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www.ildialogo.org IL FESTIVAL DI CANNES, "DRAQUILA", IL GOVERNO DELL'ITALIA, E LA DOMANDA DI JACK LANG. "Com’è possibile che il Pdl si chiami Popolo della Libertà?". Una nota,a cura di Federico La Sala

150° UNITA' D'ITALIA, 2011. CONTRO L’OCCUPAZIONE DELLA LEGGE E DELLA LINGUA ITALIANA, VIVA "VERDI"!!! VIVA PUCCINI!!! NESSUN DORMA ...
IL FESTIVAL DI CANNES, "DRAQUILA", IL GOVERNO DELL'ITALIA, E LA DOMANDA DI JACK LANG. "Com’è possibile che il Pdl si chiami Popolo della Libertà?". Una nota

Insorge, il governo italiano, per Draquila di Sabina Guzzanti, il docufilm - efficace nello stile, fortissimo nei contenuti - che parla del post-terremoto abruzzese, tra show berlusconiani e grandi affari all’ombra di Guido Bertolaso (...)


a cura di Federico La Sala

"Draquila offende l’Italia", Bondi non va Cannes 
 I finiani contro il ministro: "Andare è un dovere"

Il ministro, invitato a presenziare alla kermesse cinematografica, declina a causa dello "sconcerto per la partecipazione di un’opera di propaganda". Già la Brambilla aveva minacciato azioni legali. Granata: Così perde di credibilità" *

ROMA - Insorge, il governo italiano, per Draquila di Sabina Guzzanti, il docufilm - efficace nello stile, fortissimo nei contenuti - che parla del post-terremoto abruzzese, tra show berlusconiani e grandi affari all’ombra di Guido Bertolaso. Oggi a prendere una posizione, durissima, contro la pellicola - di scena come evento speciale fuori concorso al Festival di Cannes - è Sandro Bondi: in una nota, il ministro della Cultura annuncia di aver declinato l’invito a essere ospite sulla Croisette. Motivo del forrfait: il "rincrescimento" e lo "sconcerto" per "la partecipazione di un’opera di propaganda, Draquila, che offende la verità e l’intero popolo italiano".

E Bondi non è il primo esponente dell’esecutivo andato all’attacco della Guzzanti e del suo film. Ieri il ministro del Turismo Micaela Brambilla, in tv, ha usato toni ancora più accesi: "Mi riservo di dare mandato all’avvocatura dello Stato per i danni che queste immagini (quelle anticipate la sera prima ad Annozero, ndr) potrebbero arrecare al nostro Paese. Queste immagini mi indignano e mi offendono ancor prima come cittadino che come ministro. E’ ora di finirla di gettare discredito sul nostro Paese. La sinistra da mesi critica e cerca di buttare fango sulla nostra Italia".

Ma c’è anche chi, nella maggioranza, si dissocia. E’ il caso, neanche a dirlo, dei finiani del Pdl: la decisione di Bondi, afferma il deputato Fabio Granata, "lascia molto perplessi sia per le motivazioni addotte sia per la rilevanza dell’evento culturale dove una grande nazione come l’Italia non può non essere rappresentata ai massimi livelli". Secondo Granata, "rappresentare l’Italia è un dovere del ministro al di là di polemiche su questa o quella opera. L’Italia non può", conclude l’onorevole, "rischiare di perdere autorevolezza e credibilità per motivi vaghi e discutibili"

Ad aprire il fuoco di fila contro Draquila, era stato, qualche giorno fa, uno dei grandi protagonisti della pellicola: Guido Bertolaso. Il 4 maggio, 24 ore dopo l’anteprima in cui i cronisti avevano visto il film, il capo della Protezione civile si era espresso così: "Portandolo a Cannes credo che l’Italia non farà una bella figura. Presto, prestissimo, si parlerà di noi e dell’Aquila, a un festival del cinema si presenterà una verità che non è ’la’ verità ma, appunto ’una parte’ di verità".

Sono però le parole di Bondi di oggi a suscitare le reazioni più forti. "Mi sembra una decisione assurda, figlia di una cultura di altri tempi, ideologica e che tradisce un riflesso autoritario", commenta Walter Veltroni. "Il festival e Sabina Guzzanti se ne faranno una ragione - dichiara il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti - ci dispiace tuttavia per l’Italia perché questo contribuisce a far scendere ulteriormente il nostro Paese nelle classifiche della libertà di espressione. Ci auguriamo che Bondi voglia utilizzare il tempo che risparmierà per fare il ministro dei Beni Culturali, e non l’ennesimo portavoce del premier".

Per Luigi De Magistris dell’Italia dei valori, "a offendere la verità e il popolo italiano non sono né l’arte né l’informazione, ma un ministro che invece di comportarsi come tale, onorando gli impegni istituzionali a cui è chiamato per via del ruolo che riveste, preferisce recitare la parte del fedele servitore del premier disertando il Festival di Cannes". Diversi i toni del parlamentare del Pdl (nonché uomo di spettacolo) Luca Barbareschi, vicono a Fini: quella di Bondi "è una sua scelta, e avrà avuto i suoi motivi per farla".

E una prima reazione arriva anche dalla Francia. A commentare è l’ex ministro della Cultura Jack Lang: la decisione del ministro, a suo giudizio, mostra "una strana concezione della libertà. La Francia è molto triste che lo Stato italiano non sia rappresentato al Festival".

* la Repubblica, 08 maggio 2010


Sul tema, in rete, si cfr.:

TEORIA E PRATICA DEL BALLISMO. COME UN CITTADINO RUBA IL NOME DI TUTTO UN POPOLO, NE FA LA BANDIERA DEL PROPRIO PARTITO PERSONALE, E GETTA LE BASI DELLA PIU’ GRANDE BOLLA SPECULATIVA DELLA STORIA D’ITALIA... 
POLITICA, FILOSOFIA, E MERAVIGLIA. L’Italia come volontà e come rappresentazione di un solo Partito: "Forza Italia"!!!

VERGOGNA E "LATINORUM": UNA GOGNA PER L’ITALIA INTERA.

L’OCCUPAZIONE DELLA LEGGE E DELLA LINGUA ITALIANA: L’ITALIA E LA VERGOGNA.

DOVE VA LA SOCIOLOGIA? ... 
LA SOCIOLOGIA DENTRO LA CASA DELLA NUOVA "IDENTITA’ CULTURALE ITALIANA"!!!

VIVA VERDI, VIVA PUCCINI: NESSUN DORMA!!! CONTRO LA POLITICA DI UNA MAGGIORANZA CHE INFANGA IL NOME DELL’ITALIA, NEL NOSTRO PAESE E NEL MONDO, LA PROTESTA DEI MUSICISTI E DEGLI ARTISTI DEI TEATRI E DELLE COMPAGNIE STABILI.



Domenica 09 Maggio,2010 Ore: 15:41
 
 
Commenti

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Autore Città Giorno Ora
Federico La Sala Milano 12/5/2010 21.17
Titolo:La presentazione al festival di Cannes contenuta nel catalogo ufficiale ...
"Draquila, la Guzzanti denuncia la deriva autoritaria d’Italia"

Le frasi-choc del catalogo ufficiale sul film

di Maria Pia Fusco (la Repubblica, 12.05.10)

CANNES. Se l’ignaro spettatore, senza nessuna conoscenza del nostro paese, leggesse la presentazione di Draquila-L’Italia che trema al festival di Cannes contenuta nel catalogo ufficiale che accompagna le proiezioni, avrebbe l’impressione di un’Italia sull’orlo della dittatura. «Perché gli italiani votano Berlusconi? La virulenza della propaganda, l’impotenza dei cittadini, un sistema economico precario, giochi di potere illegali, una città devastata dal terremoto: sono questi - si legge nel catalogo nella presentazione del film in programma domani - i fattori che, combinati insieme, possono spiegare come la giovane democrazia italiana sia stata assoggettata».

E ancora «la caricatura di Berlusconi - una delle imitazioni più celebri dell’attrice - passeggia nella tendopoli dell’Aquila e vaga nella città deserta, come un imperatore alla fine di un regno... «. Perfino più pesanti le considerazioni della rivista Le film français: l’Aquila, devastata dal terremoto - si legge - «diventa lo spazio ideale per raccontare la deriva autoritaria dell’Italia, l’imbroglio dei ricatti, gli scandali, la corruzione e l’inerzia di una classe politica, dei media, degli abitanti e di tutto ciò che paralizza il paese».

Parole forti, che gettano benzina sul fuoco delle polemiche che in Italia hanno già reso il film un "caso", già infuocate dopo la decisione del ministro Bondi di prendere le distanze dal film rinunciando a una visita al festival. Secondo la rivista Le film français, Draquila risponde non solo alla domanda sulle ragioni del voto a Berlusconi, ma anche al «perché gli italiani non considerano la democrazia un sistema adatto al governo della nazione» o «perché credono di più a quello che dice la televisione piuttosto che alla realtà di quello che vedono». E ancora: «Perché gli abitanti dell’Aquila hanno scambiato ciò che avevano di più prezioso, la loro comunità, una città dinamica piena di studenti e di opere d’arte, con un piccolo appartamento fornito da Berlusconi nelle periferie?».

Anche le recensioni del film non vanno per il sottile: Screen International, analizzando le tesi della Guzzanti, sottolinea che «in nome dell’emergenza, si è permesso alla Protezione civile di agire senza controllo e al di fuori della legge». E secondo Screen questo fatto «dovrebbe avere come conseguenza processi ed arresti».

Altrettanto partecipe la critica di Variety: «Un tragico terremoto, scioccante corruzione e gigantesco abuso di potere. Anche per gli italiani abituati agli scandali del loro paese Draquila è un pugno nello stomaco». La rivista riconosce alla Guzzanti il merito di essere «scrupolosamente corretta. Non ignora i fan di Berlusconi ed è pronta a denunciare l’inefficienza dell’opposizione. Tuttavia il ritratto di questo disastro e il modo in cui Berlusconi ha convinto la maggioranza degli italiani del suo benevolo paternalismo, suscita un profondo disturbo. E soprattutto, dando voce all’Aquila, suggerisce che le sofferenze della città dopo il terremoto siano il risultato di una deliberata politica di disinformazione».

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