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www.ildialogo.org Auguri da Lira,di Giuseppe Franzelli, vescovo di Lira

Pasqua 2013
Auguri da Lira

di Giuseppe Franzelli, vescovo di Lira

Lira, 29 Marzo 2013 – Venerdì Santo

Carissimi,

Buona Pasqua! Il Signore risorto e vivo in mezzo a noi vi riempia della pace e gioia che accompagnano la vita nuova, frutto della sua morte e risurrezione!

Sono passati solo tre mesi dalla mia ultima lettera, in occasione del Natale. Oggi siamo già al Venerdì Santo. Il giorno della Via Crucis, giorno di digiuno.

Il fatto del digiuno mi fa venire in mente un ragazzo del distretto di Kyegegwa, finito sui giornali cinque giorni fa. Una parlamentare in visita alla scuola, durante la pausa del pranzo vuole condividere il cibo degli alunni, che ogni studente deve portarsi da casa. Chiede quindi di poter assaggiare il cibo di un ragazzino undicenne, in quarta elementare. Questi però esita, e tiene stretto fra le mani il suo contenitore di plastica, che sembra piuttosto pesante. Incuriosita, la parlamentare insiste ed allora il ragazzo apre timidamente il contenitore, al cui interno c‘ ѐ solo un mattone. Sorpresa, la signora chiede spiegazioni. E il ragazzo si scusa: aveva paura di essere castigato dal maestro, venendo a scuola senza il “pacco per il pranzo”. Gli era andata bene per tutto l’anno scolastico, senza essere scoperto. Contattati più tardi, i genitori confermano di non aver cibo a sufficienza per il pranzo del figlio.

L’episodio ѐ accaduto in una zona dell’Uganda lontana da Lira. Da noi probabilmente non sarebbe mai successo. Qui, non c’ѐ bisogno di fingere e portare mattoni, semplicemente perché nella pausa pranzo ognuno si arrangia come può. Michael Otim, uno dei quattro figli di una vedova, ha risolto il problema portandosi ogni giorno una piccola tanica con tre litri di acqua. In mancanza d’altro, anche l’acqua può servire a riempire lo stomaco e ingannare la fame! Ma sono molti i bambini che…. attendono di poter mangiare al loro ritorno a casa, la sera. Naturalmente questo incide sulla loro capacità di concentrazione e apprendimento. Se alla mancanza di cibo aggiungete quella di maestri e di strutture scolastiche, con classi sovraffollate (in prima elementare, ad Aliwang, ci sono 90 bambini pigiati in un’aula), e i chilometri che spesso i ragazzi devono fare a piedi per raggiungere la scuola… potete immaginare quali siano i risultati scolastici.

Secondo una ricerca effettuata dal governo in 1232 scuole elementari, il 75% degli alunni della sesta classe non sa leggere correttamente in inglese, e il 68% stenta a fare i conti. Fra i distretti coi peggiori risultati ce ne sono purtroppo 4 degli 8 in cui ѐ suddivisa la diocesi di Lira. E così , oltre a saltare ogni giorno il pranzo, molti ragazzi sono privati anche di una istruzione decente, condizione indispensabile per giocare domani un ruolo significativo e contribuire allo sviluppo del paese e al benessere della propria famiglia. Senza dimenticare quelli che un futuro non ce l’avranno per nulla: su 100 bambini che muoiono in Uganda, 40 sono vittime della denutrizione e malnutrizione.

Stamattina c’ѐ stata la Via Crucis attraverso le strade di Lira. Per ricordare, contemplare e rivivere la Via Crucis di Gesù. Ma anche per rimetterci tutti in cammino dietro a Lui, e con Lui affrontare con coraggio e speranza la nostra Via Crucis quotidiana. La passione di Cristo infatti continua oggi anche nei bambini privati non solo del cibo ma anche di istruzione e di una prospettiva per il futuro. Continua nelle vittime della corruzione, violenza e conflitti per la terra che hanno raggiunto livelli allarmanti nella società ugandese. Negli scandali di alcuni uomini di Chiesa, nelle divisioni all’interno delle nostre comunità cristiane. Certamente anche nelle famiglie che in Italia fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, nello smarrimento della politica in cui sembra che ognuno pensi più al proprio gruppo, partito e ideologia invece che al bene di tutti…

Per chi ѐ cristiano, non c’ѐ dubbio che la croce ѐ una componente integrale e necessaria del nostro cammino. Ci sono momenti e periodi in cui esso diventa davvero una Via Crucis. Capita a tutti, in circostanze e momenti diversi. Personalmente, in quest’ultimo periodo, sento che la croce si ѐ fatta più pesante. Tensioni, problemi, divisioni ed anche opposizioni non mancano, anzi… Non ѐ che i tentativi di del bene a tutti trovino sempre corrispondenza. Niente di nuovo, naturalmente. So che ognuno di voi si trova ad affrontare le stesse difficoltà nella vita di ogni giorno. Questo però non ci rende automaticamente la croce meno pesante.

Istintivamente, noi la croce cerchiamo di schivarla, o magari scaricarla sugli altri. Esorcizziamo il dolore e la fatica, vedendoli come un peso da scrollarci di dosso. Alla salita che conduce al Calvario, preferiamo comode strade in discesa… Il problema ѐ che queste ci portano lontano da Lui, il Signore che ci ha detto: “Se qualcuno vuole essere mio discepolo, prenda la sua croce e mi segua…” Che fare?

Oggi, il Crocefisso, l’Uomo dei dolori, l’innocente che si ѐ caricato di tutte le nostre colpe, ci invita di nuovo a seguirlo. A non avere paura della Croce. Non temere di amare, di donare la nostra vita, giorno per giorno, come ha fatto Lui, fino alla fine. Perché accolta, abbracciata e portata con amore, la Croce porta frutti di vita nuova, come il chicco di grano che marcisce e germoglia. E’ la condizione, la porta della Risurrezione, non solo di Cristo ma anche della nostra. E’ il cammino della Pasqua, quella vera, insieme a Gesù, che auguro Buona e Santa a tutti voi.

In questo cammino ci ѐ di aiuto e ci incoraggia il nuovo vescovo di Roma, Papa Francesco, il pastore che il Signore ha regalato alla sua Chiesa. Presentando ai cardinali il suo programma - “camminare, edificare e confessare Cristo”- ha aggiunto: “Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore”. Vale per me vescovo, ma vale anche per voi. Riprendiamo allora il nostro cammino dietro a Lui, con coraggio e speranza. Papa Francesco ci ricorda ancora: “Non cediamo al pessimismo e allo scoraggiamento!” Il Signore Risorto, che ha vinto la morte, cammina con noi. Dobbiamo solo crederci. Ma non ѐ questo l’Anno della Fede?

Buona Pasqua e buon cammino a tutti. E non dimenticate di pregare per me!

P. Giuseppe




Giovedì 04 Aprile,2013 Ore: 22:25
 
 
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