- Scrivi commento -- Leggi commenti ce ne sono (0)
Visite totali: (653) - Visite oggi : (1)
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori Sostienici!
ISSN 2420-997X

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito

www.ildialogo.org VEGLIATE: NON SAPETE QUANDO IL PADRONE DI CASA RITORNERA’,

I DOMENICA AVVENTO – 27 novembre 2011
VEGLIATE: NON SAPETE QUANDO IL PADRONE DI CASA RITORNERA’

Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM


Mt 13,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.

Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Gesù ha annunziato la distruzione di Gerusalemme, simbolo di un’istituzione religiosa che, non solo non permetteva la comunione con Dio ma impediva a Dio di manifestarsi agli uomini per quello che lui è – soltanto Amore – e Gesù assicura che ogni forma di potere, ogni forma di regime, è destinata a fallire. Per questo, però, chiede la collaborazione dei suoi discepoli.

Ed è a questo punto che Gesù – siamo nel vangelo di Marco, capitolo 13 versetto 33 – dice: “«Fate attenzione, vegliate»”, letteralmente “state svegli”, “«perché non sapete quando è il momento.»” Il greco distingue tra due termini per indicare il tempo. Uno è kairos, come è detto qui; l’altro è kronos, da cui cronologia. Kronos è il tempo che scorre, quello del calendario, mentre kairos è l’occasione, il momento opportuno.

Cosa vuole dire Gesù? La vita e l’amore ogni giorno ci vengono incontro per essere accolti in una forma nuova, originale e creativa. C’è il rischio che, distratti da tante cose, non ci accorgiamo di quell’occasione che, una volta che si è presentata, non ritorna più. Questo era il significato di kairos, l’occasione opportuna, il momento opportuno che passa e poi non si ripresenta.

E Gesù continua: “«E’ come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato …»”. E qui la traduzione dice “Il potere ai suoi servi”, ma non è così. “Il suo potere, o meglio, la sua autorità ai servi”. Gesù non ha servi; lui l’ha detto chiaramente in questo vangelo che non è venuto per essere servito, ma per servire. Quindi ha dato la sua autorità che è il dono dello Spirito.

E’ la capacità di esercitare un’azione divina. che in questo vangelo attribuita a Gesù indica il perdono dei peccati, la comunicazione di vita, è un’attività di denuncia, come quella che Gesù ha fatto nel tempio. Quindi Gesù ha dato la sua autorità ai servi, “«a ciascuno il suo compito»”. Che cosa significa questo? C’è uno Spirito, ma molteplici sono le funzioni. Abbiamo detto che la vita e l’amore chiedono di essere accolti per poi essere formulati da ognuno di noi in una forma nuova, originale, creativa.

Quindi un unico Spirito che anima la comunità, ma le funzioni sono molteplici. “«E ha ordinato al portiere di vegliare»”. Il portiere era colui che era incaricato della sicurezza di quanti stavano nella casa. Per tre volte appare il verbo “vegliare” che riapparirà ancora nel Getsemani, sempre per tre volte. Sappiamo che il numero tre indica quello che è completo, e questo “vegliare” significa essere solidali nella prova, accettare l’inevitabile persecuzione che l’annuncio della buona notizia, quella che farà cadere i regimi e ogni forma di potere, porterà.

E’ naturale che quando il potere viene minacciato non sta tranquillo, ma scatena tutto il suo odio e tutta la sua violenza. Ed ecco allora il nuovo invito di Gesù, “«Vegliate, non sapete quando il padrone di casa»”, cioè il signore di casa. E qui Gesù divide la notte in quattro parti, secondo l’uso romano. Questo fa capire che il suo messaggio non è destinato o riservato soltanto al popolo giudaico, ma è aperto a tutta l’umanità.

«E fate in modo che, giungendo all’improvviso»”, che significa un’irruzione che non lascia tempo per cambiare, per rettificare, “«non vi trovi addormentati»”, esattamente come accadrà invece al Getsemani, dove proprio i discepoli che Gesù aveva scelto, quelli che si erano detti pronti a morire con lui, alla vista della tribolazione che stava per arrivare, sono andati tutti via. E tutti lo hanno abbandonato.

Quindi la comunità che ricorda il fallimento per non essere stata solidale con Gesù pone in questo annunzio di Gesù l’invito ad essere sempre pronti ad accogliere anche l’inevitabile persecuzione che l’annunzio della buona notizia comporta.

«Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!»”. Quindi quello che era l’incarico del portiere, cioè essere responsabile della felicità di quanti stavano nella casa, questo è il compito di ogni individuo all’interno della comunità cristiana.



Mercoled́ 23 Novembre,2011 Ore: 12:57
 
 
Ti piace l'articolo? Allora Sostienici!
Questo giornale non ha scopo di lucro, si basa sul lavoro volontario e si sostiene con i contributi dei lettori

Print Friendly and PDFPrintPrint Friendly and PDFPDF -- Segnala amico -- Salva sul tuo PC
Scrivi commento -- Leggi commenti (0) -- Condividi sul tuo sito
Segnala su: Digg - Facebook - StumbleUpon - del.icio.us - Reddit - Google
Tweet
Indice completo articoli sezione:
Il Vangelo della domenica

Canali social "il dialogo"
Youtube
- WhatsAppTelegram
- Facebook - Sociale network - Twitter
Mappa Sito


Ove non diversamente specificato, i materiali contenuti in questo sito sono liberamente riproducibili per uso personale, con l’obbligo di citare la fonte (www.ildialogo.org), non stravolgerne il significato e non utilizzarli a scopo di lucro.
Gli abusi saranno perseguiti a norma di legge.
Per tutte le NOTE LEGALI clicca qui
Questo sito fa uso dei cookie soltanto
per facilitare la navigazione.
Vedi
Info