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www.ildialogo.org Amarezza dei protestanti svizzeri per l'esito della votazione sui minareti,di Agenzia NEV del 2-12-2009

Svizzera.
Amarezza dei protestanti svizzeri per l'esito della votazione sui minareti

di Agenzia NEV del 2-12-2009

“Un attacco alle libertà fondamentali dell'essere umano”


Roma (NEV), 2 dicembre 2009 - Amarezza dei protestanti svizzeri per l'esito della votazione popolare sul divieto di costruire minareti. Ieri il 57% dei votanti elvetici ha detto “sì” all'iniziativa proposta dall'estrema destra svizzera: un vero e proprio “attacco alle libertà fondamentali”, si legge in una nota diffusa dalla Federazione delle chiese evangeliche svizzere (FCES), che nei mesi precedenti alla votazione, anche attraverso campagne di informazione, si era schierata contro l'iniziativa anti-minareti.
Per il pastore Thomas Wipf, presidente della FCES, si tratta di un risultato che mette a repentaglio la coesione sociale: ”Il divieto di costruire minareti non risolve alcun problema, ma ne crea di nuovi”. Deplorando l’esito della votazione, il pastore Wipf ha aggiunto: “E' inammissibile che delle minoranze religiose del nostro paese debbano ora attendersi di avere un trattamento diseguale rispetto ad altre espressioni religiose”. Al contrario, prerequisito fondamentale per il dialogo e per l'integrazione sarebbe il rispetto reciproco, ha affermato Wipf, evidentemente non più garantito. Wipf ha anche ricordato come il diritto di professare liberamente la propria fede sia un diritto universale dell'essere umano.
Le chiese evangeliche svizzere hanno dichiarato con forza di voler rinnovare il loro impegno a favore della convivenza pacifica tra culture e religioni: “È importante che esse mostrino concretamente che una coesistenza pacifica è possibile”, si legge nella nota della FCES.
Forte preoccupazione per l'esito del voto è stato espresso anche dal Consiglio svizzero delle religioni e dalla Conferenza episcopale svizzera.
La Conferenza delle chiese protestanti in Europa (CPCE) con un comunicato stampa ha ribadito la necessità di promuovere la piena partecipazione dei musulmani nelle società europee. Ha altresì ricordato l'adesione nel 2001 da parte delle chiese europee ai principi espressi nella Charta Oecumenica, tra cui quello dell'impegno a lavorare insieme ai musulmani su temi di comune interesse.


Giovedì 03 Dicembre,2009 Ore: 16:07
 
 
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