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www.ildialogo.org L’ARTE di NON RISPONDERE,di Giovanni Dotti

Lettera
L’ARTE di NON RISPONDERE

di Giovanni Dotti

Egregio Direttore,

chi non sa che pesce pigliare, chi non è in grado di dare una risposta esauriente, chi è a corto di argomenti, chi sa di non essere abbastanza preparato, oppure chi non “osa” assumersi una qualche responsabilità , o semplicemente chi se ne frega o peggio sa di essere nel torto e di non avere alcun valido argomento per controbattere TACE e RESTA IN SILENZIO. Così fanno alcuni politici e amministratori locali che, in attesa degli “input” che provengono loro dall’alto (da cui dipendono le loro carriere) tergiversano e dicono e scrivono cose poco chiare e incomprensibili per un comune cittadino. Evidentemente si ispirano ad un libello “L’ARTE DI TACERE” scritto circa 250 anni fa (1771) da un abate francese, tale Dinouart, che magistralmente tracciò le regole del “POLITICHESE”.

A questo penso quando non trovo alcun riscontro alle critiche e alle proposte che talora muovo ad alcune forze politiche o ad Associazioni, che “indifferenti” semplicemente fanno finta di non averle lette e di ignorarle, e che nulla rispondono ad osservazioni e contestazioni più che motivate, lecite e fondate. Questo è cinismo, prevaricazione, orgoglio e presunzione. Così si uccide la democrazia, si stronca ogni sana voglia partecipativa e si consolidano solo certe posizioni di potere che immeritatamente alcune persone (di discutibile valore) si sono autoattribuite a svantaggio di tutta la comunità.

Grazie Signor Direttore se vorrà pubblicare questa lettera

Varese, 12 luglio 2012

Giovanni Dotti

Risponde il direttore

Gentile Giovanni,

pensi che esistono organizzazioni nelle quali è codificato il "silenzio dissenso". Se si scrive ad una di queste organizzazioni chiedendo un qualcosa a cui l'organizzazione dovrebbe rispondere con un diniego, questa organizzazione semplicemente non risponde. Chi scrive dovrebbe sapere che se dopo un tot tempo non riceve risposta significa che la sua domanda è stata respinta. Mi riferisco a quanto viene praticato non da una qualsiasi organizzazione ma dalla Chiesa Cattolica Romana, ma quasi nessuno sa che in questa organizzazione vige questa regola. Eppure i Vangeli dicono tutt'altro.

Cordiali saluti

Giovanni Sarubbi



Giovedě 12 Luglio,2012 Ore: 16:37
 
 
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