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www.ildialogo.org Pasqua: una riflessione da Lira (Uganda),di p. Giuseppe Franzelli

Lettera
Pasqua: una riflessione da Lira (Uganda)

di p. Giuseppe Franzelli

Lira, 17 Aprile 2014
Carissimi,
Buona Pasqua!
Il significato di questo augurio lo conosciamo tutti. Pasqua ci ricorda e ci parla dell’amore appassionato di Dio per noi in Cristo, morto e risorto per salvarci. È l’annuncio della Buona Notizia che la vita ha sconfitto la morte, l’amore ha vinto il male. Che a tutti coloro che credono in Lui, il Signore Gesù ha dato la possibilità ed il dono di una vita nuova.
Tutto bello e giusto. Ma onestamente, se ci guardiamo in giro, dov’è che vediamo nella realtà di ogni giorno l’effetto della risurrezione, il cambiamento di una vita nuova vissuta all’insegna dell’amore, e la pace augurata dal Cristo Risorto? Non vorrei scandalizzare nessuno – sarebbe davvero grave da parte di un vescovo! – ma io conosco delle persone, gente in g amba e “impegnata” per cui queste sono semplicemente parole. Belle, significative, che esprimono un bisogno e desiderio condiviso da tutti ma… solo e sempre parole, senza grande riscontro nella realtà. “Parole, parole, parole!…”, come diceva una canzone di molti anni fa. La realtà, a detta di molti, quella di cui sono piene le pagine dei giornali, la TV o internet, sembra purtroppo tutt’altra cosa.
Qui da noi in Uganda, la Buona notizia della Pasqua quest’anno arriva assieme alle ultime statistiche ufficiali sulla diffusione della criminalità nel paese. Rispetto al 2012, l’anno scorso ha visto una leggera diminuzione del numero totale dei delitti, ma contemporaneamente sono aumentati i casi di omicidio, violenza sessuale e domestica, corruzione e conflitti per la terra. Nella classifica dei distretti con il più alto tasso di criminalità nel 2013, quello di Lira è al settimo posto, con 1828 crimini denunciati alla polizia, superando perfino i distretti molto più popolati della capitale, Kampala. Nonostante una campagna nazionale di sensibilizzazione e preghiera da parte della Chiesa cattolica, il triste fenomeno della violenza domestica è in aumento. Proprio in questi giorni il tribunale di Lira ha condannato sei donne chehanno ucciso il marito, in reazione ad un tentativo di violenza da parte del coniuge. Altre tre sono in carcere in atttesa del processo. Ultimamente, la divisione fra i due gruppi di clan all’interno della tribu Lango si è acuita, portando all’elezione di un secondo “Governo traditionale Lango” e seminando confusione e conflitti fra la gente.
Questo, qui da noi, in Africa. Da voi, in Italia….beh, voi conoscete la situazione e siete in grado di giudicare meglio di me! A volte sembra davvero che cambiamento di vita, giustizia, pace, solidarietà siano una meta umanamente irraggiungibile, destinata a rimanere un pio desiderio. La Pasqua appare molto lonta….
Forse è proprio per questo, per aumentare la mia fede e sostenere la mia debolezza, che il Signore quest’anno mi ha sorpreso e battuto sul tempo. Non ha atteso il giorno di Pasqua per farmi “vedere” e sperimentare la possibilità e realtà della Risurrezione. Mi ha dato un segno, piccolo ma per me molto significativo. Mi permetto di condividerlo con voi, nonostante la delicatezza del caso, senza peraltro entrare nei dettagli della vicenda.
Si tratta di uno dei miei preti. Giovane, sacerdote da vari anni, un carattere forte, irascibile e impulsivo, ha incontrato difficoltà con i parroci delle due parrocchie in cui è stato. Dopo un primo trasferimento, la sua condotta non certo irreprensibile mi ha indotto ad offrirgli la possibilita di un tempo di riflessione da passare in famiglia. Un paio di settimane dopo, senza dir niente a nessuno, è andato a Kampala e si è iscritto ad un corso universitario. Dopo vari tentativi e colloqui, verso la fine del corso, ha accettato di rientrare in diocesi. Il giorno fissato non s’ è fatto vivo. Sparito. Dopo un po’ di tempo, col parere unanime della Consulta vescovile, sono stato costretto ad emettere un decreto di sospensione temporanea dal ministero sacerdotale. Due anni più tardi, verso la fine dell’anno scorso, riappare di nuovo, di ritorno dall’America. E la prima cosa che fa è di aggiungere la sua firma ad una lettera di accuse e calunnie nei confronti del vescovo. Dopodiché viene a chiedermi con arroganza di essere riammesso all’esercizio del ministero, nonostante il fatto che la lettera in questione concludesse con il rifiuto dei firmatari di continuare a lavorare con il vescovo. Lo ascolto e gli parlo più volte. Alla fine accetta di fare un corso di riflessione e rinnovamento in un centro di spiritualità. Sono passati così vari mesi, in cui il Signore ha evidentemente parlato al suo cuore.
Ieri, Mercoledì Santo, abbiamo anticipato in cattedrale la celebrazione della Messa del Crisma, che normalmente si fa la mattina del Giovedì Santo. La cattedrale era gremita di gente, e con me concelebravano tutti i sacerdoti che lavorano in diocesi. Dopo l’omelia, questo sacerdote – considerato da tutti una spina nel fianco del presbiterio diocesano e un caso umanamente senza soluzione – si è fatto avanti e di fronte a tutti ha chiesto pubblicamente perdono per il male fatto e lo scandalo dato con le sue azioni. Ha ritirato la sua firma dalla lettera diffamatoria, chiedendo umilmente di essere reintegrato nell’esercizio del ministero sacerdotale e impegnandosi a lavorare in collaborazione e comunione don il vescovo. Gli ho messo la stola sulle spalle e l’ho abbracciato. La gente che gremiva la cattedrale è scoppiata in un fragoroso e commosso applauso. Alle mie spalle, un prete si è messo a piangere. Poi, tutti insieme, dopo aver rinnovato le promesse e gli impegni dell’ordinazione sacerdotale, abbiamo celebrato l’Eucaristia.
Carissimi, questo è il segno della Pasqua-Risurrezione che mi è stato dato. Mi è entrato nel cuore e mi ha accompagnato durante tutta la giornata di oggi, Giovedi Santo, il giorno in cui Gesù ci ha regalato se stesso nell’Eucaristia e ci ha fatto il dono del sacerdozio. Stasera, mentre riprendevo in mano questa lettera nel tentativo di farvela pervenire prima di Pasqua, ho ricevuto un messaggio SMS. E’ il mio sacerdote, inviato ieri in un centro eucaristico di una delle parrocchie più lontane e più grandi della diocesi. Dice: “Ho appena celebrato la mia ‘prima messa’. E’ stato estremamente bello e significativo. Ho una grande voglia di ricominciare a lavorare in comunione con te. Buona Pasqua!” E’ il migliore augurio che potessi ricevere. Lo condivido e passo a voi, come segno e prova che la Risurrezione di Gesù rende possibile un cambiamento ed un inizio di vita nuova anche per noi. E’ un invito a scoprire la Pasqua che accade in noi, e negli altri attorno a noi. Vederla, celebrarla con gioia e riconoscenza. E viverla, “fare Pasqua” ogni giorno del nostro cammino. Auguriamocelo a vicenda. Il Signore Risorto ci dia la sua gioia e la sua pace! P. Giuseppe
PS. Approfitto dello spazio rimasto per lanciare un appello. Pregate per i miei preti! Perché sòi rafforzi la comunione e l’unità fra tutti noi. Ripeto: innanzitutto e soprattutto pregate per loro e per me, per il dono della fedeltà e generosità nel servizio al popolo di Dio, specialmente ai piu poveri. Questa è la cosa essenziale.
Poi, se potete, aiutatemi ad aiutarli, assicurando loro un contributo minimo mensile decente, anche sotto forma di intenzioni di messe. Spesso la mancanza di un sostegno finanziario adeguato per cure mediche ed altre necessità è proprio uno dei motivi per cui si danno da fare in altri modi e finiscono per mettersi nei guai. A chi, oltre alla preghiera, puòdare una mano anche in questo, dico fin d’ora il mio sentito “Grazie!”
Colgo anzi l’occasione per ricordare a tutti un modo efficace e che non costa nulla per sostenere le iniziative e i progetti della diocesi di Lira, e cioè la scelta di devolvere il 5 x 1000 alla Associazione Onlus “Due Mani”, nata a questo scopo. Una settimana fa mi è stato comunicato che, nel 2012, 410 amici hanno scelto di sostenere l’Associazione Onlus Due Mani con il contributo del loro 5x1000. Grazie di cuore ad ognuno di loro! Chi volesse partecipare, può indicare la sua scelta indicando semplicemente sul l’apposito modulo : Associazione Onlus Due Mani CF 98158150171
Per ulteriori informazioni su “Due Mani” e sull’invio di offerte: tel. 030 7090411 o cell. 349 66 06 045 GRAZIE!



Sabato 19 Aprile,2014 Ore: 17:21
 
 
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