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www.ildialogo.org “LA CARNE DEI RIFUGIATI E’ LA CARNE DI CRISTO”,di Alex Zanotelli

IL PAPA A LAMPEDUSA  
“LA CARNE DEI RIFUGIATI E’ LA CARNE DI CRISTO”

di Alex Zanotelli

E’ molto significativo che Papa Francesco abbia scelto come suo primo viaggio apostolico, Lampedusa, posto simbolico per esprimere la sua attenzione agli ultimi, agli impoveriti. “La carne dei rifugiati- aveva detto pochi giorni prima del viaggio- è la carne di Cristo.”

L’isola di Lampedusa è la porta di entrata in Europa per ‘i disperati dell’Africa’. “La Chiesa compie la propria missione- aveva scritto prima di essere ucciso il vescovo di Oran (Algeria), Pierre Claverie- quando è presente nelle lacerazioni che crocifiggono l’umanità nella carne e nell’unità.”

Papa Francesco ha scelto di essere presente in uno dei luoghi che hanno visto, in questi anni, arrivare migliaia di ‘carrette del mare’, di barconi carichi di uomini e donne alla ricerca di un futuro. Tanti di loro non ce l’hanno fatta! Il giornalista G. Visetti, dopo un prolungato soggiorno a Lampedusa, ha stimato , dal 2002 al 2008, che oltre 42.000 immigrati hanno perso la vita nel ‘Mare nostrum’, diventato ormai il cimitero degli impoveriti. Per loro il Papa ha deposto sulle acque una corona di fiori per ricordare questa immane tragedia che si consuma davanti allla Fortezza Europa, protetta dal Frontex, un’agenzia che ha a disposizione oltre cento milioni di euro all’anno, per impedire ai diseredati di arrivare in Europa.

Dov’è tuo fratello?”- ha gridato il Papa durante la Messa-La voce del suo sangue grida fino a me, dice Dio.Questa non è una domanda rivolta ad altri, è una domanda rivolta a me, a te, a ciascuno di noi.”

E’ in questo contesto che il Papa ha voluto compiere il suo primo viaggio apostolico per dare corpo al suo motto:” Una Chiesa povera e per i poveri.” Un viaggio questo, semplice, sobrio e povero, alle ‘ periferie della vita’. Infatti il Papa , che è arrivato nell’isola con un aereo di linea, non ha voluto né politici né dignitari né cardinali .Da un altare, posto su una ‘carretta del mare’ , con un calice di legno e un pastorale confezionati con il legno dei barconi degli immigrati, Francesco ha gridato:”Sono venuto a Lampedusa per risvegliare le coscienze perché questo non si ripeta più.”

La presenza a Lampedusa del vescovo di Roma, pone pesanti domande all’Italia, all ‘Unione Europea, ma anche alla Chiesa che è in Italia.

Perché il popolo italiano ha assistito quasi con indifferenza per anni a questa immensa tragedia degli immigrati che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo?

Come ha fatto il popolo italiano (un popolo di migranti con oltre 60 milioni di italiani all’estero!) a tollerare questa strage a mare, senza sentire compassione per tanta sofferenza umana?

Come ha potuto il popolo italiano accettare che per 20 anni i vari governi abbiano cavalcato politicamente l’onda razzista crescente che ha prodotto un “Razzismo di Stato”: la Turco-Napolitano (1988), la Fini-Bossi (2002) e il Pacchetto Sicurezza (2008) di Maroni?

Come ha potuto il popolo italiano accettare che venissero costruiti sul nostro territorio ben 13 Centri di Identificazione e Espulsione (CIE), autentici lager dove rinchiudere ,come animali in gabbia ,così tanti immigrati?

Come ha potuto il popolo italiano trattare così male i 20.000 rifugiati della guerra di Libia, la cosidetta Emergenza NordAfrica del 2011?

Papa Francesco , a Lampedusa, ha tentato una risposta :”La cultura del benessere ci rende insensibili alle grida degli altri.” E con forza ha bollato questa ”globalizzazione dell’indifferenza.”

Tante anche le domande che Papa Francesco rivolge anche all’Unione Europea. Può l’Europa continuare a chiudersi in se stessa, nel suo benessere, davanti a un Mediterraneo in fiamme, a un’Africa subsahariana stremata?

Come può l’Europa definirsi la culla dei diritti umani quando tratta così chi bussa alla sua porta, fuggendo da situazioni disperate?

Sono venuto a risvegliare le vostre coscienze”,- ha detto Papa Francesco. Coscienze rinchiuse in “bolle di sapone”! Il Papa ha scelto di andare a Lampedusa, la “Porta dell’Europa” per dire a tutti chi sono i nostri ‘prossimi’ ! “Siamo caduti- ha detto Papa Francesco- nell’atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell’altare, di cui parla Gesù nella parabola del Buon Samaritano:guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, e continuiamo per la nostra strada, non è compito nostro; e con questo ci sentiamo a posto.”

E’ una parola forte non solo per l’Italia e per l’Europa, ma soprattutto per la Chiesa in Italia e in Europa. Tante le domande che dobbiamo porci.

Com’è stato possibile che per oltre un decennio la CEI(Conferenza Episcopale Italiana) sia stata così silenziosa su una così enorme tragedia?

Come mai tanto silenzio anche dalle conferenze episcopali europee?

Come mai tanta prudenza anche da parte di ordini religiosi e congregazioni missionarie?

Quanti di noi religiosi hanno aperto le porte delle loro case, spesso semivuote, per accogliere questi immigrati?

Le domande sono tante per tutti, ma per noi credenti la prima domanda da farci è :“Uomo dove sei”? E non “Dio dove sei?”

Diamoci da fare tutti perché la vita vinca!

Grazie di cuore, Papa Francesco!

Alex Zanotelli

Napoli,9 luglio 2013




Martedì 09 Luglio,2013 Ore: 21:20
 
 
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Autore Città Giorno Ora
Federico La Sala Milano 09/7/2013 22.22
Titolo:Alex Zanotelli: Mi vergogno di essere italiano e cristiano...
Mi vergogno di essere italiano e cristiano

di Alex Zanotelli

Di seguito anche il link ad una intervista audio realizzata da Micromega *

E’ agghiacciante quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi in questo nostro paese.

I campi Rom di Ponticelli (Na) in fiamme, il nuovo pacchetto di sicurezza del ministro Maroni, il montante razzismo e la pervasiva xenofobia, la caccia al diverso, la fobia della sicurezza, la nascita delle ronde notturne offrono una agghiacciante fotografia dell’Italia 2008.

«Mi vergogno di essere italiano e cristiano», fu la mia reazione rientrato in Italia da Korogocho, all’approvazione della legge Bossi-Fini (2002). Questi sei anni hanno visto un notevole peggioramento del razzismo e xenofobia nella società? italiana, cavalcata dalla Lega (la vera vincitrice delle elezioni 2008) e incarnata oggi nel governo Berlusconi (posso dire questo perché sono stato altrettanto duro con il governo Prodi e con i sindaci di sinistra da Cofferati a Domenici...). Oggi doppiamente mi vergogno di essere italiano e cristiano.

Mi vergogno di appartenere ad una società sempre più razzista verso l’altro, il diverso, la gente di colore e soprattutto il musulmano che é diventato oggi il nemico per eccellenza.

Mi vergogno di appartenere ad un paese il cui governo ha varato un pacchetto-sicurezza dove essere clandestino é uguale a criminale. Ritengo che non é un crimine migrare, ma che invece criminale é un sistema economico-finanziario mondiale (l’11% della popolazione mondiale consuma l’88% delle risorse) che forza la gente a fuggire dalla propria terra per sopravvivere.

L’Onu prevede che entro il 2050 avremo per i cambiamenti climatici un miliardo di rifugiati climatici. I ricchi inquinano, i poveri pagano. Dove andranno? Stiamo criminalizzando i poveri?

Mi vergogno di appartenere ad un paese che ha assoluto bisogno degli immigrati per funzionare, ma poi li rifiuta, li emargina, li umilia con un linguaggio leghista da far inorridire.

Mi vergogno di appartenere ad un paese che dà la caccia ai Rom come se fossero la feccia della società . Questa é la strada che ci porta dritti all’Olocausto (ricordiamoci che molti dei cremati nei lager nazisti erano Rom!). Noi abbiamo fatto dei Rom il nuovo capro espiatorio.

Mi vergogno di appartenere ad un popolo che non si ricorda che é stato fino a ieri un popolo di migranti («quando gli albanesi eravamo noi»): si tratta di oltre sessanta milioni di italiani che vivono oggi all’estero. I nostri migranti sono stati trattati male un po’ ovunque e hanno dovuto lottare per i loro diritti. Perché ora trattiamo allo stesso modo gli immigrati in mezzo a noi?

Cos’é che ci ha fatto perdere la memoria in tempi così brevi? Il benessere?

Come possiamo criminalizzare il clandestino in mezzo a noi? Come possiamo accettare che migliaia di persone muoiano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo per arrivare nel nostro "Paradiso"? E’ la nuova tratta degli schiavi che lascia una lunga scia di cadaveri dal cuore dell’Africa all’Europa.

Mi vergogno di appartenere ad un paese che si dice cristiano ma che di cristiano ha ben poco. I cristiani sono i seguaci di quel povero Gesù di Nazareth crocifisso fuori le mura e che si é identificato con gli affamati, carcerati, stranieri. «Quello che avrete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli lo avrete fatto a me».

Come possiamo dirci cristiani mentre dalla nostra bocca escono parole di odio e disprezzo verso gli immigrati e i Rom? Come possiamo gloriarci di fare le adozioni a distanza mentre ci rifiutiamo di fare le "adozioni da vicino"?

Come è possibile avere comunità cristiane che non si ribellano contro queste tendenze razziste e xenofobe? E quand’è che i pastori prenderanno posizione forte contro tutto questo, proprio perché tendenze necrofile?

Come missionario, che da una vita si é impegnato a fianco degli impoveriti della terra, oggi che opero su Napoli, sento che devo schierarmi dalla parte degli emarginati, degli immigrati, dei Rom contro ogni tendenza razzista della società e del nostro governo.

Rimanere in silenzio oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.

Vorrei ricordare le parole del pastore Martin Niemoeller della Chiesa confessante sotto Hitler: «Quando le SS sono venute ad arrestare i sindacalisti, non ho protestato perché non ero un sindacalista. Quando sono venute ad arrestare i Rom non ho protestato perché non ero un Rom. Quando sono venute ad arrestare gli Ebrei non ho protestato perché non ero un Ebreo. Quando alla fine sono venute ad arrestare me non c’era più nessuno a protestare».

Non possiamo stare zitti, dobbiamo parlare, gridare, urlare. E’ in ballo il futuro del nostro paese, ma soprattutto é in ballo il futuro dell’umanità anzi della vita stessa.

Diamoci da fare perché vinca la vita!

24/05/2008

*

- Emergenza xenofobia

- Intervista di Roberto Vignoli

- Alex Zanotelli:
- "La criminalizzazione dei poveri"-( AUDIO) (23 maggio 2008)
- Prodotto da Micromega

* Il Dialogo, Sabato, 24 maggio 2008

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La chiesa di Papa Francesco

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