dalla Nato e promossa dagli Usa e da vari paesi europei con la decisiva complicita' dell'Unione Europea e dell'Onu.

Questo sta accadendo in Libia: non siamo dinanzi a un palese crimine contro l'umanita'?

Questo sta accadendo in Libia: non siamo di fronte a una guerra terrorista e stragista?

Questo sta accadendo in Libia: non abbiamo proprio nulla da obiettare?

Ripeto: non abbiamo proprio nulla da obiettare?

*

Cessi la guerra

Ci si impegni ovunque nel mondo affinche' cessi la guerra terrorista e stragista, imperialista e razzista, colonialista e rapinatrice contro la popolazione libica.

Ed in particolare per quanto concerne l'Italia, che di questa guerra e' la fondamentale base militare da cui partono gli attacchi stragisti, il popolo italiano si impegni affinche' cessi immediatamente la partecipazione italiana alla guerra, poiche' essa viola sia il diritto internazionale, sia gli accordi sottoscritti tra Italia e Libia in tempi fin recentissimi, sia la stessa Costituzione della Repubblica Italiana.

*

Frutti di sangue

Quali frutti ci si aspetta da un atto criminale come questa guerra?

Oltre l'orrore delle persone uccise, ferite e mutilate, oltre le devastazioni realizzate e le risorse distrutte e contaminate, ed oltre la scellerata violazione dei trattati e del diritto internazionale e la tragica selvaggia lacerazione nelle relazioni internazionali, ebbene, anche un altro frutto velenoso e' a tutti evidente: quale che sia l'esito della guerra, gli stati terroristi aggressori avranno dato al mondo intero una volta ancora il messaggio che Stati Uniti d'America ed Europa vogliono ancora imporsi come padroni del mondo usando la violenza piu' cinica ed efferata in dispregio del diritto, senza esitare a massacrare le popolazioni del sud del mondo per imporre la loro politica di potenza e di rapina.

E tutti i regimi oppressivi e tutti i poteri criminali del mondo saranno eccellenti allievi e sicuri imitatori di questa abominevole pedagogia della sopraffazione e dello sterminio. E rischiano di diventarlo anche tanti paesi e popoli e movimenti che per disperazione, o per odio della flagrante ingiustizia, o per vendetta del male subito, si faranno anch'essi sciagurati discepoli e feroci imitatori - sulla scala delle loro possibilita' - di questa logica onnicida. E sangue chiamera' sangue.

*

Dal punto di vista dell'umanita'

Cosa ci vuole ancora per capire che la guerra e' sempre un crimine contro l'umanita'?

Cosa ci vuole ancora per capire che a questo punto della storia umana giunti, nell'eta' inaugurata dalla bomba di Hiroshima, ogni guerra mette in pericolo l'esistenza dell'umanita' intera?

Cosa ci vuole ancora per capire che solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita'?

Peppe Sini

responsabile del "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

Viterbo, 20 luglio 2011

Mittente: "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo

e-mail: nbawac@tin.it

web: http://lists.peacelink.it/nonviolenza/



Mercoledý 20 Luglio,2011 Ore: 22:27
 
 
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