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www.ildialogo.org L’omosessualità e l’etica “poco ragionata” di un prete,di Renato Pierri

L’omosessualità e l’etica “poco ragionata” di un prete

di Renato Pierri

“L’angolo del teologo – Etica ragionata”, questo il titolo di un articolo apparso sul blog “Come Gesù”, a firma del prete Sergio Fumagalli. L’articolo voleva essere una risposta alla seguente mia affermazione: “Considerare immorali gli atti di omosessualità va contro la ragione e contro la giustizia, giacché è una palese discriminazione. La persona omosessuale viene trattata in maniera diversa dalla persona eterosessuale”. Il prete comincia col rispondere: “Deduco quindi che l’irragionevolezza starebbe nel proibire ad una persona di amare e l’ingiustizia nel trattare diversamente due situazioni equivalenti”. E comincia col ragionare male. Infatti, l’irragionevolezza e l’ingiustizia stanno nel consentire ad una persona di amare, e di non consentirlo ad un’altra persona che ha gli stessi diritti essendo persona, e ciò in base al loro diverso orientamento sessuale. Palese discriminazione fatta in base al sesso.
Sergio Fumagalli, poi, continua con discorsi che con la mia affermazione, che si basa esclusivamente sulla ragione, non c’entrano per nulla. Ne trascrivo qualche riga:
“L’affermazione che sto criticando è conseguenza di un clima culturale soggettivista che in ambito morale porta a pensare che l’unico giudizio etico valido possa essere portato solo sui propri sentimenti; detto in parole semplici: “è buono ciò che amo ed è cattivo ciò che odio” o anche “faccio il bene se ho sentimenti di amore e di benevolenza e faccio il male se ho sentimenti cattivi”. Si dà il caso che il sottoscritto non abbia mai sostenuto concetti del genere. L’immoralità da me rilevata non riguarda la natura di ciò che si proibisce o si consente, ma il fatto in sé di proibire qualcosa ad una persona e consentirla ad un’altra. Nel caso specifico si tratta di qualcosa di importantissimo: l’amore, omosessuale o eterosessuale che sia. 
Il sacerdote continua ancora: “Dire che un atto di unione omosessuale è cattivo significa riconoscere, attraverso la ragione, che, per quanto possa presentare aspetti desiderabili o di piacere, non è adeguato al bene generale delle persone coinvolte”.
“Attraverso la ragione”. Però il prete la ragione non la spiega. Promette di parlarne un’altra volta. Scrive: “E’ ancora da dimostrare che gli atti omosessuali sono cattivi”. E questo avrebbe dovuto fare,  il buon prete, senza tanti inutili e irragionevoli discorsi.
Renato Pierri



Domenica 23 Ottobre,2016 Ore: 15:31
 
 
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