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Voci dalla Palestina occupata
BoccheScucite

Quindicinale di controinformazione - n.136 – 1 novembre 2011


 ultim’ora: la Palestina è patrimonio dell’umanità! 

Con l’Unesco il mondo mette in un angolo gli Usa (“E’ pericoloso!”),Israele (”E’ terribile”)
e pochi altri (107 sì, 14 no, 52 astenuti, compresa l’Italia...).
Un voto storico. Un’altra decisa reazione della comunità internazionale all’imposizione Usa-Israele: il mondo non ci sta ad essere connivente con l’oppressione dei palestinesi e vuole per loro la libertà e uno stato sovrano. L’Italia balbetta.

«E’ davvero un momento storico che restituisce alla Palestina, culla delle religioni e delle civiltà, alcuni dei suoi diritti. Abbiamo rimesso la Palestina nel planisfero e ora nessuno potrà ritirarla. Oggi sappiamo che eliminare l'ingiustizia che vivono i palestinesi è possibile, è solo l'inizio del percorso, ma arriveremo alla liberazione» (ministro esteri palestinese Al Maliki). Claudio Pagliara, scuro in volto, annuncia laconico la sconfitta dell’arroganza dell’occupante e accenna ironico alla vendetta di Israele: “Non ce ne staremo seduti con le braccia conserte!” (Netanyahu)

in allegato BoccheScucite n.136 – 1 novembre 2011 www.bocchescucite.org

Carissime, carissimi, Vittorio, come voi, ha cercato di promuovere la pace e i diritti umani, compiendo, con la sua vita, una scelta radicale e ponendosi senza esitazioni dalla parte degli oppressi. Se Vittorio non ha mai esitato di fronte all'ingiustizia a porsi come scudo, a dividere pane e pericoli con i pescatori e i contadini, ad accompagnare i paramedici sulle ambulanze sotto il tiro dei cecchini, in quella prigione a cielo aperto che è la Striscia di Gaza, è perché sentiva fortissimo questo bisogno e mai l'avrebbe tradito o ignorato, pur avendo anche messo in conto di poter dare la vita, ben sapendo che della pace, come spesso ci dicevamo nel nostro discorrere, la giustizia è “madre e sorella”. E ha lasciato, a chi ha orecchie per ascoltare e cuore per intendere, l'invito pressante a Restare Umani.  Vi aspetto tutti a Bulciago sabato 26 novembre e vi ringrazio dal profondo del cuore, con Ettore e Alessandra.  Egidia Beretta

LA PALESTINA NELL’UNESCO. LEZIONE DI GEOPOLITICA. LA STORIA E’ ORMAI CAMBIATA.

L’insieme dei 107 Paesi che hanno votato rappresenta una significativa lezione di geopolitica. Descrivono un cambiamento. Da un lato gli Stati Uniti sempre più isolati in un rifiuto che politicamente è fallimentare. Dall’altro lato c’è il mondo a favore, quello che diventa importate ogni giorno di più. Testimone, corresponsabile e partecipe da oltre 60 anni del conflitto, la vecchia Europa non è ancora capace di decidere unita quando sia più giusto stare dalla parte dei palestinesi, degli israeliani, di entrambi o di nessuno. Il resto che sta per accadere attorno alla questione Unesco è irrilevante. Conta poco se per ritorsione gli Stati Uniti non verseranno il loro contributo annuale all’Unesco. Il voto all’Unesco è solo il primo atto. Entro la fine del mese anche il Consiglio di sicurezza dovrà decidere se ammettere o meno la Palestina. Non verrà ammessa perché in caso di maggioranza del si, uno dei cinque membri permanenti del Consiglio può porre il veto. Gli Stati Uniti lo faranno e bloccheranno ogni cosa: tutto tranne un’altra dimostrazione del loro isolamento. La richiesta palestinese andrà allora all’assemblea generale che voterà a grande maggioranza a suo favore. Ma l’Assemblea non ha i poteri del Consiglio: potrà solo promuovere la Palestina da “entità osservatrice” come è già, a “Stato non membro”, come il Vaticano. Se accadrà questo i palestinesi avranno la loro vittoria. O forse no. Il conflitto continuerà, forse ancora più esacerbato. Ma tutto questo è irrilevante perché il mondo sta cambiando”. (Ugo Tramballi)


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quindicinale di controinformazione - n.136 – 1 novembre 2011


BoccheScucite è realizzato da Don Nandino [per contatti nandyno@libero.it]

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Marted́ 01 Novembre,2011 Ore: 22:01
 
 
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